Prostituta per finanziare la sua dipendenza da alcol

Emma Gould, una graziosa ragazza inglese come tante, in apparenza. La realtà è ben diversa: la studentessa è diventata prostituta per finanziare la sua dipendenza da alcol, come racconta lei stessa al DaylyMail. A 15 anni inizia a consumare gli alcolpop, bevande a bassa gradazione alcolica dal sapore dolce. E cade nel tunnel dell’alcolismo.

In poco tempo Emma non riesce più a fare a meno di bere, anche a scuola: consuma una lattina di birra tra una lezione e l’altra. Compie 18 anni e quando va a studiare all’università di biomedicina è ormai un’alcolizzata: “Pensavo che la gente mi preferisse quando ero fatta. Essere ubriaca era divertemte. Una volta ho bevuto vodka la mattina per affrontare una presentazione. Poi è diventata un’abitudine”.

Ogni giorno Emma si sveglia in preda alla nausea, fino a quando ricomincia a bere. Inizia alle sette di mattina e prosegue fino alle sei di sera, quando cade nel letto collassata. In una giornata arriva a consumare fino a due litri di vodka, una bottiglia di vino, un litro di sidro e sei lattine di birra. La sua media all’università crolla, perché naturalmente a quel punto non riesce più a studiare, ma riesce ancora a mascherare il suo stato davanti ad amici e familiari.

Ma i soldi non le bastano più. Tocca il fondo nel novembre 2011: senza più una sterlina in tasca, si reca nel quartire a luci rosse di Ipswich, e abborda un uomo sui 50, che le dà 50 sterline per fare sesso nella sua auto. “Mi sembrava l’unica soluzione possibile, i miei sintomi di astinenza erano insopportabili”. L’uomo è talmente ubriaco che non risce a mettere il preservativo. “Odiavo sentire le sue mani su di me, ma ho aspettato finché non ho trovato un altro cliente”.
Dopo una settimana torna a casa in lacrime dai suoi genitori. Pochi mesi dopo, siamo nel gennaio 2012 il suo fisico si ribella, vomita sangue e viene ricoverata in ospedale. Responso: il suo stomaco è distrutto dall’alcol. Seguono dieci mesi di riabilitazione per disintossicarsi.

Oggi ha 22 anni e un fidanzato. I suoi genitori le sono rimasti vicini. Il messaggio che vuole diffondere è che nel tunnel dell’alcolismo può cadere chiunque. Perché Emma non è cresciuta nel disagio, ma in una famiglia normale; non le è mancato nulla, ma la sua dipendenza ha avuto il sopravvento e oggi si vergogna di essere caduta tanto in basso: “Odio chi ero allora, è come se fosse qualcun altro”. Non le resta che perdonare se stessa e lasciarsi il passato alle spalle.

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Prostituta per finanziare la sua dipendenza da alcol