I segreti del gioco dei cani

Quante cose affascinanti si nascondono dietro l'apparenza del gioco dei cani!

Dai sentimenti che provano a come leggono gli umani, i cani sono creature affascinanti e vivere con loro è una esperienza veramente unica.

Oggi ci occupiamo di un aspetto della vita dei cani a cui magari ci si dedica ma a cui raramente si pensa: il gioco.

Normalmente si associa il gioco dei cani alla palla: l’umano la lancia, il cane corre e la prende, spesso la riporta e così in una serie di ripetizioni per gli x minuti della sessione. La gran parte dei cani sembra perdere la testa per la palla per cui è normale pensare che l’oggetto che rotola (alcuni cani si agitano così tanto già a sentire la parola palla che i proprietari evitano di pronunciarla) sia il più bello dei regali e correre a prenderla sia la migliore delle attività.

Se solo i cani fossero semplici…. Ma non lo sono, come abbiamo visto tante volte ormai. Poche cose al mondo sono ingannevoli come le apparenze dei cani e anche la realtà del gioco è ben diversa da quello che sembra e anche il gioco con la palla così come lo si concepisce solitamente è più un no che un sì per i cani.

Vediamo.

Il grande etologo Mark Bekoff che ha dedicato anni di studio al gioco dei cani spiega che segue quattro regole:

  • chiedi prima
  • sii corretto/a
  • rispetta le regole
  • quando sbagli, ammetti di aver sbagliato

Una prima cosa che impariamo, quindi, è che il gioco dei cani non è casuale. Quel correre, saltare, rotolarsi, montarsi, usare la bocca, sbattersi addosso, inseguirsi è regolato da norme chiare e precise.

Spesso vedendo i cani giocare si pensa che stiano litigando, tante azioni di gioco infatti sono le stesse usate nelle risse. Le regole che i cani seguono quando giocano servono a indicare chiaramente che si tratta di gioco e infatti, è stato rilevato, anche nelle sessioni di ‘gioco duro’, meno dello 0,5% si trasforma in conflitto e meno della metà di quello 0,5% è pesantemente aggressivo.

L’altro aspetto affascinante del gioco sono le funzioni che svolge di cui il divertimento è, seppure importante, quasi la meno rilevante.

Il gioco serve ai cani per sviluppare competenze fondamentali per la loro vita: Competenze sociali, tra cui leggere i segnali complessi e articolati che i compagni di gioco, altri cani o umani che siano, inviano, tutto questo spesso, mentre stanno correndo; sviluppare competenze cognitive, tra cui evitare ostacoli e controllare il morso; sviluppare capacità motorie e sviluppare e mantenere legami sociali.

Il gioco serve ai cani anche a sviluppare quella che è chiamata flessibilità comportamentale, in altre parole, per imparare a gestire gli imprevisti e riuscire ad affrontare situazioni nuove. Imparare ad improvvisare è così importante per i cani che è scientificamente provato che mentre giocano si creano appositamente situazioni così da potersi sfidare e imparare ad affrontare le sorprese. Grazie al gioco i cani possono migliorare la capacità di gestire emotivamente situazioni inattese e stressanti.

Visto questo si capisce perchè il tiro-riporta ripetitivo e monotono della palla non è quello di cui i cani hanno bisogno.

Concludiamo con altri cinque punti (l’ordine è casuale, sono tutti egualmente importanti):

  1. Non tutti i cani amano giocare. Non vanno forzati. Chi non ama giocare può preferire fare altro, tra cui l’importantissimo uso dell’olfatto.
  2. Potrebbero non giocare perchè non hanno trovato nessuno con cui sono in sintonia. Non vanno forzati.
  3. I cani giocano sia con altri cani sia con gli umani; anzi, crescendo tendono a privilegiare il gioco con i loro umani.
  4. Alcuni cani si divertono anche a giocare da soli
  5. Il gioco deve essere sempre positivo. Nel gioco, come in tutto il resto della vita con i cani, non c’è spazio per la dominanza, la sottomissione e relative pratiche.

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