In Italia gli assorbenti sono un bene di lusso

Nel Belpaese e non solo. A Parigi le femministe sono scese in piazza per chiedere la tassazione ridotta sui tamponi intimi femminili. Da noi la protesta corre in rete

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Decine di femministe francesi sono scese in piazza, a Parigi, innalzando cartelli e tamponi giganti, per chiedere una tassazione ridotta sugli assorbenti intimi femminili, alla vigilia della discussione al Senato francese di un nuovo emendamento del bilancio, prevista per il 19 novembre. La questione è molto semplice: si chiede di abbassare l’imposta sugli assorbenti igienici che le donne sono costrette a utilizzare durante il ciclo mestruale, facendola passare dal 20% al 5%.

Perché in alcuni paesi europei, come l’Irlanda, l’aliquota Iva è dello 0%.  In Italia la petizione on line ha raccolto oltre 8mila firme. In Francia, Italia e Gran Bretagna le donne chiedono l’esenzione fiscale totale i tamponi, che dovrebbero entrare a far parte della lista dei beni essenziali.

“Oltre quattro euro per una confezione da 20: un piccolo tesoro, se si pensa che in tutta la vita ne serviranno decine di migliaia. Perché gli assorbenti costano così tanto? La colpa è dell’IVA: gli assorbenti sono tassati al 22%, come un tablet o un capo di abbigliamento. Se gli assorbenti venissero considerati essenziali, l’IVA sarebbe solo del 4%.

In Francia la manifestazione segue l’iniziativa del gruppo Culotte gate che ha invitato le francesi a inviare al presidente Hollande e a tutti i parlamentari le proprie mutandine sporche di (finto) sangue mestruale per protestare contro la tassa iniqua.

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In Italia gli assorbenti sono un bene di lusso