Perché parlare dei cani in termini umani?

A dispetto di quanto molti dicono, parlare dei cani in termini umani non è un errore. Anzi, è perfetto per capire meglio queste creature incredibili

I cani sono cani. Basta trattarli come persone. Basta confonderli con i bambini: è una frase molto comune che viene rivolta a chi u usa parlare dei cani in termini umani. E, generalmente, viene anche accompagnata da plausi. Bene, tra le tante cose che si sentono sui cani questa è una di quelle che mi da più fastidio.

Se ci si ferma all’apparenza, dire che i cani sono cani è dire il nulla. Già avrebbe più contenuto dire che con il termine cane è comunemente nota la specie a cui Linneo diede il nome di Canis familiaris ma lo sfoggio di erudizione sfonda la barriera del ridicolo ed è inutile. Qual è il problema allora?  Il problema è che ciò c’è dietro frasi come i cani sono cani e devono essere trattati da cani è davvero tanta, tanta roba.

Chi sono veramente i cani?

Partiamo dalla prima cosa che chi pronuncia questa frase non sa, ovvero chi sono veramente i cani. Quando questa frase viene detta, c’è una profonda ignoranza della natura dei cani porta con sé, volontaria e involontaria, che porta a non comprendere le esigenze dei quadrupedi e a trattarli in modo inadeguato.

Qual è il risultato? Il risultato è non farli vivere bene ed è una cosa grave. Quello che sfugge a chi sentenzia che i cani sono cani e devono essere trattati da cani è che i cani sono esseri viventi, con sentimenti, emozioni, stati d’animo.

Creature con capacità cognitive rilevanti e importanti esigenze emotive, fisiche e sociali che li rendono molto simili agli umani e hanno un rapporto con gli umani comparabile a quello tra genitori e figli. Trattarli veramente da cani vuol dire trattarli con cura, attenzione, e rispetto per la loro natura e per le loro esigenze, nulla di diverso da come si trattano – o, forse meglio, si dovrebbero trattare – le persone e nel rispetto del legame che hanno con gli umani.

Cura o antropomorfizzazione?

L’errore che fa chi dice i cani sono cani e devono essere trattati da cani è credere e voler far credere che cura, rispetto e soddisfazione delle esigenze dei cani equivalga ad antropomorfizzarli. Non è così. Conoscere e rispettare la natura e le esigenze dei cani è trattarli da persone ma non equivale a dire che i cani sono umani.

I cani hanno la loro natura e le loro esigenze. Alcune sono uguali a quelle degli umani, come il beneficiare dall’essere confortati quando hanno paura o l’essere protetti quando fa freddo; altre sono le stesse degli umani ma in forma canina, come l’esigenza di essere stimolati mentalmente. Altre ancora sono esigenze prettamente canine, come la necessità di non restare soli.

Usare termini umani per i cani

Posto che usare termini umani per descrivere i cani non equivale ad antropomorfizzarli, il grande etologo e biologo dell’evoluzione Mark Bekoff spiega che farlo ci permette di comprenderli meglio. Un esempio può chiarire il punto: dire che tra le emozioni che provano i cani c’è la tristezza non equivale a dire che i cani sono tristi nello stesso modo degli umani.

Potrebbero esserlo, come no. Però vuol dire riconoscere che i cani provano un’emozione per noi comprensibile in termini di tristezza e saperlo ci mette in condizione di interagire correttamente con loro. L’alternativa, ovvero ignorare e/o negare che i cani provino un’emozione “umana”, vuol dire ignorare anche tutto ciò che a essa è associato.

Vuol dire non rispettare e non soddisfare le esigenze emotive e sociali associate a tale emozione ed equivale a non trattare bene i cani. La verità è che maltrattare i cani è facilissimo, e il primo passo verso il maltrattamento è ignorare/negare la loro natura e le loro esigenze, anche quelle da ‘persona’.

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Perché parlare dei cani in termini umani?