Tutta Italia zona arancione: la proposta delle Regioni

Mentre tre Regioni cambiano colore, arriva la proposta di far diventare tutta Italia zona arancione

Tutta Italia zona arancione per dare una frenata netta ai contagi e soprattutto al diffondersi delle nuove varianti del Coronavirus. È questa la proposta delle Regioni, che intendono proporre al governo di adottare una strategia unica per l’intero Paese.

I governatori si incontreranno per discutere dell’attuale situazione, in vista delle decisioni che andranno prese entro il 25 febbraio, data in cui scade il divieto di spostamento tra le Regioni. Il governo Draghi dovrà decidere il da farsi, se prorogare le restrizioni o lasciare che i cittadini possano muoversi.

Che venga scelta questa seconda opzione sembra altamente improbabile, visti i dati degli ultimi giorni con il numero di casi che non accenna a diminuire.

È per questo che il Presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, Presidente del’Emilia Romagna, ha convocato i colleghi per “valutare l’attuale sistema di regole per la gestione e il contenimento della pandemia in vista dell’adozione del prossimo Dpcm”.

Intanto, il ministro della Salute Roberto Speranza ha emanato un’ordinanza che stabilisce il passaggio di tre nuove Regioni alla zona arancione: Emilia Romagna, Campania e Molise. Queste vanno ad aggiungersi ad Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Trento e Bolzano (in zona arancione già da una settimana). Il resto d’Italia è in zona gialla, se si escludono alcune zone rosse locali.

“Questo sistema a colori ha avuto un senso in questi mesi, ma credo che oggi mostri qualche fragilità – ha dichiarato Bonaccini – Il rischio è un saliscendi che non dà certezze per il futuro a chi è in difficoltà”. Dello stesso avviso sarebbero anche Eugenio Giani e Attilio Fontana, governatori rispettivamente di Toscana e Lombardia.

L’idea è quella di portare una proposta unitaria e percorribile per tutte le regioni, che sia il più possibile omogenea su tutto il territorio nazionale.

Una decisione non semplice che deve tenere conto delle difficoltà economiche delle attività che tornerebbero a dover chiudere nel caso in cui si inasprissero nuovamente le misure e dell’avanzare delle varianti del virus.

In zona arancione, infatti, è consentito muoversi liberamente solo all’interno del proprio comune; ci si può spostare al di fuori solo per motivi lavorativi, di salute o situazioni di necessità e tutta una categoria di attività (tra cui bar e ristoranti) rimane chiusa.

 

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