Badanti, baby sitter e colf, cosa cambia col Green Pass dal 15 ottobre

Novità per i lavoratori del settore privato: colf, badanti e baby sitter dovranno possedere obbligatoriamente il Green Pass

Novità per tanti lavoratori sia del settore pubblico che privato: dal 15 ottobre infatti oltre agli impiegati della pubblica amministrazione, anche coloro che lavorano nel privato saranno chiamati a possedere ed esibire, su richiesta, il Green Pass.

Un decreto legge che riguarda 23 milioni di lavoratori, senza dimenticare i collaboratori domestici, come badanti, baby sitter e colf, che dovranno possedere il certificato verde per continuare a lavorare. È una categoria importantissima, che proprio come gli operatori del settore sanitario e i lavoratori delle Rsa, si prende cura delle persone anche se tra le mura di casa.

Per loro, a differenza del personale sanitario, fino ad oggi non era previsto l’obbligo vaccinale, ma le cose potrebbero cambiare.

“Estendere l’obbligo del Green pass anche ai lavoratori del comparto domestico ci sembra una scelta giusta e coerente con il percorso che ha intrapreso il Governo, a cui da mesi chiediamo di varare un provvedimento che includa anche colf, badanti e baby sitter. Solo con il Green pass possiamo tutelare veramente le persone fragili, la casa, la famiglia ed i lavoratori stessi”, ha detto Andrea Zini, Presidente di Assindatcolf, Associazione nazionale dei Datori di lavoro domestico.

Badanti, baby sitter e colf, cosa cambia

Dopo una lunga discussione nella cabina di regia del governo, è arrivato il decreto legge sul Green Pass obbligatorio dal 15 ottobre anche per i lavoratori autonomi, le partite Iva e chi offre servizi occasionali. La misura riguarda anche colf, badanti e baby sitter.

In questo caso, poiché sarà “l’abitazione a essere considerata un luogo di lavoro, la certificazione dovrà chiederla chi fa entrare i lavoratori in casa”, dice il decreto. Questo vuol dire che saranno i padroni di casa a controllare il pass dei collaboratori domestici.

Questi lavoratori saranno tutti sottoposti all’obbligo di vaccino o di sottoporsi a tampone regolare per continuare nella loro attività domestica.

Tamponi a prezzi calmierati

Chi non vorrà sottoporsi al vaccino ha comunque l’obbligo di presentare il Green Pass nei luoghi di lavoro: colf, badanti e baby sitter potranno quindi sottoporsi – a proprie spese – a tampone antigenico o molecolare. Il prezzo in farmacia però sarà calmierato: 15 euro per i maggiorenni, 8 euro per i minorenni per i test antigenici rapidi. I test molecolari avranno una durata di 72 ore, 48 gli antigenici.

Le novità per la categoria

L’accesso del personale nei luoghi di lavoro senza certificato verde è punito con una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro; da 400 a 1.000 euro per i datori di lavoro. Chi non è in possesso del green pass è considerato assente ingiustificato.

A decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della predetta certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre. Non ci saranno però licenziamenti: non sono previste conseguenze disciplinari e verrà garantito il “diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”.

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