Lo sai che comunichi con il tuo cane senza accorgertene?

La comunicazione tra umani e cani è un aspetto affascinante della relazione a 6 zampe e c'è tanto di più di quello che si immagina!

«Leika, vieni. Leikaa! Vienii!! Leikaaaaa!! Vieni subito!!! Sei sorda»? E così Leika si avvicina, ma si ferma a metà. Poi gira la testa, odora per terra. E l’umano si altera ancora di più: «Cosa fai? Perché sei ancora lì?? Sei tremenda, non ascolti nulla!» e con passo deciso va verso il cane, la lega e la trascina via.

Questo è uno dei casi in cui il cane e il padrone sembrano quasi antagonisti: uno vuole andare da una parte, l’altro dall’altra. L’umano comanda, il cane non sente. L’umano tira, il cane non si muove. L’umano corre, il cane scappa. Cosa succede? Semplice: comunichiamo con il tuo cane senza accorgercene.

Chiedere e ottenere

Il problema di molti umani invece sta nella premessa della comunicazione: pensare che basti chiedere per ottenere. Il fatto è che con i cani, come con gli umani d’altronde, per ottenere bisogna chiedere non solo la cosa giusta ma anche nel modo giusto.

Sì, perché gli umani comunicano ai cani molto più di quello di cui si rendono conto, e non solo: talvolta ciò che fanno comunica l’esatto opposto di ciò che in realtà vorrebbero.

I cani e l’anticipazione

La sopravvivenza dei cani dipende dal loro riuscire ad anticipare le situazioni così da potersi comportare di conseguenza. Vivono, quindi, osservando e studiando gli umani, ne notano anche il più piccolo movimento, ne leggono e interpretano lo sguardo, le espressioni e l’odore.

Ne capiscono le parole ma sentono e interpretano il tono della voce, interpretano la postura e i gesti, percepiscono le vere intenzioni degli umani, e si comportano di conseguenza. I loro comportamenti sono la reazione alle comunicazioni che ricevono dagli umani.

E quindi un sorriso, il guinzaglio tenuto tirato piuttosto che morbido, le spalle girate, un sopracciglio sollevato, la voce che si alza, un tono allegro, un tono teso, non rispondere allo sguardo, essere affiancati quando si avvicina un altro cane, gridare piuttosto che parlare con tono sereno, una richiesta decisa (che non vuol dire fatta in modo aggressivo) piuttosto che non convinta sono tra le migliaia di comunicazioni che gli umani inviano ai cani, di cui gli umani sono spessissimo inconsapevoli, che servono ai cani per decidere come comportarsi.

Situazioni limite

Vediamo caso per caso delle situazioni che comunicano l’esatto contrario di ciò che l’umano vorrebbe:

  • L’umano chiama. È nervoso. Il cane sente le parole, ma sente ancora di più il tono dell’umano che trasmette nervosismo e che quindi non anticipa nulla di buono, per cui si avvicina ma non troppo. In più gira la testa e odora per terra (segnali che possiamo definire come calmanti).L’umano, a sua volta, pensa che il cane sia testardo e si arrabbia, cosa che spinge il cane ancora più lontano e crea forte frustrazione.
  • L’umano vede che il cane fa qualcosa che non va, per cui lo richiama, ma è distratto, non è convinto. Il cane sente le parole ma legge il tono, la postura e il comportamento dell’umano (le sue vere intenzioni, in realtà non vuole fermare il cane) e continua a fare quello che stava facendo.
  • Il guinzaglio trasmette emozioni e stati d’animo dall’umano al cane (e viceversa). Il cane vede l’altro cane e sente il guinzaglio che si tende, percepisce che l’umano è ansioso e nervoso per cui si preoccupa – l’umano ansioso e nervoso indica che c’è un pericolo – e reagisce di conseguenza. L’umano si arrabbia e si frustra, il cane è confuso e si va in ansia ancora di più.

Si capisce ora più facilmente come mai ci sia tanto spazio per le incomprensioni tra umani e cani e si capisce anche perché condividere la vita con il cane è sì bellissimo ma è anche tanto complicato.

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Lo sai che comunichi con il tuo cane senza accorgertene?