Non regalare un cane a Natale

Regalare un cane a Natale come se fosse un pacco è un grave errore e non deve essere fatto

Lauretana Satta

Lauretana Satta Dog blogger

Il rosso sul nero sta benissimo ma sta molto bene anche sul bianco o sul color albicocca.

Immaginiamo ora la scena.

Albero di Natale addobbato, sotto pacchetti e pacchettini e da uno viene estratto un peluche con un bel fiocco rosso al collo.

E’ un peluche speciale perchè è caldo e si muove. In realtà infatti non è un pupazzo, è un cane.

Emozione, entusiasmo, bambini eccitati, felicità alle stelle – che regalo stupendo!

Ecco, no.

Un perchè è la scena della mattina dopo: occhi sbarrati perchè il piccolo non peluche ha pianto tutta la notte, pozze di pipì in giro per la casa, deposito solido che se si è fortunati si vede, se no si sente soltanto – l’odore ahinoi è inconfondibile – e deve essere trovato. Bello fare la caccia al tesoro per una (o più, chissà, si scoprirà solo cercando) popò la mattina di Natale, saltando tra una pipì e l’altra ancora rintontini per essere stati tenuti svegli tutta la notte… Ed è solo l’inizio.

Passano le ore e i giorni, la creatura quadrupede, l’angioletto peloso, rivela doti da demonio, e tra i proprietari una domanda emerge sempre più frequentemente nelle conversazioni Chi ce l’ha fatto fare? Per molti più di quelli che si potrebbe immaginare la risposta non è di parole ma fatti: il cane deve andarsene.

E con questo torniamo al punto di prima. I cani non devono essere un regalo di Natale.

I cani sono esseri viventi, sono per tutta la vita, sono molto impegnativi e costano, non possono essere considerati in termini di pacchetto.

I cani sono esseri viventi con carattere, personalità, sentimenti, emozioni, stati d’animo; il loro rapporto con gli umani è comparabile a quello tra genitori e figli, tanto che si può dire che i cani sono come bambini (ma non sono bambini) e hanno importanti esigenze emotive, fisiche e mentali. Gli oggetti no.

I cani sono anche per tutta la vita, i regali no, o quantomeno, non lo sono necessariamente, nonostante ci vogliano far credere che i diamanti sono per sempre o che gli orologi si tramandano di generazione in generazione.

E il loro essere per sempre non è facile. Vivono molto meno degli umani e nel giro di pochi anni i proprietari vivono esperienze tanto diverse ed emotivamente forti come preparare il piccolo alla vita e affrontare la sua demenza quando diventa anziano (sì, anche i cani possono soffrire di demenza senile) e poi la morte della creatura, che provoca un dolore enorme, che è stato recentemente scoperto, spesso è superiore a quello derivante dalla morte di un parente umano. Avere un cane è molto molto impegnativo, sia emotivamente sia praticamente. Gli oggetti non lo sono.

Prendere un cane deve essere frutto di una scelta fredda e razionale, ragionata fino all’ultimo dettaglio e seppure l’arrivo di un cane è un regalo che gli umani si fanno – l’esperienza di vivere con un cane è semplicemente straordinaria, in tutte le sue articolazioni e complicazioni – la natura della relazione umano-canina è tale che è bene non nasca sotto l’albero di Natale.

Lauretana Satta

Lauretana Satta Dog blogger Dal caos nasce una stella danzante, diceva Nietsche. Per Lauretana il caos è stata la relazione con Oban, cane complicato, e la stella danzante è la vita insieme ora dopo tanto lavoro insieme. Dall’esperienza con Oban è nato il sito Dogdeliver, pensato per raccontare la straordinarietà dei cani e della loro relazione con gli umani.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Non regalare un cane a Natale