Un motivo per cui prendere il cane è una scelta molto più seria di quello che si pensa

Chi prende un cane si assume una responsabilità enorme, ben superiore a quello che si pensa perchè trattare bene i cani è veramente impegnativo e maltrattarli è molto facile.

Qualche tempo fa abbiamo visto che prima di prendere il cane bisogna farsi tante domande.

Il motivo è che prendere il cane vuol dire assumersi una responsabilità enorme: trattare bene i cani è veramente impegnativo, molto più di quello che si immagina, e maltrattarli è molto facile, molto più di quello che si immagina.

Partiamo da chi è il cane (non cosa è, chi è).

Il cane è un essere che si è evoluto con gli umani tanto che si può parlare di coevoluzione, che prova tante emozioni, sentimenti, stati d’animo, che ha carattere e personalità, gusti e fisime e ha le sue motivazioni e le sue esigenze (e in più, ognuno ha i suoi, non esistono due cani uguali). E’ un essere che ha tantissimo in comune con gli umani ma non è umano, è di un’altra specie.

Ha la sua natura, ha una visione del mondo, la sua (dettata dall’essere cane, di quella razza o mix di e dall’essere quell’individuo cane), ha la sua percezione del mondo (basti pensare che il senso principale dei cani è l’olfatto, non la vista come per noi), la sua etologia è diversa dalla nostra, e le sue importanti esigenze, fisiche, emotive, mentali, dettate dal suo essere cane, dal suo essere cane di quella razza (o mix di) e dall’essere quell’individuo cane, sono sia le stesse degli umani, sia come quelle degli umani ma in dimensione canina sia proprio canine.

Questo, in termini macro, il motivo per cui la scelta di prendere il cane è veramente seria, molto più di quello che si pensa comunemente.

Prendere il cane vuol dire prendere un chi, non un cosa e un chi ricco, articolato, e complicato, che si rende conto delle cose e che conosce la felicità e la sofferenza.

Nella vita con il cane, la complessità ha tante forme. Oggi ci occupiamo di una, fondamentale: la comunicazione, che è straordinariamente importante perchè serve per capirsi e perchè è una dimensione in cui cani e umani sono profondamente diversi.

Tutto sarebbe relativamente semplice se i cani non fossero così abili e così abituati agli umani da capire quando parliamo, ma lo sono e la loro facilità con la parola per noi è così scontata che ci porta a cadere nell’errore di pensare che il nostro modo di comunicare sia il loro.

Ma non è così.

Noi siamo comunicatori grossolani rispetto ai cani. La loro comunicazione è articolata e complessa, fatta di suoni, gesti, odori, postura, sguardi, dove un un sopracciglio sollevato, un sorriso, la posizione del corpo, la testa piegata in un modo piuttosto che in un altro, la posizione di una zampa, di un orecchio, di un occhio, i feromoni, un tono più alto o più basso, un odore piuttosto che un altro, la testa che gira, la testa che si abbassa per odorare per terra, la direzione dello sguardo, un tipo di abbaio rispetto ad un altro, un ringhio, la coda tesa o morbida, le orecchie tenute alte o tirate indietro, il montare, il distruggere, la coda che si muove in un modo piuttosto che in un altro, l’avvicinarsi arrivando dritti o con una curva, lo scegliere di stendersi in un posto piuttosto che in un altro, il guinzaglio tirato piuttosto che tenuto morbido, sono comunicazioni.

I cani vivono osservando e studiando, gli umani, gli altri cani e il mondo che li circonda. Vedono, registrano e categorizzano ogni minima cosa. Per loro, praticamente tutto è un’informazione che serve per decidere come interpretare e affrontare le situazioni, e quindi come comportarsi.

E noi che pensiamo che sia tutto nelle parole.

Erneestooooo, vieeeeniiiiii quiiiiii, fermatiiiiiii!!!!!!!!

L’umano grida inseguendo il cane che, pur non essendo sordo, continua la sua corsa verso lo stagno melmoso.

Per quanto sia difficile da accettare, ha ragione Ernesto.

Spacchettiamo la scena. A grandi linee:

L’umano grida > Ernesto sente le parole e il tono. Le parole sono contraddittorie, vieni o fermati? Il tono svela stress/rabbia/preoccupazione/ansia (lo stato d’animo che ha l’umano in quel momento). Richiesta dubbia e tono negativo e Ernesto, che essendo un cane sfugge il negativo, decide che stare lontano è preferibile.

Non solo.

Ernesto corre in una direzione, l’umano, inseguendolo, corre nella stessa direzione > Ernesto pensa, Sto andando giusto, viene anche il mio umano dove sto andando io.

Non solo.

La spinta di Ernesto è un bel bagno nella melma, rinfrescante, divertente, emozionante. L’umano che urla cosa offre? Grida, ansia, stress, nervosismo, negatività. Qual è la motivazione di Ernesto a rispondere al richiamo e rinunciare alla goduria del bagno?

Il fatto è che anche con i cani non basta chiedere per ottenere. Per essere ascoltati bisogna chiedere bene, sia nella sostanza sia nella forma

[Nei binomi umano-cane in cui si è sviluppata una relazione profonda, in cui ci si conosce e ci si fida uno dell’altro, in cui c’è una esperienza di chiedere e dare reciproco, l’umano per ottenere può semplicemente chiedere (nei giusti modi ovviamente). E’ un po’ un ‘Me lo chiedi tu e lo faccio, mi fido di te e so che nella nostra relazione fai lo stesso’, ma bisogna arrivarci. La relazione deve essere costruita e quanto impegno e quanta dedizione ci vogliono].

Chi dice che ci si deve imporre sul cane perchè io comando e tu fai quello che ti dico, no matter what, no matter how, che tratta il cane per sottometterlo e per affermare il proprio ruolo come capobranco nega la natura dei cani, viola la relazione umano-canina, abusa della posizione di potere che gli umani hanno naturalmente sui cani (i cani sono in balìa degli umani, da soli non possono fare niente, nemmeno bere se hanno sete) e maltratta il cane.

In una vera relazione la comunicazione è bidirezionale eppure nella relazione con i cani gli umani tendono a ignorarla. Non parlano, quindi non dicono niente. Solo che non è così.

Come vedevamo sopra, i cani sono grandi comunicatori ma la loro comunicazione è ben diversa, spesso molto più sottile, di quella degli umani.

Quanti umani se ne accorgono? Quanti la sanno leggere? Quanti sono interessati a capirla? Molti meno di quanti hanno il cane.

Perchè è importante?

Perchè ne va del benessere dei cani e della relazione umano-canina.

Capire le loro comunicazioni permette di capire come si sentono veramente, i loro stati d’animo, le loro emozioni, i loro comportamenti, cosa chiedono ed è quindi necessario per dare loro ciò di cui hanno bisogno. E’ anche essenziale per permettere alla relazione umano-canino di svilupparsi nel suo straordinario potenziale.

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