Serena Rossi: una certezza del cinema italiano

L'attrice napoletana nei panni di Rosetta nel film "Caccia al tesoro"

Serena Rossi, da oggi nelle sale con “Caccia al tesoro” il nuovo film dei Vanzina, racconta la sua esperienza sul set.

Come si è trovata con i fratelli Vanzina?
“Splendidamente, quando mi hanno cercato per propormi il film sono stata davvero felice, loro rappresentano la storia del cinema italiano. Sentivo di non poter perdere questa chance anche perché mi offriva l’occasione imperdibile di recitare insieme a Vincenzo Salemme e Carlo Buccirosso, che adoro da sempre perché con i loro perfetti meccanismi comici sono due veri mostri di bravura: mi è sempre piaciuto poter spiare e rubare i segreti
del mestiere dagli attori più esperti e maturi e questa volta è stato bellissimo vedere continuare a “giocare” sul set Vincenzo e Carlo, che nonostante tanti anni di collaborazione si divertivano ancora come se fossero dei ragazzini”.

Chi è il personaggio che lei interpreta?
“Sono Rosetta, la cognata di Domenico (Salemme) rimasta vedova di suo fratello, il cui figlio di dieci anni deve subire un costoso intervento al cuore negli Stati Uniti. Si parte da una situazione drammatica e poi si sviluppa a poco a poco una storia esilarante animata da una frenetica caccia al tesoro di San Gennaro: io mi rivelo una tipica mamma napoletana ansiosa e piena di amore, che farebbe qualsiasi cosa per suo figlio malato e si sente rassicurata perché in fondo San Gennaro ha dato l’ok al furto di un gioiello che servirà a guarire il suo bambino. Almeno così sembra…”.

Come si è trovata con Carlo Vanzina e suo fratello Enrico?
“La lavorazione è stata facile e piacevole, Carlo ed Enrico sanno benissimo quello che vogliono, non hanno mai dubbi o insicurezze e poi con loro si ride tantissimo, mi hanno raccontato aneddoti meravigliosi sui loro set e su quelli del loro padre Steno e dei film di Vittorio De Sica girati a Napoli. Mancavo da un set da quando nell’estate del 2016 avevo girato sempre a Napoli “Ammore e malavita” dei Manetti bros, sono stata ferma quasi un
anno perché nel frattempo stava nascendo mio figlio Diego e mi ha fatto molto piacere immergermi subito in un’atmosfera piacevolissima, non mi sembrava affatto di lavorare..era tutto un chiacchierare di figli con Vincenzo Salemme che avevo sempre adorato perché porta avanti la grande tradizione napoletana con eleganza e garbo così come Carlo Buccirosso con cui avevo già girato a Napoli i due film dei Manetti bros. “Song e Napule” e “Ammore e malavita” provando anche per lui fin dal primo momento una sconfinata ammirazione.

Ricorda qualche momento della lavorazione con più divertimento?
“Forse una sequenza girata in mezzo ad un traffico a dir poco caotico a via Foria, siamo costretti a ridoppiarla in post-produzione, recitavamo tutti urlando a squarciagola per farci sentire ma il rumore intorno era infernale, eravamo sconfortati e sconsolati, pensavamo che non avrebbero mai potuto montare la scena ma invece abbiamo salvato poi tutto a Roma con il doppiaggio. A proposito della vita del set mi fa piacere ricordare la presenza costante di Diego, il mio bambino che aveva solo pochi mesi ma era diventato subito una specie di mascotte della troupe. Vincenzo Salemme lo ha subito sottoposto al “battesimo del palcoscenico” facendogli fare insieme a lui alcuni passi sul palco di un teatro in cui abbiamo girato un giorno e questo non lo dimenticherò mai.”

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