“Una casa per Chiara”, l’appello per la giovane massacrata dall’ex

Chiara Insidioso Monda è stata picchiata selvaggiamente dal fidanzato e ridotta in stato vegetativo: ora rischia di perdere le cure mediche

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Chiara Insidioso Monda – Fonte foto: Change.org

Trovare una casa a Chiara per restituirle dignità e per darle la speranza di continuare a vivere. Con l’hashtag #unacasaperchiara il sito Change.org lancia una petizione per aiutare Chiara Insidioso Monda, picchiata selvaggiamente dall’ex fidanzato, Maurizio Falcioni, condannato a 16 anni in appello, per averla massacrata e ridotta in fin di vita. Chiara ha subito gravissime lesioni cerebrali ed è stata ridotta a uno stato vegetativo.

Ora riesce a muovere un pollice, la guancia, riesce anche a sorridere. Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, ha lanciato un appello al presidente del consiglio Renzi, al presidente della Repubblica Mattarella e al ministro della Salute Lorenzin in favore della ragazza:

E’ una delle poche donne sopravvissute al femminicidio in una condizione di grave danno fisico e psichico, un caso che lo Stato non può ignorare ma su cui ha l’obbligo di intervenire con una compensazione economica che le garantisca un accesso agevolato a forme di assistenza.

Chiara infatti dovrà lasciare l’ospedale fra 20 giorni. Per lei è previsto un ricovero in una casa di cura dove sono ospitati anziani terminali con un livello di coscienza inferiore al suo. Il rischio è che regredisca e i progressi fatti finora vengano annullati.

Il papà di Chiara ha affermato:

Ci sentiamo abbandonati. Di storie come la nostra si parla solo in occasione dei convegni, poi ci dimenticano del tutto quando si tratta di aiutarci ad affrontare la quotidiana.

E ancora:

Ci aspettavamo un sostegno visto che i medici ritengono che per Chiara la soluzione migliore sia la casa. Ma da noi non entra neanche la carrozzella in ascensore. E siamo in affitto, le cure costano. La struttura dove sarà trasferita ha tutto il mio rispetto, doveva andarci già 7 mesi fa poi ha fatto dei miglioramenti, non sta più con la bocca aperta a guardare il soffitto. Temo solo che possa fare passi indietro a livello medico, non potrà usufruire delle terapie che le hanno permesso di fare progressi.

Tra i sostenitori della petizione il consigliere regionale Sel, Marta Bonafoni.

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