Ritorno a scuola, nove Regioni tornano in aula: regole e incognite

La scuola riparte dal Green Pass: sono nove le Regioni in cui ricominciano le lezioni in presenza, tra nuove regole e alcune questioni in sospeso

Il nuovo anno scolastico è iniziato ufficialmente e – finalmente – in presenza. Lunedì 13 settembre gli studenti di nove Regioni – Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle D’Aosta e provincia autonoma di Trento – sono tornati in aula. Parliamo di 3,8 milioni di alunni, gli altri rientreranno nei prossimi gioni. Gli ultimi saranno quelli di Calabria e Puglia per i quali le lezioni riprenderanno il 20 settembre.

L’obiettivo è quello di proseguire con la didattica in presenza, evitando dunque che l’aggravarsi della situazione epidemiologica riporti alla chiusura delle scuole. Per questo motivo, dopo l’introduzione del Green Pass, sono cambiate alcune delle regole per il contenimento della pandemia, ma rimangono alcune questioni aperte che potrebbero trovare una soluzione nelle prossime settimane.

Si studiano soluzioni per evitare il ritorno alla DAD, come promesso dal ministro dell’Istruzione Bianchi che vuole scongiurare un altro anno in cui gli studenti sono costretti a rimanere a casa e seguire le lezioni online.

Il cambiamento più importante – dicevamo – riguarda il Green Pass e l’obbligo per insegnanti, il personale ATA, i docenti e gli studenti universitari di esibirlo per poter accedere alle scuole e agli atenei. Per verificare e controllare in tempo reale lo stato del Green Pass (che si può ottenere non solo col vaccino, ma anche con un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti) è stata diffusa una applicazione che consente di velocizzare le procedure, anche se alcuni presidi hanno fatto sapere che continueranno a utilizzare la piattaforma nazionale per il controllo del Green Pass attraverso il codice QR (quello che viene chiesto anche per accedere ai ristoranti).

Non solo: giovedì 9 settembre il governo ha emanato un decreto con il quale sono costretti ad avere il Green Pass anche tutte le altre persone che per qualsiasi motivo vogliono entrare in una scuola, compresi i genitori che intendono accompagnare i propri figli, il personale delle mense, i dipendenti di ditte esterne.

Resta obbligatorio l’uso della mascherina sia per gli insegnanti che per gli alunni (a eccezione dei bambini di età inferiore ai sei anni, degli studenti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, e di chi è impegnato in attività sportive) e viene raccomandato comunque il distanziamento fisico di almeno un metro.

E ancora: resta confermata la quarantena per chi è stato in contatto con un positivo al coronavirus, ma sarà l’ASL di competenza a decidere se isolare l’intera classe oppure i soli compagni di banco del bambino o della bambina positiva. I giorni di quarantena saranno sette per le persone vaccinate, dieci per le non vaccinate. Per tornare in classe bisognerà comunque sottoporsi ad un tampone, anche antigenico, che deve risultare negativo.

Nelle ultime ore si parla poi della possibilità di introdurre nuove misure nel corso dell’anno scolastico. La più probabile sembra essere quella di far fare dei test salivari a campione su studenti e insegnanti per rilevare in anticipo eventuali focolai. Stando a quanto si legge su Repubblica, “il protocollo è pronto da qualche giorno, l’idea è di coinvolgere 110mila studenti al mese”.

 

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