Le regine di domani: le principessine che entreranno nella stanza dei bottoni

Estelle posa con i suoi genitori. Non si tratta del primo giorno di una bimbetta qualunque, d’accordo. E’ l’esordio della futura regina di Svezia o almeno così per quanto riguarda la linea di successione. La sua mamma, la principessa ereditaria Victoria, sfodera un sorriso poderoso all’indirizzo del fotografo e manifesta con una certa soddisfazione la sua emozione. La sua principessina è una delle regine di domani, delle prossime protagoniste della politica europea in cui le figure femminili hanno acquisito un riconoscimento formale.

Il suo primo giorno d’asilo è un pretesto per sottolineare come e quanto le monarchie continentali abbiano accusato la necessità di rinnovarsi, nella forma oltre che nella sostanza per mantenere equilibri interni.

Le bambine del nuovo sovrano di Spagna, Felipe, hanno ormai acquisito altrettanta notorietà. Per le piccole Leonor e Sofia, la minore delle due, il futuro potrebbe tradursi in una sequanza di impegni istituzionali come avvenuto per Elisabethe del Belgio, già incaricata di tenere a 9 anni un discorso ufficiale.

Un po’ troppo, considerata l’età della primogenita e delle aspettative che già potrebbe avvertire come incombenti. Da quanto noto, una scelta controcorrente visto che le colleghe altezze reali non hanno intrapreso un simile percorso così precoce.

Caterina Amalia dei Paesi Bassi o la piccola Ingrid di Norvegia vivono un’esistenza non molto diversa da quelle dei loro coetanei, per scelta del padre che a suo tempo, indifferente all’etichetta, rese pubblica la sua storia con la futura moglie la quale non nascose le sue scelte personali non proprio in linea con la famiglia reale.

I piccoli norvegesi non frequentano scuole d’elite, ma un istituto al pari dei loro coetanei per non crescere in un ambiente fin troppo ovatatto. Non saranno come tutti gli altri, ma anche Ingrid e gli altri rimangono pur sempre bambini.

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