Perchè i cani sono molto più speciali di quello che pensi

I cani sono tanto tanto di più di quello che si pensa comunemente. Ecco alcuni motivi.

Una cosa si può dire con certezza: nonostante la mole di convinzioni sui cani, in realtà i quadrupedi sono poco o per niente conosciuti, poco o per niente capiti e sono comunemente sottovalutati.

Strano, considerato che vivono a fianco degli umani ormai da migliaia di anni. Il caso dei cani è probabilmente l’ennesima testimonianza della difficoltà degli umani a dedicarsi con attenzione agli altri, anche quelli che sono loro più vicini.

L’idea comune sui cani è che siano il pelo, la taglia, il colore, le quattro zampe e la coda che ne definiscono l’aspetto estetico; la pallina per cui danno di matto, il cibo che ingurgiterebbero ad ogni occasione e gli abbai con cui disturbano gli umani.

Si crede che siano tutti uguali; ci si sorprende quando si ricordano le persone e le situazioni; si ride all’idea che possano essere tristi o avere bisogno di conforto e si ignora che abbiano carattere, personalità, gusti e fisime.

Per motivi difficili da individuare, si pensa ai cani un po’ come scatole più o meno pelose il cui solo contenuto è passione per la palla, abbaiare, mangiare e, se sono cattivi, mordere.

A volte mi chiedo se i cani non facilitino in qualche modo l’opinione limitata che si ha di loro. Forse uno dei problemi è che hanno capacità adattive straordinarie; che effettivamente spesso sembra che per una palla sarebbero disposti a vendere i proprietari, per non parlare della passione per il rotolarsi e mangiare cose immonde.

Ma….

Gli americani dicono ‘There is more than meets the eye‘, tradotto letteralmente, c’è più di quello che si vede. In altre parole, bisogna andare oltre le apparenze. Se la regola vale praticamente per tutto, quando si tratta di cani è un obbligo. Non è un caso che avere un cane problematico può essere una fortuna.

Perchè la realtà dei cani è che sono sono creature straordinarie e sono molto più speciali di quello che si pensa. I motivi sono tanti e diversi, alcuni semplici, altri meno semplici, altri proprio complessi. Ne vediamo alcuni.

Una cosa è certa, dopo averli letti, non si vedranno più i cani come prima.

I cani sono molto complessi

Un errore estremamente diffuso da parte degli umani è pensare che esista ‘il Cane’, dalle caratteristiche descritte all’inizio. Poco più di pupazzi viventi con poche se non nessuna esigenza (giusto per fare un esempio, è shockante il numero di proprietari che si liberano del cane perchè scoprono che fa la pipì e la popò. In realtà i cani sono complessi e hanno esigenze, tante, importanti e complesse, fisiche, mentali, ed emotive, date dall’essere Cane, dall’essere di una razza piuttosto che un’altra (o mix di) e dall’essere quell’individuo cane. Riconoscere e rispettare la complessa natura del proprio cane, riconoscere, rispettare e soddisfarne le sue esigenze è fondamentale per il suo benessere ed una delle grandi responsabilità dei proprietari.

Hanno senso di se

Tra gli umani c’è chi si sente uno strafi, chi si sente uno sfigato, chi è incerto su chi è perchè è al mondo. I cani viaggiano su binari molto simili: ci sono i sicuri, gli insicuri, gli incerti, e come sono influenza in modo significativo il modo in cui si relazionano con il mondo, i loro comportamenti e anche la loro salute. Una delle esigenze emotive dei cani è sapersi amati e apprezzati per chi sono.

Sono tutti diversi

Ogni cane ha la sua genetica, la sua predisposizione di razza, il suo carattere, la sua personalità, i suoi gusti, le sue esperienze e la sua storia. Non esistono due cani uguali. L’importanza della individualità di ciascun cane è tale che secondo alcuni etologi è addirittura superfluo parlare di caratteristiche di razza. In realtà ignorare le caratteristiche di razza è rischioso, tanto quanto lo è ignorare l’individualità di ciascun cane.

I sentimenti e le emozioni che provano

I cani hanno una ricca vita emotiva, provano tante emozioni, tanti sentimenti e vivono tanti stati d’animo. Numerosi etologi ritengono addirittura che i cani, oltre alle emozioni primarie, provano emozioni secondarie, tra cui il senso di colpa e il disgusto. Riconoscere e rispettare la vita emotiva dei cani è fondamentale per il loro benessere e per permettere alla relazione umano-canina di sviluppare il suo straordinario potenziale.

Capiscono quando parliamo loro

Gli umani sono antropocentrici. Per noi è tutto umano-riferito. In fin dei conti ci crediamo i più speciali, i più bravi, i più importanti, per cui è ovvio che il mondo intero ruoti intorno a noi. Un caso esemplare è il parlare con i cani: noi parliamo con i cani e diamo per scontato che capiscano (e facciano quello che diciamo). Per noi è così normale da essere ovvio mentre in realtà la normalità di questa comunicazione è uno dei segni di come sono straordinari i cani. Loro non parlano, non leggono, nel mondo canino non esistono le parole, eppure con noi e per noi le usano.

Distinguono i visi degli umani

Per i cani, gli umani non sono tutti uguali. Sono capaci di distinguere i diversi visi anche solo dagli occhi. Ovvio, potrebbe essere tentato di commentare qualcuno. Invece no, un altro segno di come sono speciale. Basti pensare che siamo di un’altra specie. Quanti umani sono capaci di distinguere i cani solo dagli occhi?

Hanno senso del tempo

Agli umani non piace che i cani abbiano senso del tempo e infatti uno dei grandi falsi miti sui cani che si tramanda di generazione in generazione è che vivano nel momento, che per loro cinque minuti, 24 ore, o 2 anni siano lo stesso. Non è così. E’ scientificamente provato che i cani non vivono nel momento, hanno senso dello scorrere delle ore, hanno memoria del passato e aspettativa del futuro.

Vivono osservando e imparano da quello che osservano

Noi non ce ne accorgiamo, ma i cani passano la loro vita osservando il mondo che li circonda e chi si muove in quel mondo. Nulla sfugge ai loro occhi e tutto – degli umani, lo sguardo, la posizione di una spalla, il tono della voce, il movimento di un sopracciglio, il modo di tenere il guinzaglio, il respiro – viene usato per valutare situazioni e capire come comportarsi. Quante informazioni trasmettono gli umani ai cani senza rendersene conto e quante incomprensioni e quanti problemi nascono da questa inconsapevolezza dei bipedi. Hanno responsabilità i cani? Ovvio che no. Apprendono osservando e la loro sopravvivenza dipende dall’osservare e dall’anticipare, se gli umani non sanno cosa comunicano e insegnano cose che non vogliono, è un limite loro di cui purtroppo però i cani pagano le conseguenze.

Noi, non io

I cani sono animali sociali per cui il ‘noi’, il gruppo di cui fanno parte (che per i pets è fatto prevalentemente da umani), conta più dell’io, di loro stessi come singoli. E’ uno dei motivi per cui è così importante considerarli e trattarli da veri e propri membri della famiglia ed uno dei motivi per cui non devono essere lasciati da soli a lungo.

Le apparenze ingannano

Il cane che ringhia è cattivo, il cane che sbraita è cattivo, il cane che guarda fisso un altro è buono, il cane che corre dritto incontro vuole giocare, il cane che non ama stare con gli altri cani è strano e probabilmente anche cattivo, il cane piccolo e bianco è buono, il cane nero è pericoloso. Sono solo alcuni esempi delle convinzioni che gli umani hanno sui cani e in base a cui giudicano i loro comportamenti. Solo che con i cani le apparenze ingannano, tanto e la prima convizione che cade è quella sui cani buoni e cani cattivi. Due esempi rendono bene l’idea: più fanno scenate meno vogliono fare male; il protagonista della famosa frase ‘vuole giocare con tutti’ più che un innocuo giocherellone è al minimo molesto e maleducato e nel mondo canino, comportarsi male è molto mal visto. I cuccioli lo imparano sin da piccolissimi.

Come vedevamo all’inizio, sono solo alcuni esempi ma danno una buona idea del perchè i cani sono tanto di più e tanto più speciali di quello che si pensa comunemente.

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Perchè i cani sono molto più speciali di quello che pensi