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Lui, lei e gli altri: come gestire la “seconda vita” dopo il divorzio

Dover ricominciare da capo dopo una separazione improvvisa non è mai semplice. Accettando l’aiuto di chi ci vuole bene, però, è più facile

Darsi una seconda possibilità dopo un divorzio, una separazione o un abbandono non è facile, ma è un passo necessario. Queste non sono legate esclusivamente all’incontro di un nuovo amore, ma semplicemente al ritrovamento delle proprie passioni, alla fiducia verso gli altri, o al generale ritrovamento di una serenità interiore.

Riuscire a raggiungerla è ancora più difficile se la separazione non è stata consensuale, e la decisione è stata presa da uno dei due coniugi improvvisamente. La sensazione di abbandono è simile a quella di un lutto, occorre elaborarla, mettere in ordine i tasselli emotivi e riorganizzare la propria vita passo dopo passo.

La situazione si fa complicata quando ci sono anche i figli, che sono naturalmente coinvolti nel processo di separazione. Occorre tutelarli, proteggerli, ma senza il rischio di soffocarli o sembrare sterili alle emozioni e alla sofferenza. Bisogna trovare un equilibrio, che spesso si raggiunge non con l’eliminazione di un peso, ma con l’aggiunta della famosa seconda possibilità. Il tema è quanto mai attuale: oggi sono tante le coppie che, dopo una separazione, devono ricominciare da capo, magari con una nuova persona accanto, gestendo correttamente l’amore per i figli. Questo è uno dei temi principali del nuovo film diretto da Simona De Simone, dal titolo Forse è solo mal di Mare, nelle sale dal 23 maggio.

L’arte della seconda possibilità per le madri e i padri

La separazione solitamente porta con sé strascichi devastanti, soprattutto se la decisione è stata unilaterale ed è avvenuta in modo inatteso. Sono tanti i padri e le madri che si ritrovano da un giorno all’altro da soli, e devono fare i conti con la delusione e la tristezza, oltre a gestire in modo corretto il rapporto con i propri figli.

Questo periodo è caratterizzato da un mix di emozioni: solitudine, senso di abbandono, fallimento e disorientamento. Molti entrano in un tunnel da cui è difficile uscire, e spesso si attaccano eccessivamente ai propri figli, diventati l’unica certezza incrollabile. Questo legame però rischia di diventare totalizzante e quindi limitare la libertà di entrambi, e principalmente il bisogno di emancipazione e indipendenza dei giovani. Sì, loro probabilmente sono un’ancora importante, spesso l’unica rimasta, ma la propria salvezza parte sempre dall’interno, mai dall’esterno.

In questo contesto, la rinascita può però passare anche attraverso quelle che comunemente sono identificate come “seconde possibilità” e che spesso sono impersonificate da un nuovo amore. Cosa succede quando questa possibilità bussa alla porta di un padre o una madre devastati dal dolore? Ogni caso è a sé stante, ma spesso le storie di altri permettono di reperire singole risposte. Il film Forse è solo mal di Mare può offrire la soluzione necessaria e particolare.

Francesco, Anita e l’arrivo di Laura

La storia raccontata in Forse è solo mal di Mare è paragonabile a quella di tante famiglie. Ed è proprio questa la sua forza: permette ad un vasto pubblico di immedesimarsi, anche grazie ai tanti temi affrontati, tratti da situazioni reali. Racconta del senso di abbandono, della gestione dei figli adolescenti, della separazione traumatica dal coniuge, della rinuncia ai propri sogni, ma parla anche dell’amore per i figli e delle seconde possibilità che si presentano dopo la separazione.

La commedia narra il rapporto tra padre e figlia dopo l’abbandono della madre. Francesco (Francesco Ciampi) è un ex-fotografo, che la lasciato la professione dopo essere approdato sull’isola di Linosa e aver incontrato Claudia (Maria Grazia Cucinotta). Per lei si trasferisce e appende la sua macchina fotografica al chiodo per diventare pescatore. Dal loro amore nasce Anita (Beatrice Ripa). Quando la figlia ha 17 anni, Claudia decide di abbandonare la sua famiglia per inseguire un nuovo amore, mossa anche dalla voglia di esplorare il mondo. La donna non era mai uscita dall’isola in cui era nata e cresciuta, e quindi lascia tutti, pur con la consapevolezza di provocare un dolore enorme sia nel marito che nella figlia.

I due si ritrovano quindi a vivere da soli e affrontano in modo diverso l’abbandono. Mentre la figlia, nonostante il dolore, è forte e determinata ad inseguire i suoi sogni; il padre Francesco si ritrova addolorato, spaesato e completamente vittima di un turbinio di dolore che non lo lascia andare. Almeno fino a quando non conosce Laura, la nuova insegnante che arriva sull’isola e fa innamorare tutti gli abitanti. Nonostante ciò, lei si avvicina a Francesco con il quale sviluppa un rapporto capace di lenire le ferite dell’uomo e fargli riprendere fiducia e serenità verso il prossimo. Il suo ruolo di insegnante al contempo le permette di sviluppare un rapporto confidenziale con Anita, e questo permetterà sia al padre che alla figlia di prendere le decisioni necessarie per evolversi, superare il dolore e riprendere in mano la propria esistenza.

La seconda possibilità è impersonata quindi da Laura, che con la sua gentilezza e riservatezza si fa strada pian piano nel cuore di Francesco ridandogli un motivo per sorridere, uscire e anche ballare un lento.

In collaborazione con BLUE PENGUIN FILM

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