Il Festival di Sanremo detta i prezzi delle case: via Gluck costa più di Via del Campo

Sanremo è alle porte, aspettando i refrein e i testi del 2013 proviamo a fare un gioco con i vecchi successi per scoprire quanto costa abitare oggi nelle strade protagoniste della musica leggera italiana, complice immobiliare.it

Sono sempre stati i sentimenti i principali soggetti delle canzoni italiane con gli amori tormentati, l’amore per i figli, la mamma, o gli amori infiniti gli amici. Ma anche le città con le loro strade i vicoli e le piazze sono state al centro di vicende raccontate con passione. Luoghi testimoni di tradimenti, amori ritrovati e persi a pagamento o sublimati in località, isole e paesi che hanno fatto sognare, crescere, patire e innamorare migliaia di giovani e adulti.

Abitare in un appartamento di 80 mq "in una casa, fuori città, gente tranquilla, che lavorava" come cantava Adriano Celentano nel 1966, per descrivere via Gluck, costa di più che vivere in Via del Campo, dove, ci raccontava De André nel 1967 "c’è una graziosa, gli occhi grandi color di foglia tutta notte sta sulla soglia…".  220.000 € 80 mq in via Gluck contro 184.000 € in via del Campo.

Sanremo, ci chiediamo fa salire i prezzi del mattone? Proviamo a indagare ancora un po’.

Fra le vie più care, c’è la sanremese Via Margutta di Luca Barbarossa del 1986, prezzo 800.000 €. Mentre via Ferrante Aporti zona stazione centrale a Milano, viene via a 220.000 €, celebrata da Roberto Vecchioni nel 1971, vincitore della kermesse nel 2011 con "Chiamami ancora amore".
Prezzi alti a Roma, per tutte le vie cantate nei brani di successo: una casa a Campo de’ Fiori – pezzo moscio di Antonello Venditti del 1974 – o a Piazza Navona di Luca Barbarossa – 1981, costano un bel 850.000 euro.

A Porta Portese con il suo celebre mercato, in cui Claudio Baglioni nel 1972 scopre un tradimento, si può comprare a 588.000 euro.  Più cara "Via del Corso/ Ogni acquisto ha il suo luogo giusto/ e non tutte le strade sono un percorso” cantata da Niccolò Fabi nel 2003, un appartamento di 80 metri quadri costa all’incirca 760.000 euro.

A Milano i prezzi scendono un po’ e a "Porta romana, bella" cantata da Gaber, Nanni Svampa e dai cantanti simbolo della città un appartamento costa 490.000 euro circa, in Corso Beunos Aires, narrata in un sincopato brano di Dalla del 1977, invece ne costa  420.000.

Scendendo a Bologna indaghiamo su Piazza Grande cantata dal senza tetto Lucio Dalla, che in realtà non esiste ma si chiama Piazza Cavour, e dove oggi per comprare 80 metri quadrati ci vogliono 290.000 euro, più di Via Paolo Fabbri, che dava il nome a un album di Guccini del 1976, per cui ci vogliono 260.000 euro. Per la suggestiva Piazza Santo Stefano – 2009 Cesare Cremonini –  dove ce ne vogliono 280.000.

Le vie saranno presenti anche quest’anno, Daniele Silvestri canterà nel brano A bocca chiusa: "…se riempono le strade, Via Merulana così pare un presepe…" e comprarci casa costa 400.000 euro.

Dulcis in fundo c’è Napoli, cantata, decantata e criticata in brani celebri, tristi, allegri o popolari. E Via Toledo, è un leit motiv: da "tu vuo’ fà l’americano" del virtuoso Carosone che nel 1956 " ci faceva passare uno scugnizzo americano "scampanianno pe’  Tuleto", a "Io mammeta e tu, "Passiammo pe Tuleto..". Per 304.000 euro, ci possiamo abitare anche noi.
 
La lista forse è infinita, se andiamo a indagare di spiagge e rotonde sul mare, montagne verdi e paesi sulle colline di cui bisognerebbe scoprire i nomi o isolette come Capri, capriccio degli Dei o Ponza citata in un divertente brano di Niccolò Fabi, La Paranza, portato a Sanremo nel  2007.

  In tempo di crisi forse l’unica maniera per tirare su i prezzi è essere citati in una canzone!

 

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