Cani: Il mito del padrone capobranco

Troppe persone credono ancora che gli umani devono imporsi sui cani per essere riconosciuti come capobranco. E' un modo di relazionarsi con i cani superato e scientificamente confutato.

Lauretana Satta

Lauretana Satta Dog blogger

Posizione verticale, 2 braccia, 2 gambe, 10 dita, 2 occhi, più o meno capelli in testa, usa le parole per comunicare, usa il deodorante, beve alcolici, ha le sue leggi = l’umano.

Posizione orizzontale, 4 zampe, una coda, 2 occhi, manto con pelo più o meno lungo, per comunicare usa suoni, vocalizzazioni, espressioni, postura, odori, feromoni ma capisce le parole, si rotola in cose immonde, ha il suo, rigoroso, codice di comportamento, ha una dentatura capace di strappare carni e sgretolare ossa = il cane.

Vivono insieme da millenni, si sono addirittura evoluti insieme, hanno una relazione che non ha pari nel mondo, non ci sono dubbi su chi è chi. Eppure… Eppure ci sono tanti problemi.

Uno è il culto del padrone capobranco e  i suoi numerosi adepti. E’ l’argomento di oggi.

L’assunto di base è, i cani sono animali di branco che passano la vita pianificando e combattendo per dominare sugli altri (= gli umani con cui vivono), gli umani quindi devono dominare i cani e imporsi su di loro come capobranco.

E’ veramente così?

Vediamo.

Si parte male, già dall’uso della parola branco con il suo connotato negativo. I cani sono animali sociali (come gli umani) e tante delle loro straordinarie capacità, di cui gli umani beneficiano in modo incalcolabile, derivano dal loro essere tali. Non c’è nulla di negativo nell’essere un animale sociale.

Proseguiamo poi con una semplicissima considerazione.

Quanti sceglierebbero di portarsi in casa uno o più animali tecnicamente capaci di ucciderti e si metterebbero in una situazione per cui devono lottare costantemente per sottometterlo a rischio della loro stessa sopravvivenza? Qualcuno sicuramente c’è, la follia esiste, ma si può onestamente pensare che lo facciano le centinaia di milioni di persone – tra cui anziani, famiglie con bambini, single, coppie, persone non vedenti, malati di diabete, associazioni di pet therapy, ospedali, case di riposo, associazioni di soccorso – che hanno uno o più cani per motivi che vanno dalla compagnia al soccorso all’aiuto per vivere in modo più autonomo? Davvero? Centinaia di migliaia, per non dire milioni, di persone non hanno nemmeno la condizione fisica per sostenere una lotta di potere costante con il cane e ciononostante non sono loro sottomessi.

Le considerazioni di questo tipo lasciano però il tempo che trovano, per avere risposte fondate bisogna rivolgersi alla scienza.

Gli studi sulla natura dei cani, la loro evoluzione e la loro relazione con gli umani, seppur relativamente recenti (fino a poco fa i cani erano considerati non interessanti perchè ‘costruiti dagli umani’) sono tanti, sono importanti e sono da ovunque nel mondo.

Cosa ci dicono i più grandi esperti di etologia, biologia evolutiva, psicologia, veterinaria, benessere animale e con loro i migliori rieducatori ed educatori cinofili?

I cani sanno che gli umani non sono cani e le dinamiche che ci sono tra cani non sono necessariamente le stesse che ci sono tra cani e umani. Tra cani esiste una forma di gerarchia, ‘che non è interscambiabile con la dominanza; la stabilità nel gruppo è mantenuta dalla deferenza e non da comportamenti agonistici e la dominanza non descrive la relazione tra individui, è un termine relativo stabilito dal valore delle risorse per ciascun individuo’ (Social Behavior of Dogs, By Gary M. Landsberg BSc, DVM, MRCVS, DACVB, DECAWBM e Sagi Denenberg DVM, DACVB, Dip. ECAWBM (Behaviour), MACVSc (Behaviour).

In altre parole, dire ‘i cani sono dominanti’ è etologicamente sbagliato.

Un’altra cosa che ci dicono gli esperti è che la struttura sociale dei cani è simile a quella degli umani, con i genitori che proteggono, educano e guidano e i figli che seguono. Considerato che è scientificamente provato che la relazione che si stabilisce tra cani e umani è comparabile a quella tra figli e genitori, che i cani non vogliono dominare nè il mondo nè gli umani e che, anzi, hanno bisogno degli umani per sentirsi sicuri ed essere sereni, relazionarsi con loro in modo antagonistico per dominarli e ‘sottometterli’ non ha nè fondamento nè scuse.

La filosofia, se vogliamo chiamarla così, di chi pensa che i cani debbano essere dominati e sottomessi è che il risultato si ottiene usando la coercizione. Punizioni, violenza fisica e verbale, strumenti fisici che fanno male sono i mezzi a cui si ricorre per piegare il cane al proprio volere.

C’è un termine che definisce questi metodi: maltrattamento.

E’ scientificamente provato che la coercizione inibisce, mette paura e insicurezza, impedisce che si sviluppi una relazione di fiducia tra cane e umano, limita la capacità di apprendimento del cane, non educa, confonde, non corregge.

Ma funziona, gridano i sostenitori.

Come funziona? E’ come una pistola puntata alla testa. Grazie che uno fa quello che gli dice quello che la punta. Il piccolo particolare è che l’apparente successo nasconde il rischio, grave e reale, che il cane ad un certo punto si stufi di subire abusi e decida di difendersi e che un cane che asseconda chi lo minaccia non è detto che sia egualmente accomodante con chi non lo fa. Se poi alcuni cani possono resistere agli abusi della coercizione, altri ne sono distrutti.

Per tornare al punto di prima, perchè prendere il cane, animale con carattere, personalità, ricco di sentimenti, emozioni e stati d’animo, che ha un potenziale di relazione con gli umani che va oltre lo straordinario, per annichilirlo?

Il concetto di padrone capobranco = umano che con la coercizione (fisica e/o mentale) si impone sul cane e lo sottomette al suo volere è vecchia e superata, va contro la natura del cane, viola la relazione tra cane e umano ed è anche non etica e amorale.

Detto questo, perchè è tanto popolare?

La risposta è semplice: è facile e attraente. Abusare di chi è debole e dipendente è facilissimo, non serve nessuna capacità e i cani sono un obiettivo perfetto – dipendono totalmente dagli umani, hanno una straordinaria capacità di adattamento per cui possono anche abituarsi ad essere maltrattati, se decidono di difendersi sono trattati con ancora più violenza e se non cedono nemmeno a quella, sono abbandonati, e avanti il prossimo e mentre fa tutto questo l’umano si sente capace, forte, e potente.

Lauretana Satta

Lauretana Satta Dog blogger Dal caos nasce una stella danzante, diceva Nietsche. Per Lauretana il caos è stata la relazione con Oban, cane complicato, e la stella danzante è la vita insieme ora dopo tanto lavoro insieme. Dall’esperienza con Oban è nato il sito Dogdeliver, pensato per raccontare la straordinarietà dei cani e della loro relazione con gli umani.

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