Sì alle donne in prima linea, dagli Usa l’ok del Pentagono

Vi ricordate il film in cui una splendida e determinata Demi Moore è un soldato che lotta contro la disparità di trattamento nelle forze armate americane?
Bene, "Il soldato Jane" questa volta ha vinto la sua battaglia per l’uguaglianza nella vita reale, non in un film di Hollywood e potrà combattere in prima linea. Una svolta che cambia la vita a soldati in carne ed ossa.

Proprio nella stagione in cui John Kerry – nuovo segretario di stato – sostituisce Hillary Clinton, probabile futura candidata alle prossime elezioni presidenziali USA, il Pentagono – abolendo una norma del 1994 –  fa cadere l’ennessimo tabù di carattere sessuale nelle forse armate americane, permettendo alle donne soldato di andare al fronte e combattere in prima linea proprio come i commilitoni maschi.

Lo ha reso pubblico il segretario della Difesa americana Leon Panetta, nel suo ultimo atto pubblico prima di ritirarsi a vita privata.
Le donne, ha detto Panetta, "hanno mostrato grande coraggio e sacrificio, dimostrando le loro capacità di servire il Paese, così saremo più forti".

Il presidente Barack Obama,  che annovera "uguaglianza" tra le parole d’ordine del suo secondo mandato, ha dato il suo pieno appoggio alla decisione, definendola un "Passo storico, una pietra miliare che premia il coraggio e il patriottismo dimostrato dalle donne in oltre due secoli di storia".

Attualmente, negli Stati Uniti, su un totale di 1,1 milioni di militari attivi il 14% è formato da donne.

 "Ogni americano deve essere orgoglioso perché il proprio esercito potrà diventare più forte grazie anche alle loro madri, mogli, sorelle e figlie che svolgono un compito fondamentale per proteggere il Paese che amiamo", ha continuato Obama.

La lotta per la parità dei diritti per le donne è una lenta e inesorabile conquista in ogni parte del mondo, in America l’avanzata è inesorabile, e forse sarà davvero ultimata quando al comando degli Stati Uniti d’America, vedremo una persona scelta per le sue qualità senza tener conto che sia di sesso femminile.

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