Proibire il velo islamico? Legge c’è già

Per il procuratore aggiunto di Venezia burqa e niqab mettono in pericolo la sicurezza

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Dopo gli attentati parigini e i falsi allarme bomba a Milano, Roma, Napoli, torna più che mai attuale la polemica sul velo. Il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio afferma che “a Venezia bisogna proibire il velo”. «Una mossa giusta per combattere il terrorismo – ha affermato in un’intervista al Gazzettinole leggi ci sono già ed è arrivato il momento di farle rispettare». Per il magistrato, burqa e niqab (vedi infografica sotto) «mettono in pericolo la sicurezza, cosa che difficilmente possono fare le maschere di carnevale».

In realtà non esistono disposizioni specifiche sul velo islamico nella legislazione italiana, ma si può fare riferimento ai seguenti articoli:
L’articolo 5 della legge 152 del 1975 sancisce il divieto di «prendere parte a pubbliche manifestazioni, svolgentisi in luogo pubblico o aperto al pubblico, facendo uso di caschi protettivi o con il volto in tutto o in parte coperto mediante l’impiego di qualunque mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona».

– Una circolare del ministero dell’interno del 24 luglio 2000 (sui permessi di soggiorno) stabilisce che turbante, chador o velo sono parte integrante degli indumenti abituali e concorrono, nel loro insieme, ad identificare chi li indossa, purché la persona mantenga il volto scoperto.
velo
In Francia succede il contrario. Sabato nel comune francese di Plaisir (Yvelines) un addetto alla sicurezza ha vietato l’ingresso a una ragazza che indossava l’hijab. «Berretto, cappello, cuffia, foulard, sciarpa, tutto quello che nasconde la testa. Se hai il capo coperto non puoi entrare».

La cliente, una ragazza musulmana che si era recata nel negozio della catena iberica per fare shopping, si è vista negare l’ingresso per via del tradizionale velo islamico che aveva indosso. «L’addetto alla sicurezza le ha chiesto di togliere il velo e la cliente si è rifiutata. Cosa del tutto normale» ha dichiarato Jean-Jacques Salaün, ceo di Zara France. La legge francese che vieta di coprire il viso nei luoghi pubblici si riferisce infatti solo al velo integrale, come il burka o il niqab.

«E’ stata un’iniziativa infelice da parte di un addetto alla sicurezza della società di vigilanza Technigarde – ha spiegato Salaün – Questo genere di atteggiamento non esiste da Zara, e non c’è mai stato alcun coinvolgimento del gruppo in questo senso. Ora è in corso un’inchiesta all’interno di Technigarde. Nel frattempo, il vigilante e la responsabile del negozio sono stati multati e licenziati».

Il ceo di Zara France ha poi sottolineato di aver chiamato la cliente per scusarsi a nome del gruppo e condannare questa azione, “scuse che la donna ha accettato” ha precisato Salaün. Ma il video dell’incidente, postato su YouTube, ha scatenato un putiferio è c’è chi invita a boicottare il brand.

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