Scampata alla strage: la teenager anti armi

Negli Usa una 18enne ha il coraggio di sfidare Donald Trump

Sei minuti e 22 secondi. Tanto è durato l’intervento sul palco della 18enne Emma Gonzalez davanti a mezzo milione di studenti a Washington, in occasione della “March For Our Lives“. Lo stesso tempo impiegato da Nikolas Cruz per compiere la strage del liceo Marjory Stoneman Douglas di Parkland, in Florida, che lo scorso 14 febbraio ha provocato la morte di 17 persone e il ferimento di centinaia di studenti e professori.

Emma quel giorno c’era. Era nella sua classe, ha vissuto il terrore sulla propria pelle accovacciata in attesa che l’attentatore smettesse di sparare. E da allora è diventata il simbolo dell’America contro le armi, la pasionaria senza paura che grida “Never Again“, slogan che dà il nome al movimento studentesco sceso in strada nella capitale Usa il 24 marzo.

“Vergognatevi” ha urlato Emma in Penssylvania Avenue, luogo dal quale è partita la marcia. Destinatari? Il presidente Donald Trump e la lobby americana delle armi, la National Rifle Association. “Quanti soldi ha preso Trump dalla NRA? Trenta milioni di dollari ha incalzato Emma – divisi per il numero di vittime per arma da fuoco in Usa solo dall’inizio del 2018, sono 5.800 dollari. Questo vale la gente per te, Trump?”.

Testa rasata, viso da ragazzina, Emma non si è piegata nemmeno sotto i primi attacchi da parte dei candidati repubblicani: A chi l’ha definita “una lesbica skinhead”, la Gonzalez ha risposto per le rime, affermando di aver trovato la forza di compiere le proprie azioni soprattutto grazie alla sua ricerca interiore (la diciottenne è dichiaratamente bisessuale): “Se non fossi così aperta su chi sono io, non sarei mai stata in grado di fare quello che ho fatto”.

Papà, avvocato fuggito da Cuba, e mamma, insegnante di matematica, non nascondono la loro preoccupazione: “E’ come se Emma si fosse costruita un paio di ali di legno e nastro adesivo e fosse saltata giù da un edificio -. Noi siamo dietro di lei a correre con una rete anche se lei pensa di non aver bisogno”.

Intanto, grazie all’attivismo di Emma e dei suoi colleghi, molte aziende hanno abbandonato la National Rifle Association e brand di lusso come Gucci hanno donato 500mila dollari alla sua campagna.

Scampata alla strage: la teenager anti armi