Perché i cani non sono per tutti?

È diffusa l'idea che chiunque voglia un quattro zampe averlo, ma non è così: ecco perché i cani non sono per tutti

Normalmente si associa il maltrattamento dei cani alla violenza, ma in realtà la violenza è solo una delle forme di maltrattamento. Ce sono tante altre, molto più comuni e diffuse, e spesso anche più gravi, ed ecco perché i cani non sono per tutti.

Maltrattarli è molto, troppo facile. Vediamo come e perché bisognerebbe pensare molto bene alla scelta di avere un cane, che non è un giocattolo ma un vero compagno di vita.

I cani fanno i bisogni

Partiamo dai piccoli. I cuccioli da vedere sono deliziosi. I cuccioli da vivere sono faticosi e impegnativi. Sporcano in casa, devono imparare che la pipì e la popò si fanno fuori e il compito di insegnarglielo è dei proprietari. Ci sono proprietari che due giorni dopo aver preso il piccolo scoprono che fa la pipì e la popò, quindi disturbano. E se ne liberano.

I cuccioli piangono

I cuccioli piangono. Sono cuccioli, sono come bimbi, hanno bisogno di essere tenuti, rassicurati, coccolati, gestiti, tutelati, in qualità di creaturine piccole e indifese quali sono. Devono uscire spesso e devono imparare a far capire che ne hanno bisogno, per cui devono fare pratica. E per poterlo fare hanno bisogno di un umano che li accompagni e abbia il tempo e la disponibilità di dedicarsi a loro.

I cani rosicchiano (specie da piccoli)

Rosicchiano: alcuni di più, altri di meno ma mediamente i piccoli rosicchiano. Mobili, tende, calzini, scarpe, i gusti sono diversi (ci sono addirittura razze note per la predilezione per il tessile). Devono imparare che non si fa. Sgridare, urlare, punire non serve a nulla se non confondere, spaventare, inibire e impostare malissimo il rapporto umano-canino. Bisogna educare, guidare, seguire, e per farlo servono tempo, pazienza, dedizione e voglia.

I giochi notturni

Giocano di notte, alcune razze più di altre. Passare più notti in bianco perchè è nella natura della creatura voler giocare in quelle ore non è propriamente il massimo. Sgridare, punire, rinchiudere in qualche stanza perchè non disturbi non è una opzione. Il cucciolo deve imparare che di notte si dorme, bisogna insegnarglielo e per farlo ci vuole tempo, pazienza, dedizione e amore.

I cani non vanno lasciati soli

Non devono essere lasciati soli. Per i cani stare da soli non è naturale e, pur dovendo saper stare da soli, non devono mai essere lasciati da soli a lungo. Per i cuccioli ancora di più: bisogna insegnare loro bene che stare da soli – poco – non è nulla di cui preoccuparsi. Perché arrivino ad avere questa competenza, devono essere guidati ed educati e ciò richiede tempo, dedizione, pazienza, impegno. Mollare il piccolo da solo per ore e ore perchè deve imparare a stare solo non si fa. È maltrattamento.

I cani vanno educati

Devono essere educati e preparati alla vita e le esperienze che fanno devono essere tutte positive. Sì, perché altrimenti si fanno danni e si rovina la crescita del piccolo e il suo relazionarsi con il mondo. Non si può prendere un cane e buttarlo senza preparazione in situazioni che non conosce e che non sa come si affrontano.

I cani devono essere educati e preparati alla vita che dovranno condurre e per farlo gli umani si devono impegnare, devono avere tempo, pazienza, dedizione, voglia.

I cani si ammalano

I nostri amici pelosi hanno i malanni – vomito, diarrea, sfoghi alla pelle, tosse, il primo calore (se sono femmine), e via dicendo. Devono essere portati dal veterinario, curati, gestiti, accuditi. Sono solo alcuni esempi ma danno una buona idea dell’impegno che richiede un piccolo di cane. Ed è solo l’inizio.

I cani crescono

I cuccioli crescono. Crescono di taglia, crescono di età, attraversano l’adolescenza – caninamente complicata come è complicata quella degli umani – diventano grandi. E i cani sono creature complesse, ricche, articolate, con importanti esigenze emotive e materiali che è compito e dovere dei proprietari in primis conoscere e poi rispettare e soddisfare.

E nonostante esistano figure professionali anche di primissimo livello esperte di cani (che comunque sono difficili da trovare, mentre è molto facile incontrare millantatori che hanno l’approccio al cane che rasenta il criminale) a cui è bene rivolgersi per esigenze specifiche, si può ma non si deve prendere il cane per poi delegarne la gestione ad altri.

Il cane è un essere ricco e articolato, con esigenze emotive, fisiche e mentali importanti ed è un compagno di vita e come tale deve essere considerato, vissuto e gestito. Oltre al benessere dell’animale, una vita completa insieme porta agli umani e al cane gratificazioni immense che vanno al di là di ogni immaginazione. Per conoscerle – e sono diverse per ogni binomio cane-umano – si possono solo vivere. Poterle vivere però richiede un impegno molto importante da parte degli umani (impegno che è ricambiato dai cani) e solo chi è veramente pronto ad affrontarlo dovrebbe prendere un cane.

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