Zona rossa e arancione: come cambiano i colori delle Regioni

L'ordinanza del Ministro della Salute fa cambiare colore all'Italia: cosa succede dal 12 aprile

A poche settimane dalla zona rossa quasi integrale, cambiano i colori delle regione e le restrizioni iniziano ad allentarsi con il passaggio di gran parte dell’Italia in arancione. La firma della nuova ordinanza del Ministro Speranza del 9 aprile fa tirare un sospiro di sollievo ad alcune categorie, sebbene ancora piegate dalle regole stringenti per far fronte all’emergenza sanitaria.

La linea severa del Governo Draghi prosegue con l’abolizione totale della zona gialla, nonostante il tiepido miglioramento dei dati, con alcune regioni che – però – possono iniziare a ripartire lentamente dall’assetto in arancione. Riaprono negozi, parrucchieri e centri estetici. È consentito spostarsi all’interno del proprio comune di residenza senza autocertificazione.

Il cambio fascia deciso dall’ordinanza del Ministro Roberto Speranza sarà valido dal 12 aprile. Tante le regioni promosse, con sole tre aree ancora caratterizzate dalla formula a maggiori restrizioni e che si manterrà per le prossime settimane. Gli ultimi dati diramati parlano di un decremento dei contagi, con un tasso di positività al 4,7%, mentre rimane alto il numero delle vittime, 427 nella giornata di giovedì 8 aprile.

Le regioni in zona arancione dal 12 aprile

Lunedì 12 aprile, l’Italia si sveglierà arancione, con appena qualche punta di rosso. Le regioni attualmente in zona rossa sono Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, ma per molte di esse le restrizioni hanno funzionato.

Sono promosse in zona arancione la Lombardia, l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia. Ad anticipare il cambio colore era già stato il Governatore dell’Emilia-Romagna – Stefano Bonaccini – che si era espresso in questi termini: “Non escludo che si possa essere arancioni dalla prossima settimana. I numeri sono confortanti in queste ultime settimane. Oggi l’indice Rt in regione è attorno allo 0,80. Vuol dire che chiusure e restrizioni stanno contando, come sempre sono le uniche che funzionano”.

Ottimista anche il Presidente della Lombardia Attilio Fontana, che aveva annunciato di aver richiesto il passaggio di colore alla cabina di regia del Cts.

Sperano in una promozione anche Toscana e Piemonte. A questo proposito, si è espresso il Presidente della Regione Alberto Cirio, che si è anche soffermato sulla situazione delle strutture sanitarie impegnate nell’emergenza: I dati settimanali confermano un progressivo miglioramento in Piemonte. Il valore Rt è sceso a 0,9. Si riduce il numero di nuovi casi segnalati e anche il numero di focolai attivi o nuovi. Il nostro report deve essere validato dalla cabina di regia, ma in base a questi parametri siamo fiduciosi che il Piemonte possa ritornare arancione già dalla prossima settimana.

Non cambia la situazione di Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo, Trento e Bolzano, che confermano la zona arancione.

  • Regioni in zona arancione dal 12 aprile: Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche, Umbria, Abruzzo, Trento e Bolzano.

Le Regioni in zona rossa

Puglia, Campania e Valle D’Aosta sono – attualmente – le regioni a maggior rischio e rimarranno ancora in zona rossa. Per queste Regioni, persiste il divieto di spostarsi da un Comune all’altro se non per motivi di lavoro, salute o necessità. Finisce in zona rossa anche la Sardegna, la prima Regione ad aggiudicarsi la zona bianca e ora considerata come una della aree a maggior rischio.

Rimangono chiusi negozi, parrucchieri e i centri estetici. La loro riapertura è prevista in zona rossa dal 20 aprile, dopo attenta valutazione dell’andamento del piano vaccinale e del numero di persone che hanno ricevuto la loro dose.

  • Regioni in zona rossa dal 12 aprile: Puglia, Campania, Valle D’Aosta, Sardegna.

Cosa cambia in zona arancione

Il leggero allentamento delle restrizioni comporta la riapertura di alcune attività precluse in zona rossa, come quella dei parrucchieri, degli estetisti e dei centri estetici. Possibili anche gli spostamenti all’interno del proprio Comune senza autocertificazione, le visite ai parenti in due per volta e il raggiungimento delle seconde case.

Riapre la scuola fino alla terza media, con le superiori che rimangono in DAD per almeno il 50%. Non saranno consentiti provvedimenti più restrittivi da parte dei Presidenti della Regione, che possono portare la didattica in presenza fino al 75%. Laddove i contagi superino le 250 unità per 100000 abitanti, si potrà procedere con chiusure autonome.

Sì allo sport individuale e senza contatto come il tennis, il golf, il padel. Consentite le passeggiate, la corsa e i giri in bicicletta, che possono realizzarsi anche presso parchi e aree pubbliche attrezzate. Si possono raggiungere circoli e centri sportivi nel proprio Comune di residenza o in un altro centro della propria regione. Rimangono chiuse le palestre e le piscine.

Bar e ristoranti rimangono chiusi

Nessuna speranza per bar e ristoranti, che possono continuare a lavorare con l’asporto, consentito dalle 8 alle 18 per i bar e fino alle 22 per i ristoranti. Sono permesse tutte le consegne a domicilio senza limiti di orario.

Permane l’obbligo di coprifuoco, dalle 22 alle 5, in tutta Italia.

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