Coronavirus: i cani si accorgono di cosa sta succedendo

Sì, i cani sanno bene che c'è qualcosa che non va: anche loro si accorgono che l'epidemia di Coronavirus sta cambiando tutto

Il cane è l’unico animale che vive realmente con noi e non semplicemente accanto a noi, ci dice il celebre etologo Irenäus Eibl-Eibesfeldt. I cani dormono con noi, mangiano con noi, ci osservano, ci stanno accanto in silenzio. Sono amici e confidenti. E sì, si accorgono anche di ciò che sta succedendo riguardo al Coronavirus.

D’altronde se sono in grado di ascoltare i nostri segreti, leccare le nostre lacrime, capire le nostre intenzioni, leggere e sentire le nostre emozioni e i nostri stati d’animo, figuriamoci se non sanno capire cosa sta accadendo in queste settimane.

In fondo c’è un’atmosfera diversa nel mondo in cui si muovono. Ci sono i cambiamenti nella vita quotidiana: per esempio, tutti i membri della famiglia sono a casa, sempre, e non necessariamente le dinamiche sono serene. È una novità importante.

Ci sono cambiamenti nelle loro abitudini. Ci sono le comunicazioni, volontarie e involontarie, che gli umani inviano e che sono prevalentemente negative. Per i cani, così sensibili e così in sintonia con gli umani, per i quali il famoso detto uno sguardo dice più di 1000 parole è una regola di vita, che rilevano e interpretano anche la più piccola espressione e il più piccolo gesto, i segnali che mandiamo in questi giorni sono l’equivalente di un temporale di informazioni.

I cani sentono che gli umani sono preoccupati e stressati, si rendono che c’è qualcosa di strano e ne risentono. Si può sostenere che la loro situazione è allo stesso tempo migliore e peggiore della nostra. Mi spiego, perché è un’affermazione che si presta ad essere male interpretata.

I cani sono messi meglio di noi perché noi sappiamo la causa delle difficoltà di queste settimane. Anche se forse è discutibile (in questo periodo sto fortemente rivalutando il valore della consapevolezza), è effettivamente meglio sapere che c’è un virus potenzialmente letale che ci può colpire se entriamo in contatto con qualcuno o qualcosa? Lascio la risposta altri perché io non ce l’ho.

Sono messi peggio di noi perché si rendono conto che c’è qualcosa di strano e che quel qualcosa è negativo – come dicevamo prima, i segnali che gli umani mandano sono indiscutibili – ma non sanno cosa è, non capiscono la situazione. Sentire stress, ansia e preoccupazione, viverne gli effetti senza però capirne la causa e quindi non poter stabilire come affrontarla li confonde.

Oltre alle comunicazioni che ricevono dagli umani, i cani capiscono che c’è qualcosa di strano dai cambi alle loro abitudini. A differenza di quello che si pensa comunemente, la routine non è necessariamente una cosa positiva per i cani e nonostante ciò tanti di loro vivono vite estremamente regolari in cui i giorni si succedono uno dopo l’altro con eventi che accadono, sempre gli stessi, sempre alle stessa ora.

Le disposizioni precauzionali di questi giorni impattano sulla quotidianità dei cani – orari diversi, uscite più brevi, etc. – e cani abituati a una routine rigorosa non hanno le competenze per gestire le novità. E con questo arriviamo all’ultimo punto: cosa si può fare per aiutare i cani vivere nel migliore dei modi questi giorni complicati?

La risposta macro è, mantenere per loro quanto più possibile una normalità. Nello specifico, farli uscire regolarmente, in casa impegnarli con giochi di attivazione mentale, trasmettere loro controllo e serenità e mantenere una atmosfera tranquilla. Così facendo si da vita a un circolo virtuoso di mutuo benessere perché, come abbiamo visto qualche tempo fa, i benefici che un cane che sta bene porta alla vita dei suoi umani sono incalcolabili.

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