Anche nel rapporto con il cane vale il detto “non tutti i mali vengono per nuocere”

Dai problemi con il proprio si cane si ha potenzialmente tanto da imparare, ecco perché può essere una fortuna averli

Nietsche diceva che ciò che non ti uccide ti rende più forte. Le sue parole mi sono venute in mente mentre ragionavo sul contenuto di oggi. Nel nostro caso sono da prendere meno letteralmente e più metaforicamente ma servono a capire la sostanza dell’argomento.

Avere problemi con il cane è pesante e nessuno sano di mente vuole avere problemi, men che mai quelli evitabili come possono essere quelli con il cane. Non averli è anche facile. Una soluzione preventiva è non prendere il cane (anche se così facendo si perde molto), due soluzioni meno scientifiche sono fare affidamento sulle straordinarie capacità adattive dei quadrupedi e/o non rendersi conto che qualcosa non va (è possibile).

Non si vogliono, non si cercano ma possono esserci comunque e, contro ogni istinto, quando ci sono i problemi con il cane possono essere una fortuna.

Preciso che possono essere una fortuna, non lo sono necessariamente. Se diventano una fortuna dipende da diverse variabili, in primis il tipo di problemi, come è chi li ha e l’educatore a cui ci si rivolge. E’ una combinazione di fattori non propriamente di poco conto ma non impossibile.

Un altro chiarimento necessario è che avere problemi con il proprio cane possa essere una fortuna non vuol dire che non averli sia una sfortuna. Ovvio che no.

Fatte queste precisazioni andiamo alla sostanza dell’argomento di oggi, perché avere problemi con il proprio cane può essere una fortuna. Perché si può dire una cosa così apparentemente assurda.

Abbiamo visto più volte che sui cani esiste una massiccia e prevalente cultura popolare che ha il difetto di essere fatta di falsi miti. Chi non ha problemi con il proprio cane è felice con quello che sa, non ha nemmeno ragione di pensare che esiste una realtà dei cani diversa da quella che conosce e non ha motivo di pensare che il cane potrebbe stare meglio di come sta. Perché abbiamo visto, i cani hanno capacità adattive straordinarie e possono non essere contenti della vita che hanno ma non esprimere in modo clamoroso il loro disagio. Il famoso detto beata inconsapevolezza avrebbe potuto essere coniato per questa situazione.

Avere problemi con il cane può essere una fortuna perché affrontarli vuol dire andare alla scoperta del proprio cane – scoprire il suo carattere, la sua personalità, i suoi perché, cosa lo motiva, come comunica, di cosa ha bisogno. Imparando a conoscere chi è quell’individuo quadrupede che si è deciso di portare nella propria vita, ci si apre al suo mondo e a quello dei suoi conspecifici, si impara a gestirlo correttamente e gli si può dare quello di cui ha realmente bisogno.

E il cane in tutto questo? Da quello scritto sopra potrebbe sembrare che tutto l’onere del lavoro ricada sugli umani. Non è così. Il cane si rende conto dell’impegno degli umani e si impegna a sua volta. Si lavora in due per un obiettivo comune ed entrambi, cane e umano, lo sanno. Per rendersi veramente conto di quanto questo impegno reciproco rafforzi e arricchisca la relazione si può solo viverlo ma si può avere una idea facendo una comparazione con la relazione tra umani e con questo torniamo al Nietsche dell’inizio, le difficoltà, se non ti uccidono, ti rafforzano.

Detta così sembra semplice, ahimè non lo è. Non è qualcosa che succede da un giorno all’altro, nemmeno da una settimana all’altra, è un percorso, è un po’ come l’Odissea in cui il viaggio vale tanto quanto la meta.

Si spiegano così anche le tre variabili citate prima e perché sono tanto importanti: il tipo di problemi del cane – la stragrande maggioranza dei problemi dei cani sono dovuti al contesto, vuol dire che c’è una (o più) causa, chiamiamola ambientale, i problemi sono affrontabili e in qualche modo risolvibili. Gli umani – si devono rendere conto che qualcosa non va, devono voler capire e devono essere pronti ad impegnarsi per migliorare la situazione. L’educatore – figura fondamentale in una situazione di problemi con il proprio cane. E’ lei o lui che guida e accompagna umano e cane nel percorso mirato a migliorare la situazione. La sua esperienza, la sua conoscenza e la sua professionalità sono essenziali per il proprietario, motivo per cui la scelta dell’educatore è straimportante e stradelicata.

Arrivati a questo punto, alcune altre considerazioni sono necessarie:

  • A differenza di quello che si può immaginare, il discorso vale per tutti i proprietari, anche per chi non è alla sua prima esperienza di cane perché, come abbiamo visto, ogni cane è unico così come ogni binomio umano-cane. C’è sempre sempre da imparare.
  • Cosa vuol dire risolvere i problemi con il cane: a volte vuol dire proprio questo, risolverli. Prima c’erano, poi non ci sono più. E’ l’ideale. A volte però vuol dire riconoscere ed imparare ad apprezzare il valore del compromesso perché è molto frequente che risolvere non equivalga alla scomparsa dei problemi ma alla loro comprensione e accettazione, nella forma ammorbidita che possono prendere con il lavoro che si fa. E questo vuol dire anche imparare a gestirli e imparare a conviverci. In altre parole, risolvere i problemi con il cane vuol dire anche imparare ad accettare e amare il cane per chi è e per quello che da, anche se è diverso da quello che si sarebbe voluto, vuol dire anche adattare le proprie aspettative.
  • Bisogna prepararsi alla fatica: dipende dai problemi e dalle cause, ovviamente, ma in generale quando ci sono problemi con il cane affrontarli è impegnativo, mentalmente, psicologicamente, fisicamente, in termini di tempo, e anche economicamente.
  • La frustrazione: come in ogni percorso di crescita, anche quello di lavoro con il cane ha i suoi ups and downs – i suoi momenti buoni e i suoi momenti cattivi – ed è veramente importante resistere alla tentazione di cedere, o magari di passare alle maniere forti. Ad un certo punto, quasi a sorpresa, succederanno una serie di cose per cui ci si rende conto che tutto lo sforzo ha portato risultati e la soddisfazione è grande.
  • L’impegno: affrontare i problemi del cane vuol dire prima di tutto lavorare su se stessi, e a volte il lavoro è talmente impegnativo da essere comparabile ad una forma di terapia psicologica. Non è facile e non è divertente ma quando è fatto bene e porta i suoi risultati, ne vale veramente la pena.
  • L’educatore: torniamo ad un punto già visto ma è talmente importante che è opportuno farlo. Fondamentale perché i problemi con il cane possano essere considerati una fortuna è l’educatore a cui ci si rivolge. Nella vita con il cane, l’educatore è come Virgilio nella Divina Commedia, tanto grande è la sua importanza. Noi (Oban ed io) non saremmo dove siamo se non avessimo incontrato la nostra maestra Cinzia.

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