Tumori, come prevenirli a tavola: Le Arance della Salute

Intervista a Elisa, volontaria AIRC, che scende in piazza per sostenere la lotta contro il cancro. E ci dà consigli su come prevenire i tumori, dall'alimentazione corretta ai controlli

Nella lotta contro i tumori la prevenzione è fondamentale, a cominciare da una corretta alimentazione. Così il 27 gennaio l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) distribuisce in oltre 2.500 piazze italiane Le Arance della Salute, frutto simbolo di una nutrizione sana e protettiva grazie alle sue straordinarie proprietà. Le arance rosse italiane contengono infatti gli antociani, pigmenti naturali dagli eccezionali poteri antiossidanti, e circa il quaranta per cento in più di vitamina C rispetto agli altri agrumi.

Acquistarle significa contribuire con un gesto concreto a costruire un futuro sempre più libero dal cancro. I fondi raccolti garantiscono la necessaria continuità al lavoro di circa 5.000 ricercatori – un vero e proprio esercito, composto per il 63% da donne e per il 54% da under 40 – impegnati a rendere il cancro sempre più curabile.

La battaglia contro il cancro si può vincere non solo grazie ai risultati della ricerca, ma anche attraverso la prevenzione e stili di vita salutari che mettono al bando sedentarietà e fumo e che puntano sull’attenzione al cibo e sull’attività fisica costante.

Elisa Ricci, 31 anni, avvocato, ha scelto di fare qualcosa in più, diventando una dei 20mila volontari AIRC. A DiLei ha raccontato la sua storia e cosa l’ha portata a prendere questa decisione.

Che cosa ti ha spinto a diventare volontaria AIRC?
Sono 4 anni che faccio la volontaria a San Benedetto del Tronto (dove vive ndr). Ho sentito la necessità di rendermi utile nella lotta contro il cancro, soprattutto dopo che mia mamma è stata male (la madre di Elisa ha avuto un tumore al seno 10 anni fa, ora sta bene ndr). La sua malattia mi ha reso molto sensibile al tema, volevo contribuire concretamente ed è per questo che mi sono avvicinata all’AIRC, un’Associazione valida, trasparente con una solida struttura. Dall’anno scorso, come volontaria, sono responsabile di piazza.

Nel concreto cosa fa una volontaria AIRC?
Si scende in piazza tre volte all’anno. A gennaio con Le Arance della Salute, a maggio con le Azalee per la Festa della Mamma e a novembre con I Cioccolatini della Ricerca. Durante questi tre appuntamenti per uno o due giorni noi volontari vendiamo questi prodotti per raccogliere fondi destinati alla ricerca. Di fatto, noi doniamo del tempo all’AIRC, una cosa molto semplice ma fondamentale per contribuire a debellare il cancro.

Come volontaria, qual è stata la soddisfazione più grande che hai ricevuto?
Tra le cose più belle che mi capitano quando sono in piazza è vedere che molti giovani s’interessano per diventare volontari AIRC. Mi colpisce quando persone purtroppo malate o che sono guarite mi ringraziano per il fatto di essere lì a raccogliere fondi per la ricerca. Questo ti dà una grande forza.

L’esperienza del cancro ti ha toccato da vicino con la malattia di tua mamma, come hai vissuto quei momenti?
È difficile, soprattutto quando sei giovane e vedi tua mamma che sta male. Però non bisogna mai perdere la speranza, affidarsi alle cure e non smettere mai di lottare. Per questo la ricerca è importantissima.

Come volontaria AIRC quale consiglio puoi dare per prevenire il cancro?
Riporto i consigli dei ricercatori AIRC. In primo luogo, sottoporsi a controlli medici, anche quando si è giovani. E poi mangiar bene e fare attività fisica.

Tutti noi come possiamo sostenere i ricercatori?
Venite in piazza a comprare le arance o semplicemente a dare un contributo. I fondi raccolti vanno direttamente ai ricercatori. E poi chi vuole, può donare il suo tempo diventando volontario. Vi assicuro che è una esperienza proprio bella e impegna di fatto solo tre volte l’anno.

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