Coprifuoco alle 23, quando potrebbe arrivare

Se ne sta discutendo parecchio nelle ultime ore e il governo Draghi ha promesso di valutare la questione: quando potrebbe cambiare l'orario del coprifuoco

Un coprifuoco “ammorbidito”, che scatterebbe alle 23 invece che alle 22. È quello a cui sta pensando il governo sotto le pressioni di ristoratori per i quali un’ora in più di flessibilità farebbe la differenza e di alcune parti politiche.

Il premier Mario Draghi ha promesso che da maggio potrebbe arrivare il nuovo orario, ma prima è necessario fare delle valutazioni sui numeri dei contagi e dei vaccini. Se l’esito dei dati sarà positivo, già da metà maggio si potrebbe restare più a lungo in giro.

Coprifuoco, quando potrebbe cambiare l’orario

La decisione sarà presa dopo l’analisi dei dati del 14 maggio, quando sarà diffuso il report dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute. Se i numeri saranno confortanti, mostrando un nuovo calo dei contagi, è possibile che l’orario di inizio del coprifuoco venga spostato alle 23 già da lunedì 17 maggio.

Prima, però, c’è un’altra data di cui tenere conto, quella del 7 maggio, giorno in cui il monitoraggio mostrerà gli eventuali effetti degli allentamenti degli ultimi giorni, con la zona gialla scattata in quasi tutta Italia. In quella data, infatti, saranno passati quindici giorni dall’entrata in vigore del decreto Riaperture. E quindici giorni è più o meno il tempo medio che ci mette la malattia a manifestarsi rispetto al giorno del contagio.

Cosa cambia spostando l’orario di inizio del coprifuoco

Lo slittamento di un’ora dell’inizio del coprifuoco, di per sé, non sarebbe un cambiamento così radicale, se non fosse che una scelta di questo tipo potrebbe essere presa come un “liberi tutti” che ci riporterebbe nuovamente a contagi altissimi.

È questo il motivo per cui il governo resta titubante, specie se si considera che solo da due settimane sono state allentate le misure per consentire il ritorno alla zona gialla. Dall’altra parte, però, ci sono i ristoratori, ai quali l’ultimo decreto consente la riapertura anche a cena per coloro che possono usufruire di spazi all’aperto.

Secondo un’analisi di Coldiretti, senza il coprifuoco a maggio possono tornare a cena fuori due italiani su tre (62,5%) che mangiavano in ristoranti, pizzerie ed agriturismi la sera almeno una volta al mese, prima dell’emergenza Covid. “Lo stop alle limitazioni dell’orario – sottolinea la Coldiretti – aiuta infatti le aperture serali a cena che valgono da sole l’80% del fatturato, con l’arrivo della bella stagione e la ripresa del turismo. Un cambiamento importante per tutte le realtà della ristorazione a partire dai 24mila agriturismi particolarmente colpiti dai limiti di orario perché – precisa la Coldiretti – situati nelle aree rurali spesso lontane dai centri abitati e quindi raggiungibili in tempi più lunghi dagli ospiti”.

 

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