Qual è il libro più violento tra la Bibbia e il Corano?

Nessuno si immaginerebbe mai qual è il libro con più violenza tra la Bibbia e il Corano. Risolviamo insieme questo enigma e approfittiamone per fare delle riflessioni a riguardo

Secondo il pensiero comune la religione ha un’influenza totalmente positiva sui credenti. Si è portati a credere che qualsiasi forma di violenza sia considerata un atto ingiusto e riprovevole da qualsiasi fede. Capita molte volte di fare un confronto tra la religione cristiana, attualmente più diffusa nei paesi occidentali, e la religione musulmana, i cui fedeli sono per la maggior parte concentrati nei paesi arabi. Spesso si parla in tv dei precetti dettati dal Corano e dalla Bibbia, i due testi sacri di queste due religioni monoteiste.

In questi tempi, in cui il terrorismo islamico fa paura a tutti, la maggior parte di noi guardano all’Islam e ai suoi credenti come a persone violente. Il motivo, secondo molti, è da ricercare nelle parole del Corano, questo libro sacro che oggi tante persone considerano un inno alla violenza. Ma non è così, e scopriamo perché. Spesso il desiderio di trovare una giustificazione al male che viene fatto da uomini malvagi ci porta a pensare a cose sbagliate. Come sbagliato è pensare che la violenza del terrorismo possa essere giustificata dalla fede religiosa.

Tom Anderson, informatico e data scientist americano, ha recentemente effettuato un’analisi scientifica confrontando il testo della Bibbia, sacro per i Cristiani, con quello del Corano, sacro per i Musulmani. La ricerca ha prodotto risultati stupefacenti ed è stata pubblicata sulla testata “The Independent”. Questo scienziato dei dati, ha cominciato la sua ricerca sviluppando un algoritmo, che lui stesso ha chiamato Odin Text; l’algoritmo è stato quindi implementato su un software in grado di analizzare la Bibbia e la versione inglese del Corano del 1957 in soli 3 minuti di tempo.

La ricerca è terminata in circa 180 secondi: il software è stato in grado di catalogare i contenuti dei due testi in 8 emozioni (gioia, attesa, rabbia, disgusto, tristezza, sorpresa, paura/ansia, fiducia). Potreste non crederci, ma ne è venuto fuori che il Vecchio Testamento presenta il 5,3% di parole che tendono verso la rabbia. Il numero è enorme, considerando i 2,8% del Nuovo Testamento e i soli 2,1% di parole del Corano. Questo significa che nel testo cristiano vi sono parecchi riferimenti ad omicidi, stragi, violenze e distruzioni.

La ricerca del giovane scienziato non vuole dimostrare né smentire che l’Islam sia violento oppure no. La fede religiosa, qualsiasi essa sia, non è mai violenta: è l’uomo, con le sue azioni a compiere atti malvagi. E se giustifica questi atti malvagi con il proprio credo, sarà sempre l’uomo ad essere malvagio.

Immagini: Depositphotos

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