Sanremo: sexy Ghenea e strepitosa Raffaele

Nella serata delle cover (vincono gli Stadio omaggiando Dalla) spiccano Madalina, più bella che mai e Virginia che imita “quel che resta” della Versace. Pasticcio al voto

La terza serata del Festival di Sanremo, quella della “lunga serata delle cover”, da qualche anno a questa parte la più interessante a livello musicale (questo la dice lunga sul livello dei brani in gara), ha incoronato gli Stadio. Che interpretando La sera dei miracoli in maniera straordinaria e omaggiando Lucio Dalla, con tanto di immagine del cantante sul maxischermo alla fine dell’esibizione, hanno vinto a man bassa.

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Per il resto, a monopolizzare l’attenzione sono state due donne strepitose: Madalina Ghenea, che se col primo abito è riuscita nell’impresa titanica di sembrare culona, con il secondo rosso che evidenziava il generose décolleté e lasciava parecchi centimetri di pelle nuda e il terzo bianco-nero pantalone è entrata di diritto nella top-ten delle vallette più belle della storia del Festival e ha svelato una volta per tutte in mondovisione le carte con le quali ha conquistato fighi hollywoodiani del calibro di Gerard Butler e Michael Fassbender.

Insieme a lei, una fantastica Virginia Raffaele nei panni (cadenti) di Donatella Versace. Praticamente identica a quel che resta della stilista, ha passato il tempo a staccarsi pezzi di pelle e di viso. “Sto giro non me lo hanno fatto bene il tagliando”. E Donatella, dimostrando grande autoironia, ha pubblicato una fotografia su Facebook in cui appare nel backstage di una sfilata, accerchiata da cinque modelli, con la didascalia. “Virginia, vieni a farmi da controfigura? Sono sempre piena di appuntamenti, potresti aiutarmi! Ma dove erano i miei boys?”.

Un piccolo plauso a Garko, che fa di tutto per smorzare le polemiche e gioca la carta dell’autoironia: “Magari vedendomi nei panni di co-presentatore, finalmente mi apprezzerete di più come attore”. E ancora, leggendo un tweet su se stesso: “Garko è sciolto come il pioppo del mio giardino”. Più di questo non può fare. Se non lanciare un bacio dal palco alla sua bellissima fidanzata seduta in prima fila, Adua Del Vesco.

I cantanti sono più sciolti rispetto alla gara ufficiale, si divertono, si emozionano e si vede. Pure Morgan ha recuperato un filo di voce e risentire grandi hit del passato con arrangiamenti moderni è una gioia per le orecchie.

Superospiti il cantante Hozier che emoziona l’Ariston con la sua Take me to the church, brano denuncia contro l’omofobia  e i Pooh che non solo non si sciolgono – nonostante gli annunci a cadenza annuale -,   ma si moltiplicano come i i Gremlins quando toccano l’acqua. Erano rimasti in tre, ora sono di nuovo in cinque con la rentrée di Stefano d’Orazio e Riccardo Fogli. Per la gioia di fan e nostalgici.

Unico neo della serata: il pasticcio al voto delle Nuove Proposte che incorona in un primo momento Miele, nel ballottaggio con Francesco Gabbani, per poi ribaltare il voto e far passare il (bravissimo) cantante. Conti annuncia in diretta la volontà di far esibire comunque Miele stasera. Lei, notizia dell’ultimo minuto, ha chiesto di essere riammessa in gara come quinta nuova proposta. Chi vivrà- e si sintonizzerà- vedrà.

Sanremo: sexy Ghenea e strepitosa Raffaele
Sanremo: sexy Ghenea e strepitosa Raffaele