Bonus baby sitter: come richiederlo e chi ne ha diritto

Al via le domande all'Inps per richiedere il "Bonus baby sitter": come fare e chi ne ha diritto

Dall’8 aprile è possibile presentare domanda all’Inps per ottenere il nuovo “Bonus baby sitter”. Si tratta di un provvedimento che era già stato annunciato con il Decreto Legge del 13 marzo con il quale il governo aveva promesso lo stanziamento di 280 milioni di euro in favore delle famiglie attraverso i nuovi congedi parentali e – appunto – il nuovo bonus.

Ora che è stato approvato il Decreto Sostegni, l’Inps ha potuto avviare la procedura per accogliere le richieste. Rispetto alla precedente versione del bonus, quella concessa lo scorso giugno, “ono cambiati importi e categorie di aventi diritto, fattori che hanno richiesto il necessario allineamento delle procedure amministrative e la configurazione di quelle informatiche”, fanno sapere dall’Istituto.

Di seguito i passaggi fondamentali su chi può farne richiesta e come.

Bonus baby sitter, chi può richiederlo

Come già annunciato nel decreto dello scorso marzo, il nuovo bonus baby sitter è previsto per i genitori lavoratori autonomi (sia iscritti alla gestione separata INPS, sia autonomi iscritti ad altro ente previdenziale), le forze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le forze dell’ordine e gli operatori sanitari con figli minori di 14 anni in didattica a distanza o quarantena. La misura può essere usata fino al 30 giugno 2021, nel limite massimo complessivo di 100 euro settimanali. L’importo sarà erogato mediante il Libretto di famiglia.

Come fare richiesta per il “Bonus baby sitter”

Esistono due modalità possibili per fare la domanda di accesso al bonus. La prima tramite il sito dell’Inps, utilizzando l’apposito servizio online Bonsu servizio di babysitting. All’utente sarà richiesto di effettuare il login per procedere con la compilazione della richiesta mediante riconoscimento dell’identità digitale tramite Spid almeno di livello 2, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns), o tramite il Pin di tipo dispositivo rilasciato dall’Istituto.

La seconda modalità riguarda i patronati, che possono offrire gratuitamente il servizio ai cittadini e affiancarli nella procedura.

Non solo baby sitter, anche i centri estivi rientrano nel bonus

Come specificato dal decreto, il bonus può essere erogato, in alternativa, direttamente al richiedente per la comprovata iscrizione a centri estivi, a servizi socio-educativi territoriali, a centri con funzione educativa e ricreativa e a servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. In quest’ultimo caso, però, il bonus è incompatibile con il cosiddetto bonus asilo nido.

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