Albano e Romina: Quando ci chiamavano Gianni e Pinotto

La coppia torna insieme, in concerto in Italia, dopo 21 anni. Non (solo) per soldi ma per rispetto di ciò che sono stati e della tenacia avuta quando tutti li sfottevano

Albano Carrisi e Romina Power tornano insieme dopo 21 anni. Nel senso che torneranno a dividere il palco, all’Arena di Verona, il 29 giugno prossimo, per un concerto evento. Prodotto da Albano (“Non è la prima volta che mi finanzio da solo, lo facevo anche quando tutti si erano dimenticati di noi”), circondati da molti amici, tra cui i Ricchi e Poveri, Michele Placido e Umberto Tosi.  GUARDA LA GALLERY: ALBANO E ROMINA, STORIA D’AMORE INFINITA

L’indimenticabile coppia che non si è parlata per anni, se non nelle aule di tribunale, sembra aver ritrovato la voglia di cantare insieme e se non la felicità, tanto per parafrasare una loro hit, almeno il rispetto e la serenità.

Albano promette scintille positive: “Sarà una serata speciale per molti motivi. Uno su tutti, perché Romina ha avuto ancora una volta il coraggio di cantare con me. E pensare che glielo avevo detto a San Siro, 21 anni, fa, quando cantammo per l’ultima volta insieme davanti a 40mila persone: guarda tutta sta gente, ti mancherà per moltissimi anni. Non mi sbagliavo.” Aggiunge Romina: ” Certo, speriamo di riuscire a sentire la mia voce sul palco con Albano vicino.

Perché la coppia è tornata professionalmente insieme, ma i battibecchi non mancano. Ma:

Molto meglio punzecchiarsi così, rispetto a quello che eravamo diventati prima.

E non pensiate lo facciano solo per soldi. Dice Albano:

Per fortuna in questi 20 anni ho continuato a cantare da solista. Non è il fattore finanziario quello che mi muove. È piacevole ritrovarsi, anche nel rispetto di quello che è stato e abbiamo fatto insieme, della tenacia che abbiamo avuto quando in Italia eravamo diventati una specie di Gianni e Pinotto. Ci dicevano che recitavamo la parte della famiglia perfetta, felice, unita. Hanno scritto delle cose terribili su di noi. Oggi riproponiamo quello che eravamo allora, anche se le nostre realtà sono cambiate.

E aggiunge.

Noi non lavoriamo solo per noi. Lavoriamo per la nostra famiglia, per lo Stato che ci chiede le tasse, ma soprattutto perché ci va di lavorare di nuovo insieme. Per tanti anni ci incontravamo solo nelle aule dei tribunali. Adesso parliamo perché abbiamo qualcosa da dire, anche insieme, e cantiamo un messaggio positivo. Non c’è niente di studiato a tavolino, non c’è una strumentalizzazione dietro. Lo facciamo perché ci piace.

Romina racconta anche di quando ha dovuto dire stop, 20 anni fa.

Quando anni fa ho smesso di cantare, non volevo più nemmeno sentire le nostre canzoni. Ero arrivata a un punto di saturazione percui non ce la facevo più. Mi sono dovuta staccare. Adesso che la mia mente è cambiata grazie al Buddismo, accetto non solo Albano ma tutti quanti  in maniera diversa. E mi è tornato il piacere di cantare quelle canzoni semplici ma piene di verità. E’ bello quando in Russia vedi delle persone che con le lacrime agli occhi ti dicono: Grazie alle vostre canzoni ho imparato l’italiano. Allora servono anche le canzoni semplici.

Spiega anche perché le è tornata la voglia di cantare:

Dopo tanti anni di silenzio e di tranquillità avevo voglia di ritrovare il contatto con il pubblico. Negli anni in cui sono stata vicino a mia madre, che stava molto male, l’appoggio dei fan è stato fondamentale. Su Facebook c’è addirittura un gruppo che si chiama io sto con Romina.

Albano svela anche il vero motivo della tensione avvertita durante la loro ospitata a Sanremo, che pure era stato il momento di maggior share del Festival.

Ma quale imbarazzo o tensione tra di noi, avevo i pantaloni che non stavano su, sono stato tutto il tempo a escogitare stratagemmi per non restare in mutande. Per non parlare di quel farfallino peggio di un nodo scorsoio. Per fortuna che a un certo punto Romina mi ha liberato..

A chi chiede ad Albano se Romina è migliorata sul palco, lui diplomaticamente risponde:

Diciamo che mi costringe al riposo. Quando canto da solista volo alto, con lei canto un tono e mezzo o due sotto perché ha la voce bassa. Tanto che alla fine mi chiedo: ma ho cantato stasera? Scherzi a parte è incredibile vedere, quando siamo in America, come all’arrivo di Romina sul palco vengano giù boati da stadio.

Cosa pensano i loro figli di questa reunion? Lo spiega Albano:

Io credo tutto il bene possibile. Quando c’è rispetto, voglia di stare insieme, tutti quegli ingredienti che non c’erano più prima, significa che siamo finalmente atterrati sulla piattaforma della serenità.
E smettela, aggiunge, con questa storia del padre-padrone. Padre va bene, il padrone lasciamolo dove sta. Ne ho già avuto uno, io, di padre padrone, e glielo avevo detto: Don Carmè, capiamoci, io non voglio essere schiavo di nessuno, né voglio schiavi al mio fianco. È estato un grandissimo padre, ma voleva braccia per l’agricoltura. Io invece le braccia le volevo usare per suonare gli strumenti e tenere in mano il microfono.

Sapete quale sarebbe il regalo più bello per questo mio 72esimo compleanno? (oggi è il compleanno di Albano, ndr) Poter accendere il televisore e scoprire che l’Isis non c’è più. La gente vive con una voglia immensa di libertà. Dobbiamo poterci sentire liberi. Ci vorrebbe una presa di coscienza internazionale per distruggere tutti coloro che pensano di dover limitare la libertà altrui

Albano e Romina: Quando ci chiamavano Gianni e Pinotto