DAD, come funzionano i bonus baby sitter

L'ultimo decreto legge del governo Draghi prevede una serie di aiuti a sostegno dei genitori lavoratori: quali sono le nuove regole per ottenerli

L’aumento dei contagi e il conseguente passaggio di diverse Regioni alla zona rossa ha portato nuovamente alla chiusura delle scuole e degli asili e costretto milioni di studenti a casa alle prese – ancora una volta – con la didattica a distanza. Una situazione che ha messo in seria difficoltà – di nuovo – i genitori, alle prese con una gestione non facile dei figli e del lavoro.

Con il Decreto Legge del 13 marzo, in vigore da lunedì 15 marzo, il Governo è intervenuto con una serie di provvedimenti volti a dare un sostegno ai genitori lavoratori, anticipando nuovi congedi parentali e bonus baby sitter grazie a uno stanziamento di 280 milioni di euro, in attesa del Decreto Sostegno, in via di approvazione.

Bonus baby sitter, chi ne ha diritto

Il nuovo bonus baby sitter è previsto per i genitori lavoratori autonomi (sia iscritti alla gestione separata INPS, sia autonomi iscritti ad altro ente previdenziale), le forze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le forze dell’ordine e gli operatori sanitari con figli minori di 14 anni. Queste categorie hanno la possibilità di optare per un contributo per il pagamento di servizi di baby sitting, fino al 30 giugno 2021, nel limite massimo complessivo di 100 euro settimanali.

Attualmente si tratta di una proroga per coloro che avevano già fatto richiesta del bonus attraverso i passati provvedimenti. Il bonus, come già avvenuto in precedenza, quindi, sarà erogato mediante il libretto di famiglia all’interno del quale il genitore dovrà inserire le prestazioni occasionali di cui ha usufruito entro il 30 aprile 2021. Il bonus può essere erogato anche in caso di utilizzo di centri estivi e servizi integrativi per l’infanzia (in quest’ultimo caso, però, è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido).

Inoltre, il bonus può essere fruito solo se l’altro genitore non accede ad altre tutele o al congedo o al congedo Covid.

Come richiedere il bonus baby sitter

Sarà l’INPS a stabilire le modalità operative per accedere al bonus e sulla base delle domande pervenute, provvederà al monitoraggio comunicandone le risultanze al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze.

Al momento le domande sono chiuse, ma è probabile che per la domanda bonus baby sitter 2021 saranno mantenute le stesse modalità previste dalla normativa precedente. In base a quest’ultima, per richiedere il contributo economico occorre presentare la domanda all’Inps, attraverso l’apposita procedura attivata dall’Istituto:

  • online, attraverso l’apposita applicazione web disponibile sul portale web dell’Inps (Prestazioni e servizi > Tutti i servizi > Ordine alfabetico > Bonus servizi di baby sitting), accessibile direttamente dalla home page del sito Inps;
  • rivolgendosi ai servizi gratuiti offerti dai patronati.

Generalmente le domande vengono accolte in base all’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento dei fondi disponibili.

Smart working e congedi parentali, come funzionano

Per i lavoratori dipendenti, genitori di figli conviventi minori di sedici anni, alternativamente all’altro genitore, la possibilità di svolgere fino a giugno 2021 la prestazione di lavoro in modalità agile è prevista:

  • per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio;
  • per tutta la durata dell’infezione da SARS Covid-19 del figlio;
  • nonché per la durata della quarantena del figlio disposta dal dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (ASL) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto.

La richiesta può essere retroattiva e riguardare il periodo dal primo gennaio 2021 in poi. Per le prestazioni lavorative che non possono essere svolte in smart working, il Governo ha concesso ai genitori lavoratori dipendenti con figli conviventi minori di 14 anni, di astenersi dal lavoro per le stesse condizioni sopra elencate.

Inoltre, Sempre nel caso in cui non sia possibile lavorare in modalità agile, il Decreto Legge ha previsto la corresponsione un’indennità straordinaria pari al 50% della retribuzione in favore dei genitori di bambini di età minore di 14 anni o con disabilità grave.

 

 

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