Rania di Giordania, la regina dell’impegno e del dialogo. Foto

Rania di Giordania è la regina del diritto all’educazione, della protezione dei bambini da ogni tipo di violenza e della lotta contro l’analfabetismo in uno dei Paesi Medio Orientali più stabili e che si pone come interlocutore rispetto a difficili controversie dell’intera area.

Onere e onore, che la sovrana – indicata in un sondaggio come la più affascinante tra le reali dopo Grace Kelly – ha costantemente dimostrato di saper dosare ricorrendo a un cocktail di impegno, immagine pubblica e intelligenza. Complice la difficile arte della diplomazia, si è incaricata di campagne di sensibilizzazione nei riguardi dell’educazione in età infantile.

Di origine palestinese, Rānia al-‘Abd Allāh o semplicemente Rania di Giodania, è nata e vissuta in Kuwait dove si è formata da un punto di vista scolastico per intraprendere poi la carriera universitaria a Il Cairo, in Egitto, Paese in cui ha conseguito la laurea. "Sono araba dalla testa ai piedi", ha ribadito a più riprese in diverse interviste sottolineando le sue origini palestinesi. Da donna istruita ed emancipata, ha iniziato a lavorare nel 1991, a conclusione dei suoi presso l’Università Americana, presso un gruppo bancario per poi passare alla sede giordana della Apple.

La passione per la tecnologia è uno dei tratti che rimangono fissi, nella vicenda umana della regina che cura il suo sito internet (aggiornatissimo sugli impegni umanitari) e i profili sui social network preferendo Twitter alle altre piattaforme. E’ proprio in questi primi anni ad Amman che incontra ad una cena di lavoro Abdullah II, allora principe di Giordania nel lontano 1993. Un breve fidanzamento e poi le nozze.

E poi Rania ha intrapreso un percorso di vita diverso, improntato sull’impegno civile che l’ha condotta a utilizzare ogni occasione, ogni contesto pubblico, per sensibilizzare sulla causa dell’educazione e della difesa della figura femminile. Anche dal palco di Sanremo ha saputo dimostrare estrema sagacia nel trattamento di temi così sensibili per la loro incidenza sugli equilibri internazionali.

La presenza di Rania, figura di mediazione più che mai oggi dopo essere diventata regina, si riscontra nei più rilevanti organismi internazionali tra le quali l’Arab Women’s Summit, il National Team for Family Safety, la Jordan Cancer Society e l’Arab Academy for Banking and Financial Sciences, il World Economic Forum e l’Unicef. Un polo a sua volta di attrazione e anche di critiche: secondo la comunità beduina conduce una vita assai più dispendiosa e lussuosa del dovuto, con lieve accenno alle sue origini palestinesi.

Osservazione di come, nonostante la notevole considerazione sul piano estero, le scelte della giovane regina siano tutt’altro che condivise da parte dei suoi sudditi. 

Rania di Giordania, la regina dell’impegno e del dialogo. F...