“Vengo anch’io”, dall’8 marzo al cinema.

Il viaggio di formazione di una famiglia “diversa” nell’Italia che cambia.

Per il loro esordio alla regia, il duo comico Nuzzo-Di Biase decide di raccontare una storia tragicomica, ma che ci permette di riflettere anche sullo stato del nostro Paese. E regalare a tutti una speranza. Quattro disperati in cerca d’autore, in cerca di un senso e di una rivincita su una vita avara di successi e soddisfazioni. Il riscatto arriverà al termine di un lungo viaggio in auto tra Milano e il Salento, nel corso del quale i quattro scopriranno di avere più cose in comune di quanto potessero mai immaginare e che, collaborando e aiutandosi l’uno con l’altro, è più semplice superare problemi e avversità. E che, soprattutto, per sentirsi una famiglia (magari diversamente) non è necessario avere legami di sangue.

I quattro “disperati” sono Corrado Nuzzo, Maria Di Biase, Gabriele Dentoni e Cristel Caccetta, protagonisti di “Vengo anch’io”, road movie all’italiana che vede l’esordio dietro la macchina da presa del duo comico Nuzzo-Di Biase e che arriverà nelle sale cinematografiche il prossimo 8 marzo.

Un progetto nato nell’estate del 2016, ma che prende forma e sostanza solo un anno dopo, quando iniziano le prime riprese del film (inizialmente titolato “Diversamente family”). Prodotto da Attilio De Razza per Tramp Limited di De Razza e Verga e distribuito da Medusa Film, Vengo anch’io è stato girato tra Milano, Riccione, Pescara, Brindisi e Tricase, ma non mancano delle puntate ad Anzio e Nettuno, Roma e nell ’area archeologica di Sepino (in Molise).

Vengo anch’io, la trama

Prendete un aspirante suicida, un ragazzo con la “Sindrome di Asperger”, un’ex carcerata e un’atleta pugliese. No, non si tratta dell’incipit della solita barzelletta trita e ritrita: loro sono i quattro disperati che, tra gag esilaranti e momenti toccanti, vanno alla ricerca di pace e serenità in quel di Tricase. Partendo da Milano, i protagonisti di Vengo anch’io scenderanno lo Stivale lungo la dorsale adriatica, passando da Riccione, Pescara e Brindisi, sino ad arrivare nel piccolo comune salentino.

Quello che doveva essere un viaggio della disperazione, però, si trasforma un po’ a sorpresa in un viaggio della speranza. I quattro protagonisti “approfitteranno” degli oltre 1.000 chilometri che li attendono per riscoprire loro stessi, riacquistare fiducia in loro stessi e nelle loro capacità. Confrontandosi con il loro passato e affrontando i demoni che trascinano stancamente con loro, troveranno la strada per uscire dalle loro solitudini. E grazie a una gara di canottaggio scopriranno di essere diventati una vera e propria famiglia, per quanto strampalata.

 

Una finestra sull’Italia

Una commedia con momenti drammatici o una tragedia con aspetti comici. Un mix tra generi, insomma, che consente a “Vengo anch’io” di scattare una fotografia dell’Italia di oggi, tanto in senso geografico quanto in senso più strettamente di cronaca. Il viaggio on the road è occasione per affrontare tematiche serie come la perdita del lavoro, il suicidio, la sindrome di Asperger, il reinserimento nella società di persone uscite dal carcere e molti altri ancora. Il tutto condito da battute intelligenti e sferzanti che strappano sorrisi e risate senza scimmiottare temi così forti.

A fare da sfondo e da cornice alla trama di “Vengo anch’io” troviamo alcuni degli scorci e dei paesaggi più belli e affascinanti del nostro Paese. Partendo da Milano, i quattro protagonisti attraversano longitudinalmente l’Italia, passando per Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise per arrivare infine in Puglia. Tappa dopo tappa, città dopo città i quattro protagonisti di “Vengo anch’io” si scopriranno sempre più uniti, sempre più nuovi e sempre più diversi dal loro vecchio io.

In collaborazione con Medusa Film

“Vengo anch’io”, dall’8 marzo al cinema.