Green pass, le regole in vigore in azienda e uffici pubblici

Dal 15 ottobre l'obbligo di esibire il Green Pass sarà esteso anche al luogo di lavoro: quali sono le regole e chi controlla

Dal 15 ottobre sarà necessario essere in possesso del Green Pass per tutti i lavoratori, sia quelli del settore pubblico che del privato. Il decreto approvato dal governo lo scorso settembre entra dunque in vigore: nelle aziende e negli uffici pubblici saranno controllati i certificati che attestano l’avvenuta vaccinazione o il tampone negativo delle ultime 48 ore.

Il provvedimento ha fatto discutere nelle ultime settimane, fin dal suo annuncio, perché si tratta di una delle misure più rigide ed estese nel mondo: come sottolinea Il Post, nessun altro stato ha finora reso obbligatorio l’equivalente del Green Pass per tutte le categorie professionali.

Secondo le stime citate dal ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta, saranno circa 23 milioni i lavoratori coinvolti che dovranno essere vaccinati o guariti dal Covid o, ancora, aver fatto un tampone risultato negativo. Queste persone si vanno ad aggiungere a quelle del settore della scuola, in cui l’obbligo del Green Pass era già stato stabilito.

Chi è obbligato ad avere il Green Pass?

L’obbligo riguarda tutti i lavoratori della pubblica amministrazione e del settore privato, tranne quelli che sono esenti dalla vaccinazione contro il coronavirus per motivi medici.

Riguarda anche i lavoratori delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori, chi organizza o frequenta corsi di formazione, e anche i corrieri che consegnano lettere o pacchi negli uffici. È coinvolto dall’obbligo anche chi fa volontariato, dice il testo inviato alle Regioni.

L’obbligo del Green Pass varrà non solo per i lavoratori dipendenti, ma anche per i lavoratori autonomi, ha detto Renato Brunetta: il nuovo decreto però si concentra sui posti di lavoro dove c’è una porta di accesso, cioè dove sarà possibile fare controlli. Ha anche dichiarato che i controlli potranno essere fatti all’ingresso, ad esempio usando tornelli, oppure, specialmente nelle realtà più piccole, a campione. Il ministro della Salute Roberto Speranza, al momento dell’annuncio del provvedimento, ha aggiunto che queste misure varranno almeno fino al 31 dicembre 2021, cioè l’attuale termine dello stato di emergenza.

Chi è esente dall’esibire il Green Pass?

Come accennato, c’è la possibilità per alcuni lavoratori di non essere obbligati ad avere il Green Pass. Gli unici che sono esenti dall’obbligo di essere in possesso della certificazione verde sono quei lavoratori che hanno una certificazione medica che giustifichi la mancanza di vaccinazione. Il governo ha specificato che per questa categoria di persone è in preparazione un apposito certificato contenente un codice QR da mostrare all’ingresso sul posto di lavoro.

Smart working, si può senza Green Pass?

Lo smart working è stato il metodo che ha tenuto in piedi il paese e diverse aziende durante i periodi più duri della pandemia, ma non può essere una soluzione per chi decide di non vaccinarsi. Il governo ha specificato infatti che i lavoratori che non hanno il Green Pass al momento del controllo sul posto di lavoro, o che non sono in grado di esibirlo anche se lo posseggono, devono essere considerati assenti ingiustificati e non possono lavorare in smart working.

Cosa succede a chi non ha il Green Pass sul lavoro?

Le persone senza il Green Pass, senza il certificato di esenzione o senza i documenti che attestino il diritto al Green Pass, non possono “in alcun modo e per alcun motivo” accedere al posto di lavoro. Come spiega il governo, “il lavoratore, pubblico o privato, è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del Green Pass; nel caso di aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta”.

Se il lavoratore accede al luogo di lavoro senza il certificato verde, “il datore di lavoro deve poi effettuare una segnalazione alla Prefettura ai fini dell’applicazione della sanzione amministrativa. Infatti il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro. Vengono poi applicate anche le sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore.
Oltre alla retribuzione, non sarà più versata al lavoratore senza green pass qualsiasi altra componente della retribuzione, anche di natura previdenziale, avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario, previsto per la giornata di lavoro non prestata. I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione delle ferie e comportano la perdita della relativa anzianità di servizio”.

Chi controlla la certificazione sul luogo di lavoro?

Sia nel settore pubblico che in quello privato, i controlli spetteranno al datore di lavoro, che però a sua volta potrà delegare la funzione a un altro lavoratore. Questo potrà decidere in autonomia le modalità in cui dovranno avvenire le verifiche, a campione o a tappeto.

Le verifiche del Green Pass potranno essere fatte sia manualmente, attraverso l’applicazione “VerificaC19”, già utilizzata per i controlli negli esercizi pubblici, che tramite sistemi automatici, come ad esempio i tornelli che “leggono” i badge dei lavoratori, che ora potranno controllare anche i codici QR del Green Pass.

Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, il governo ha previsto alcune differenze nelle modalità dei controlli, con l’obiettivo di garantire che non si creino ritardi o code all’ingresso, che potrebbero avere conseguenze sugli utenti.

Oltre ai sistemi automatici di controllo e all’applicazione “VerificaC19”, nella pubblica amministrazione sono state previste altre modalità di verifica del Green Pass: ci sarà una nuova integrazione tra la piattaforma NoiPA utilizzata da alcune amministrazioni e la piattaforma nazionale-DGC per la verifica dei Green Pass; e per le amministrazioni con più di 50 dipendenti, con priorità per quelle che non utilizzano la piattaforma NoiPA, ci sarà un nuovo servizio sul sito dell’INPS che permetterà la verifica del Green Pass sulla base dei codici fiscali dei dipendenti.

Il Green Pass sarà obbligatorio anche per utenti e clienti?

No. Sul sito del governo è stato specificato che “il titolare dell’attività deve controllare il pass dei propri eventuali dipendenti ma non deve richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l’attività lavorativa in questione”. Sia gli utenti dei servizi della pubblica amministrazione che i clienti dei vari tipi di lavoro privato non saranno obbligati quindi ad avere il Green Pass.

Chi non ha ancora ricevuto il Green Pass pur avendone diritto può andare al lavoro?

Le persone in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto, nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento, sarà possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Quali sanzioni rischia il datore di lavoro che non effettua le verifiche?

Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass è punito con una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

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