Covid e Zona gialla, cosa cambia per bar e ristoranti

Sono 16 le Regioni passate in zona gialla: cambiano le regole per l'apertura di bar e ristoranti, che finalmente potranno riaprire al pubblico

Il 29 gennaio il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato con un tweet che diverse Regioni, a partire da lunedì 1 febbraio sarebbero passate alla zona gialla, cioè l’area in cui il livello di rischio è ritenuto minore e – di conseguenza – si possono allentare le misure di contenimento del virus.

“L’indice di trasmissione del contagio è sceso a 0,84. È un risultato incoraggiante frutto dei comportamenti corretti delle persone e delle misure di Natale che hanno funzionato – ha scritto il ministro – Numerose regioni torneranno in zona gialla. Questa è una buona notizia, ma è fondamentale mantenere la massima attenzione. La sfida al virus è ancora molto complessa”, ha sottolineato.

Quali sono le Regioni passate alla zona gialla

Sono 16 le Regioni che rientrano nella zona gialla. Oltre a Basilicata, Campania, Molise, provincia di Trento e Toscana, che erano rientrate in questa area già dallo scorso 16 gennaio, hanno ottenuto la “promozione” anche Lazio, Piemonte, Valle d’Aosta, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Calabria e Liguria.

In controtendenza la Sardegna, che già dal 24 gennaio era passata da gialla ad arancione e vede confermata la decisione. A farle compagnia anche Sicilia, Umbria, Puglia e Alto Adige.

Le regole per bar e ristoranti in zona gialla

In zona gialla riaprono bar e ristoranti, che devono rispettare però delle regole ben definite già nel Dpcm del 14 gennaio. Nel decreto infatti si legge che “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00”. Il che significa che si potrà accedere a queste attività e sedersi, ma con alcuni limiti: “il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”.

Dopo le 18 bar e ristoranti dovranno chiudere al pubblico e alle persone non sarà consentito mangiare all’aperto, non solo nei pressi dei locali, ma in generale “nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”.

Come accadeva però in zona rossa e arancione “resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Questo significa che anche in zona gialla non si potrà ancora andare a cena fuori, ma bisognerà ricorrere – ancora una volta – al delivery o al take away.

Non solo: “resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati” (motivo per cui molti alberghi hanno optato per formule che comprendessero la cena in caso di soggiorno, per incentivare i clienti a prenotare una notte per potersi godere una cena al ristorante dell’hotel).

Per alcuni specifici codici ATECO, quelli che riguardano le attività di bar senza cucina e di vendita di bevande, l’asporto è consentito solo fino alle 18.

Infine, restano aperti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali e negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Le regole per bar e ristoranti in zona arancione

Nelle cinque Regioni identificate come zona arancione, le regole per bar e ristoranti sono diverse rispetto a quelle che rientrano nella zona gialla.

In Sicilia, Umbria, Puglia, Sardegna e Alto Adige “sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie)”, che significa che questo genere di locali rimane chiuso al pubblico. Tuttavia, “Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

Anche in questo caso, i bar che non hanno servizio di cucina e le attività di vendita di bevande potranno sfruttare l’asporto solo fino alle 18 e rimangono aperti “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, gli itinerari europei E45 e E55, negli ospedali, negli aeroporti, nei porti e negli interporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Per quanto riguarda bar e ristoranti, quindi, la differenza tra zona gialla e zona arancione si limita alla possibilità per i locali di riaprire al pubblico nella fascia oraria che va dalle 5 del mattino alle 18. Per il resto le disposizioni rimangono le stesse.

“Dobbiamo prendere atto che siamo ancora nel pieno della pandemia ed è fuori luogo pensare che sia finita – ha detto il Governatore del Veneto Luca Zaia rivolgendosi ai suoi cittadini – Non è catastrofismo, ma la presa d’atto di quello che accade, non solo in Italia, ma in tutta Europa. Il ritorno in area gialla va vissuto da ognuno di noi con responsabilità, evitando gli assembramenti, indossando in modo maniacale la mascherina e igienizzando con grande frequenza le mani, perché in un battibaleno lo scenario potrebbe cambiare in arancio o in rosso, e quindi portare a nuove chiusure”, parole che comunque valgono per tutte le Regioni passate alla zona gialla. Il messaggio è sempre lo stesso: non si può abbassare la guardia.

I musei in zona gialla

Uno degli aspetti positivi della zona gialla è la riapertura dei musei, che avviene entro certi limiti.

“il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura – si legge nel Dpcm – è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (…), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.

Ai musei, dunque, si potrà accedere solo nei giorni infrasettimanali, per non correre il rischio di probabili assembramenti nei weekend e nei giorni festivi.

Cinema, teatri e attività sportive: ancora limitazioni

L’allentamento delle misure non riguarda i cinema, i teatri, le discoteche, le sale da gioco o le sale scommesse, le piscine, le palestre, i parchi tematici, i centri benessere e le terme. Tutte queste attività continueranno a rimanere chiuse anche in zona gialla. Sono aperti invece parrucchieri e centri estetici.

 

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