L’uso del cibo per addestrare i cani

La realtà dell'uso del cibo per rinforzare i comportamenti dei cani è diversa da quella che si pensa

Una cosa che si sa sui cani è che per educarli in modo gentile bisogna avere le tasche piene di bocconcini ed erogarli ogni volta che si comportano come si vuole. Così gratificati, si dice, ripeteranno il comportamento gradito e la missione è compiuta.
In più occasioni abbiamo visto che con i cani le cose sono spesso diverse e più complicate di quello che si pensa e anche questo caso non fa eccezioni.
Ne ho parlato con Sara De Cristofaro, educatore cinofilo, preparatore cani allerta diabete e autrice del libro Senti chi Abbaia.

Vediamo

Premiare i comportamenti desiderati dei cani

Bisogna sicuramente premiare i comportamenti desiderati dei cani. Per rinforzo positivo si intende qualsiasi elemento, positivo, che serve a ripetere comportamenti graditi.

Il cibo come rinforzo positivo per i cani

L’idea e la pratica che il cibo sia IL rinforzo per i cani si è affermata e diffusa perchè ha un uso facile e immediato. In realtà la questione è complessa perchè il cibo non solo non è l’unico rinforzo ma anche è uno strumento delicato e rischioso che bisogna saper usare e dosare correttamente, cosa non facile, e i rischi dell’uso improprio e scorretto del cibo sono veramente importanti.

Incredibile ma vero, non tutti i cani amano il cibo come rinforzo

Il cibo non è amato da tutti i cani come rinforzo e sono anche molti i cani che non sono abilissimi o non interessati nemmeno ai classici giochi che si propongono loro per cui bisogna essere creativi e considerare le motivazioni di ciascun cane – ad esempio un cane che ama scovare è motivato da giochi di ricerca strutturati (che si possono fare sia in casa sia all’esterno), il cane che ama esplorare sarà rinforzato da giochi all’aperto, in ambienti nuovi magari più selvaggi di quelli a cui è abituato, mentre chi ama l’acqua è gratificato da una nuotata o dai tuffi, etc..

Stuazioni in cui si usa comunemente il cibo

1. Il cane è spaventato-preoccupato-terrorizzato da una situazione e per aiutarlo ad affrontarla, gli si offre cibo
2. Il cane ha difficoltà con persone, i bambini o gli sconosciuti e per ‘farselo amico’, gli si offre cibo
3. Il cane è impegnato, sta giocando, sta annusando, etc. e per farlo venire si sventola cibo e appena arriva lo si mette al guinzaglio e lo si porta via
4. Il cane fa qualcosa che da fastidio e per farlo interrompere gli si offre cibo

Il cane è spaventato-preoccupato-terrorizzato da una situazione e per aiutarlo ad affrontarla gli si offre cibo

Cosa pensano gli umani: Nel caso di cani spaventati, preoccupati o addirittura terrorizzati che tentennano di fronte all’offerta di un bocconcino, è molto facile che ci si concentri sul cercare di far mangiare il cane e non si lavori sul vero problema – il suo disagio – e sul migliorare il contesto che lo mette in difficoltà. Risultato: non si affronta il vero problema, si stressa ulteriormente il cane e si crea una situazione in cui si sviluppano incomprensione e frustrazione tra cane e umani
La realtà dei cani: L’uso del cibo può aggiungere ulteriore stress e ansia oltre che frustrazione (vorrebbe tanto la squisitezza che gli viene offerta ma non riesce a prenderla per quanto è stressato) allo stato emotivo già alterato del cane per cui invece di aiutarlo gli si crea un problema ulteriore.

Il cane ha difficoltà con persone, i bambini o gli sconosciuti e per ‘farselo amico’ gli si offre cibo

Cosa pensano gli umani: Si interpreta l’accettare del cibo da parte del cane come un segno che si è diventati amici e lo si tratta di conseguenza – ci si prende confidenze, si cerca di toccarlo – e ci si sorprende quando reagisce male, ci si arrabbia, magari lo si punisce. Così facendo si da via ad una spirale di frustrazione e incomprensione con conseguenze negative anche molto serie per la relazione umano-canina
La realtà dei cani: Il cane accetta il bocconcino perchè è molto goloso ma non è sereno nè contento nè si è sciolto con gli umani e se dopo che ha preso il cibo viene toccato si sente tradito ed è possibile che reagisca male; non si fida più e non accetterà più bocconcini in contesti in cui si sente in difficoltà. Se viene anche sgridato e magari punito la situazione si aggrava ulteriormente perchè aumenta la serietà della incomprensione e le conseguenze per la relazione umano-canina sono molto serie.

Il cane è impegnato, sta giocando, sta annusando, etc. e per farlo venire si sventola cibo e appena arriva lo si mette al guinzaglio e lo si porta via

Cosa pensano gli umani: si vuole tornare a casa e per richiamare il cane impegnato lo si attira con la prospettiva di un bel bocconcino e quando arriva lo si lega e lo si porta via. Nel momento – e ci vuole poco – in cui il cane smette di rispondere al richiamo, ci si arrabia, si grida e si crea una situazione di incomprensione con il cane con conseguenze potenzialmente molto serie.
La realtà dei cani: il cane impara che l’apparizione del cibo vuol dire essere portato via da qualcosa che gli piace e impara anche a non avvicinarsi quando è chiamato.

Il cane fa qualcosa che da fastidio e per farlo interrompere gli si offre cibo

Cosa pensano gli umani: il cane fa qualcosa che non si gradisce e per farlo smettere gli si offre cibo e quando, invece di smettere ripete, ripete, ripete il comportamento ci si irrita, ci si arrabbia, possibilmente si punisce il cane. Così facendo si da via ad una spirale negativa di frustrazione ed incomprensione con pesanti conseguenze per la relazione umano-canina.
La realtà dei cani: Ricevendo il cibo il cane impara che quel comportamento porta attenzioni e cibo e impara a ripeterlo.

Un altro rischio del cibo

Visto che i cani sono tendenzialmente sempre disponibili verso il cibo si pensa di sfruttare la golosità per rinforzare i loro comportamenti senza prestare particolare attenzioni ad eventuali segnali di mal di pancia e/o nausea. E’ un problema perchè il cane che ha mal di pancia o la nausea può cedere comunque all’offerta del bocconcino e se poi si sente peggio, cosa più che probabile, crea una associazione negativa tra il malessere e il bocconcino che gli è stato offerto (l’associazione negativa tra malessere e l’assunzione di quel cibo sorge anche ad alcune ore di distanza) con il risultato che potrebbe sentirsi male ogni volta che gli viene presentato quel cibo o se gli viene riproposto in quel contesto (esattamente come succede a noi che quando stiamo male dopo aver mangiato una cosa ci viene la nausea al solo pensiero).

Andare oltre il cibo

La realtà dei cani è che, come abbiamo visto prima, ci sono tanti altri rinforzi rispetto al cibo, addirittura più di valore e anche più efficaci dei bocconcini. Il primo rinforzo in assoluto sono la relazione ed il rapporto con i proprietari, che si costruiscono e strutturano nel tempo sulle esperienze condivise, il gioco in tutte le sue forme e anche i bocconcini prelibati e gli snack da masticare più a lungo.

L’importanza della relazione con i proprietari

La relazione e l’approvazione dei proprietari sono veramente apprezzate dai cani e gli umani tendono a trascurarle concentrandosi invece sui bocconcini. In situazioni come quelle descritte sopra e numerose altre, ad esempio, al posto del cibo la strategia migliore è proporre il gioco al cane, a cui parteciperanno anche gli umani. Giocare migliora il suo senso di appartenenza al gruppo e se il cane accetta la proposta e gioca vuol dire che è in uno stato d’animo positivo per cui memorizzerà l’esperienza come piacevole, le persone coinvolte in questa bella esperienza (che va ripetuta, non basta impegnarsi una sola volta) entreranno nella cerchia degli amici e inizierà ad apprezzare la loro presenza fino ad arrivare a voler loro bene. Per migliorare il senso di appartenenza al gruppo del cane sono utili anche le passeggiate in luoghi in cui la creatura è molto contenta, ad esempio un bosco o un parco ricco di spazi da perlustrare. E’ molto importante dare ai cani lo spazio e il tempo di imparare a conoscere e capire persone e luoghi che non conoscono, li aiuta a leggere, a interpretare e ad imparare ad apprezzare ciò che li preoccupava e spaventava e il cibo non può svolgere questo ruolo.

In conclusione

Il punto non è non usare il cibo – il cibo è uno dei rinforzi positivi che si possono usare nell’educazione del cane – ma bisogna saperlo usare e dosare e non è facile, nell’usarlo continuamente si fanno veramente tanti errori. Non solo, è bene sapere che il cibo non è il solo rinforzo, non è il migliore e non è il più efficace – più importanti sono la relazione e l’approvazione dei proprietari.

 

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