I segreti del gioco dei cani

Pensi di sapere tutto sul gioco dei cani? In realtà ci sono diverse cose davvero affascinanti che devi proprio conoscere

Dai sentimenti che provano a come leggono gli umani, i quattro zampe sono creature affascinanti e vivere con loro è una esperienza veramente unica. Oggi ci occupiamo di un aspetto della vita della loro a cui magari ci si dedica ma a cui raramente si pensa: il gioco dei cani.

Normalmente si associa il gioco dei cani alla palla: l’umano la lancia, il cane corre e la prende, spesso la riporta e così in una serie di ripetizioni per i vari minuti della sessione. La gran parte dei cani sembra perdere la testa per la palla per cui è normale pensare che l’oggetto che rotola sia il più bello dei regali e correre a prenderla sia la migliore delle attività.

Questo sarebbe vero se i cani fossero semplici, ma non lo sono, come abbiamo visto tante volte ormai. Poche cose al mondo sono ingannevoli come le apparenze dei cani e anche il gioco con la palla così come lo si concepisce solitamente è più un no che un sì per i cani. Ma vediamo tutto nel dettaglio.

Le quattro regole di Bekoff

Il grande etologo Mark Bekoff ha dedicato anni di studio al gioco dei cani. Dai suoi studi sono derivate quattro regole fondamentali da tenere a mente quando si interagisce con quello che è un compagno veramente speciale, in grado di provare sentimenti ed emozioni complesse. Ecco quali sono:

  • Chiedi prima;
  • Sii corretto/a;
  • Rispetta le regole;
  • Quando sbagli, ammetti di aver sbagliato.

Dunque, da queste regole la prima cosa che evinciamo è che il gioco dei cani non è casuale. Quel correre, saltare, rotolarsi, montarsi, usare la bocca, sbattersi addosso, inseguirsi è regolato da norme chiare e precise.

L’apparenza inganna

Spesso, vedendo i cani giocare si pensa che stiano litigando. Tante azioni di gioco infatti sono le stesse usate nelle risse. Eppure le regole succitate, che i cani seguono quando giocano, servono a indicare chiaramente che si tratta di gioco. Infatti, è stato rilevato, anche nelle sessioni di “gioco duro”, meno dello 0,5% si trasforma in conflitto e meno della metà di quello 0,5% è pesantemente aggressivo.

Le regole individuate dal Bekoff ci mostrano chiaramente che i cani si “autodisciplinano”, individuando i propri limiti, i propri errori e che agiscono secondo una serie di azioni predefinite che loro ritengono corrette e opportune.

Le funzioni del gioco per i cani

L’altro aspetto affascinante del gioco sono le funzioni che svolge. Il divertimento è, per quanto importante, la funzione meno rilevante. Il gioco infatti serve ai cani per sviluppare competenze fondamentali per la loro vita. Si tratta di:

  • Competenze sociali (leggere i segnali complessi e articolati che i compagni di gioco, altri cani o umani che siano, inviano)
  • Comprensione sociale in movimento (i nostri amici a quattro zampe decodificano i messaggi degli altri cani mentre corrono);
  • Competenze cognitive (evitare ostacoli, controllare il morso);
  • Capacità motorie;
  • Sviluppo (e mantenimento) dei legami sociali.

Il gioco, inoltre, serve ai cani anche a sviluppare quella che è chiamata flessibilità comportamentale. In altre parole, serve per imparare a gestire gli imprevisti e riuscire ad affrontare situazioni nuove. Imparare ad improvvisare è così importante per i cani che è scientificamente provato che mentre giocano creano appositamente situazioni “critiche”, così da potersi sfidare e imparare ad affrontare le sorprese. Grazie al gioco i cani possono migliorare la capacità di gestire emotivamente situazioni inattese e stressanti. Detto ciò, è chiaro perché il semplice tiro-riporta ripetitivo e monotono della palla non è quello di cui i cani hanno bisogno.

Cinque punti da tenere a mente sul gioco dei cani

Chiudo questo contenuto con cinque punti essenziali (in ordine sparso) sul gioco dei cani che tutti noi bipedi dovremmo conoscere:

  1. Non tutti i cani amano giocare. Non vanno forzati. Chi non ama giocare può preferire fare altro, tra cui l’importantissimo uso dell’olfatto;
  2. I cani possono non giocare perché non hanno trovato nessuno con cui sono in sintonia;
  3. I cani giocano sia con altri cani sia con gli umani; anzi, crescendo tendono a privilegiare il gioco con i loro umani.
  4. Alcuni cani si divertono anche a giocare da soli;
  5. Il gioco deve essere sempre positivo. Nel gioco, come in tutto il resto della vita con i cani, non c’è spazio per la dominanza, la sottomissione e relative pratiche.

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