Ristoranti, cinema e teatri: il piano per le riaperture

Il Comitato Tecnico Scientifico è al lavoro sulle nuove linee guida per le attività commerciali: quando potrebbero riaprire ristoranti, cinema e teatri

Non c’è ancora una data precisa, ma l’ipotesi che a breve possano riaprire ristoranti, cinema e teatri è sempre più realistica. Tutto dipenderà da quanto caleranno i contagi nei prossimi giorni e dall’andamento della campagna vaccinale, ma intanto il premier Mario Draghi ha precisato di voler “vedere le prossime settimane di riaperture, non di chiusure” e per questo motivo avrebbe già chiesto al Comitato Tecnico Scientifico di redigere dei nuovi protocolli, delle linee guida che consentano una riapertura graduale ai settori più colpiti, come quelli della cultura e della ristorazione.

Attualmente non c’è ancora un’indicazione ufficiale su quando si potrà tornare ad allentare le misure e rivedere perlomeno la zona gialla, anche perché lo stesso esecutivo sembra diviso in due frange: da una parte c’è chi invita alla prudenza (di questa opinione sarebbe il ministro della Salute Roberto Speranza che ha ricordato che “la situazione in Europa non è facile. La Francia è in lockdown, la Germania invoca un nuovo lockdown. Da noi le chiusure e le aree rosse delle ultime settimane stanno portando i primi risultati. Diverse Regioni andranno in area arancione. Ma dobbiamo essere molto prudenti“), dall’altra c’è chi spinge per fare dei passi avanti verso un barlume di normalità, perlomeno ora che le temperature più miti consentiranno di vivere più all’aperto.

Ristoranti, la proposta per riaprire chi ha tavoli all’aperto

Una proposta, per esempio, è quella di iniziare a consentire la riapertura dei locali che hanno a disposizione dehors e spazi non al chiuso. “Se viene confermato, come tutti gli studi ci dicono, che all’aperto è più difficile contagiare e contagiarsi, sarebbe utile che quelle attività che si possono svolgere all’aperto possano cominciare, in forme ovviamente ristette, a riaprire” e che si possa  “cominciare a dare un pò di linfa ad attività che da troppo tempo sono chiuse o chiuse parzialmente”, è l’idea che Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, ha ipotizzato ai microfoni di Rai Radio1.

Quando sono previste le riaperture dei ristoranti

Quel che è certo è che l’allentamento delle misure non arriverà prima della fine del mese: con ogni probabilità bisognerà aspettare il prossimo decreto. Dunque maggio potrebbe essere il mese della ripartenza, anche se c’è chi spinge per anticipare almeno all’ultima settimana di aprile.

Secondo il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri “dobbiamo copiare il Regno Unito, mutuando la loro esperienza e dare una tempistica sulla base di quello che hanno fatto loro. Poiché come Europa siamo partiti un po’ in ritardo, possiamo ipotizzare riaperture un mese e mezzo dopo Gran Bretagna e Usa. Credo che tra il 20 aprile e il 15 maggio una scaletta di riaperture sia verosimile“. Il presidente del Consiglio Draghi, però, si rifiuta di tracciare una road map, perlomeno non ufficialmente, perché dietro le quinte si sta valutando come procedere per ripristinare il servizio al tavolo nelle aree del Paese in cui i dati epidemiologici lo consentiranno. Fondamentale poi che crescano i numeri anche dei vaccinati, come in fondo ha detto lo stesso commissario Figliuolo: “Se riusciamo a completare i vaccini per gli over 80 e i fragili, apriremo alle classi produttive”.

Al momento, come già accaduto in precedenza, si parla solo della possibilità di accogliere i clienti all’ora di pranzo. Per la cena sembra improbabile che si decida di posticipare l’orario di inizio del coprifuoco.

Quando riapriranno i cinema e i teatri

Un capitolo a parte riguarda i cinema e i teatri, per i quali il ministro della Cultura Dario Franceschini sta cercando di spingere sull’acceleratore nell’elaborazione di un nuovo protocollo insieme al Cts. Anche in questo caso, da maggio dovrebbero cambiare le cose, consentendo, nelle Regioni in zona gialla, l’ampliamento del tetto massimo di capienza dei luoghi al chiuso dal 25 al 50 per cento dei posti totali, con il limite degli spettatori fissato a 500 anziché 200. Nelle arene e posti all’aperto la soglia massima potrebbe passare da 400 a mille, con l’obbligo in ogni caso di indossare mascherine di tipo ffp2.

 

 

 

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Ristoranti, cinema e teatri: il piano per le riaperture