Riacquistare la verginità: in questo Paese è boom di richieste

Grazie al sussidio del sistema sanitario nazionale negli ultimi anni molte donne in Gran Bretagna si sono sottoposte a un'operazione di ricostruzione dell'imene

Spesso la prima volta non è come (e con chi) la vorremmo, e il desiderio di recuperare la propria purezza è spesso più forte di qualunque altra cosa. Per questo sono sempre di più le donne che vogliono tornare ad essere vergini. In particolare in Gran Bretagna è stato registrato un vero e proprio boom di richieste per un intervento chirurgico di ricostruzione dell’imene.

Negli ultimi 10 anni sono state più di 100 le donne che hanno deciso di affrontare un’operazione non solo faticosa, ma anche costosa, visto che rientrerebbe nel campo della chirurgia estetica. Nel Regno Unito invece è previsto un sussidio del sistema sanitario nazionale per questo intervento, e stando ai numeri forniti dal Times sono state erogate almeno 35mila sterline dal 2007 a oggi per consentire la ricostruzione dell’imene a 109 donne britanniche. Una forma di sostegno per un problema che può seriamente causare traumi fisici o psicologici a coloro che vogliono tornare vergini. In tante hanno provato le più svariate soluzioni, dal sapone detergente che promette di ricompattare la membrana dell’imene all’acquisto di imeni artificiali, ma il ricorso alla chirurgia è il metodo di gran lunga più efficace.

Questo intervento (chiamato imenoplastica) consiste nella ricostruzione della membrana presente all’ingresso della vagina, che viene lacerata con il primo rapporto sessuale. Per effettuarlo i medici possono risuturare i lembi lacerati oppure, in loro mancanza, saranno utilizzati quelli della mucosa vaginale o di materiali alloplastici riassorbili. L’ intervento richiede circa 30 minuti e può essere effettuato con anestesia locale, senza la necessità del ricovero notturno.

Ma chi sono le donne che decidono di sottoporsi a questa operazione? Secondo il quotidiano britannico l’80% di loro è single, e vorrebbe tornare ad essere di nuovo vergine dopo le esperienze precedenti. La religione invece non sarebbe così incisiva nella scelta. Tra le intervistate, 23 hanno dichiarato di non professare alcuna fede, mentre 15 sono cristiane, 8 anglicane, e 3 musulmane o hindu.

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