Zona rossa: i negozi che restano sempre aperti

Il nuovo Dpcm ha stabilito nuove regole per l’apertura degli esercizi commerciali a seconda delle aree di rischio: i negozi aperti in zona rossa

Nel Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte lo scorso 14 gennaio è stata inserita ancora una volta la ripartizione delle regioni secondo aree di rischio, identificate da colori diversi con la conferma delle ormai celebri zone gialle, arancioni e rosse.

In rete continuano a girare meme e vignette ironiche sull’alternanza delle tonalità e sul toto-nomi delle regioni i cui cittadini di volta in volta si ritrovano a convivere con le restrizioni maggiori. Al di là dell’umorismo e della satira (sacrosanti per sdrammatizzare un po’ la situazione), è evidente come, nonostante il trascorrere dei mesi, sia ancora difficile sapere con certezza cosa si possa o non si possa fare nelle varie zone. Motivo per cui a ogni Dpcm le persone si riversano su Google per trovare articoli riassuntivi che spieghino con chiarezza le regole da rispettare.

Non fa eccezione l’ultimo provvedimento firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, con il quale si è cercato di dare continuità alle disposizioni prenatalizie, differenziando le misure restrittive a seconda della condizione epidemiologica dei vari territori.

Al momento sono tre le aree identificate come zona rossa: Lombardia, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano (la provincia autonoma di Trento è stata dichiarata invece zona gialla). In questi territori i provvedimenti sono inevitabilmente più rigidi rispetto al resto d’Italia, sia per quanto riguarda le scuole e la didattica, sia per quanto riguarda i negozi.

Cosa dice il Dpcm sui negozi aperti in zona rossa

Nel Dpcm del 14 gennaio si legge che “sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 23”. Dunque, per comprendere meglio quali siano i negozi cui è consentito rimanere aperti, bisogna far riferimento a un altro documento (l’allegato 23, appunto) in cui si trovano tutte le categorie merceologiche considerate di prima necessità.

Quali sono i negozi aperti in zona rossa

Il provvedimento firmato da Giuseppe Conte impone la chiusura ai negozi di quartiere e a quelli dei centri commerciali, fatta eccezione per gli esercizi che vendono generi alimentari e beni di prima necessità. Ma quali sono questi beni considerati essenziali?

Oltre a edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie e attività che vendono prodotti agricoli e florovivaistici, già identificati nel Dpcm tra i negozi che possono rimanere aperti, nell’allegato 23 quindi troviamo:

 

  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)
  • Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
  • Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
  • Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati, inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
  • Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
  • Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio
  • Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
  • Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
  • Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di biancheria personale
  • Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati
  • Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori
  • Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)
  • Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
  • Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati
  • Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
  • Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  • Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
  • Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
  • Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono
  • Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Parrucchieri ed estetiste, aperti o chiusi?

Come già accaduto per i mesi precedenti, il governo ha individuato alcune categorie di negozi che offrono servizi alla persona e che possono rimanere aperti anche in zona rossa (diversamente da quanto accaduto durante il lockdown della prima fase della pandemia, in primavera, in cui ad alcune di queste attività era stata imposta la chiusura). Questi sono indicati nell’allegato 24 al Dpcm e sono:

  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse
  • Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere

Restano quindi chiusi i centri estetici, i centri benessere e le palestre. In particolare, per i centri estetici, significa che anche se i parrucchieri sono aperti, al loro interno non è comunque consentito effettuare trattamenti estetici (perché si ritiene che in questo genere di attività non possano essere rispettate le regole minime sul distanziamento sociale, pur con tutte le accortezze del caso).

Mercati aperti o chiusi in zona rossa?

Un capitolo a parte è quello dei mercati di quartiere. Nel provvedimento firmato da conte si legge: “Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici”. Quindi sì ai mercati rionali solo per quelle bancarelle che vendono prodotti alimentari, piante e fiori.

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Zona rossa: i negozi che restano sempre aperti