Tutte in bicicletta: ecco quanto si risparmia in soldi e tempo

"Benzina: 87 euro per 50 litri di pieno. Gasolio, 85 euro per 50 litri di pieno". Così recita il cartello che campeggia all’ingresso di uno storico produttore di biciclette milanese che settimanalmente aggiorna i passanti sull’andamento -o meglio sull’aumento inesorabile- dei prezzi del carburante.

Si calcola che una bicicletta faccia risparmiare in media 380 euro al mese: basta calcolare ciò che si spende in spostamenti per andare al lavoro, al cinema, per andare a fare la spesa, uscire con gli amici la sera, senza contare il costo dello stress per trovare un parcheggio o sottostare agli orari capricciosi dei mezzi pubblici. Troviamo tutti questi dati, e molto altro sul tema, in un manuale ad uso dei ciclisti urbani: "La manutenzione della bicicletta e del ciclista di città", edito da Ponte alle Grazie. L’autrice, Ilaria Sesana, raccoglie nel volume consigli e informazioni per acquistare, usare e aggiustare (da soli) la bicicletta.

Mantenere un’automobile diventa sempre più costoso: tra benzina, assicurazione, riparazioni e parcheggio il costo medio è di 3.278 euro l’anno. E qui i calcoli non sono stati fatti dai produttori di biciclette, bensì dall’Automobile Club d’Italia, in collaborazione con il Censis. Oltre alla spesa di acquisto se ne vanno 1500 euro per il pieno, seguiti da 715 euro per l’assicurazione, bollo (193 euro), parcheggio (218), manutenzione (168) e multe (118 euro in media all’anno). Confrontiamoli con quelli della bicicletta: niente bollo, niente assicurazione, né carburante. La spesa più impegnativa è quella dell’acquisto iniziale: da 150 a 300 euro per una buona bici da città, più un buon lucchetto (40-50 euro), una mantellina impermeabile e un cestino o una borsa da bici.

Oltre a essere il mezzo più economico per muoversi in città, la bicicletta è anche il più salutare. Gli studi assicurano che chi pedala respira meno smog rispetto a chi sta chiuso in macchina ad aspettare il verde del semaforo. Per non parlare dello stress: una ricerca condotta in Svezia ha appurato che i lavoratori che usano l’auto o i mezzi pubblici per compiere il tragitto casa-ufficio soffrono più spesso di stress, stanchezza e cattiva qualità del sonno rispetto a chi si sposta a piedi o in bicicletta.

La bici è anche il mezzo più veloce per spostarsi in città, almeno per le distanze entro i 5 chilometri, soglia oltre la quale i mezzi pubblici diventano più vantaggiosi. Tempo di percorrenza? 15-20 minuti, a pedalata tranquilla. Secondo le statistiche in realtà la maggior parte degli spostamenti di svolgono proprio entro i 5 chilometri, anzi entro 2 o 3 chilometri circa.

Ma come deve vestirsi una ciclista urbana che tiene a non sacrificare nulla al look? Certo, difficilmente le urban bikers potranno pedalare in tacchi a spillo e minigonne fascianti: ciò non vuol dire che si debba andare in giro con i completini da ciclista in lycra. Il movimento "Cycle Chic", nato in Danimarca ma attivo anche in Italia, raccoglie sul proprio blog immagini streetstyle di ciclisti chic fotografati per strada a cui ispirarsi. Il decalogo dei Cycle Chic recita: "Pedalerò con grazia, eleganza e dignità", "Sceglierò una bici che rifletta il mio stile e la mia personalità", e soprattutto: "Mi asterrò dall’indossare qualsiasi indumento in lycra".
Il consiglio in più: lasciate in ufficio un kit di sopravvivenza per ovviare a piccoli inconvenienti del viaggio: una camicia o una maglietta di ricambio, un paio di collant in caso di smagliature.

Tutte in bicicletta: ecco quanto si risparmia in soldi e tempo