“Troppi disabili al villaggio turistico”, la risposta di Selvaggia Lucarelli

Anche la giornalista reagisce alla recensione su Tripadvisor di un papà che minaccia di intraprendere azioni legali contro un villaggio per la presenza di troppi disabili

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Il post di Selvaggia Lucarelli – Fonte: Facebook

Va in vacanza con la famiglia a Roseto degli Abruzzi (Teramo), ma rimane contrariato perché nel villaggio turistico ci sono troppi disabili e addirittura minaccia di procedere per via legali. Sembra uno scherzo ma è vero. Un utente di Tripadvisor, Cico33, ha scritto letteralmente così:

Non lo sapevo, ma era pieno di disabili. Non voglio discriminarli, ma non è stato bello far vedere ai miei figli tutte quelle persone sofferenti sulle sedie a rotelle. Avrei gradito una comunicazione preventiva, in modo da poter spostare la prenotazione a un’altra data. Sto pensando anche di ricorrere alle vie legali.

La vicenda risale ai primi di giugno, ma è stata ripresa ora da Selvaggia Lucarelli sui suoi profili social. La giornalista ha risposto per le rime a quel signore che neanche ha firmato la recensione col suo nome:

A proposito di Tripadvisor e di quello che l’imbecille di turno è autorizzato a postare, ecco qui una recensione del primo giugno 2016. Il gentile signore (anonimo, che eroe) è in vacanza con la famiglia nel villaggio turistico Lido d’Abruzzo a Roseto degli Abruzzi e poverino, ha intenzione di denunciare la struttura perchè c’erano troppi disabili. E poverini, i figli sono rimasti impressionati. Mica da un padre così, no, da due carrozzine.

Il post della Lucarelli ha incontrato il plauso del web ed è stato condiviso da migliaia di persone. Qualcuno ironicamente ha commentato:

Penso che la direzione doveva avvisare i disabili che stava arrivando lui.

E la Lucarelli ha aggiunto con ironia:

Non sono mai stata al twiga perché non voglio vedere la Santanchè, non i disabili.

Tra i vari commenti c’è anche quello di un papà di un bimbo disabile, ospite nel villaggio di Roseto degli Abruzzi che così si rivolge a Cico33:

Io sono un padre come lei; anch’io devo insegnare a mio figlio cosa è la vita, prima di andarmene. Io devo insegnargli cose elementari che per gli altri ragazzi sono ovvie, mentre lei invece che ha dei figli normali, ha il dovere di formare delle persone che da adulte contribuiranno a rendere migliore questo mondo, anche e soprattutto accettando la diversità, considerando “persona” anche chi si muove in carrozzella o semplicemente non è capace di procurarsi un amico.

Un grande insegnamento su cui riflettere.

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