Poveri e depressi: questi siamo noi alla ricerca del nostro futuro

I nostri ragazzi vogliono solo iniziare a costruire il loro futuro, mentre noi cerchiamo di riprendercelo, anche se non sappiamo come fare

Sabina Petrazzuolo Lifestyle editor e storyteller Scrittrice e storyteller. Scovo emozioni e le trasformo in storie. Lifestyle blogger e autrice di 365 giorni, tutti i giorni, per essere felice

Ogni anno, quando il calendario ci ricorda che la fine dell’anno è vicina, ci ritroviamo a tirare le somme, a fare una lista di buoni propositi e dare forma ai nuovi desideri per il nuovo anno che verrà. Certo è che i tempi sono cambiati, così come le aspettative e le speranze.

Gli ultimi mesi sono stati faticosi, per noi, forse come non mai. La crisi sanitaria, e poi quella economica e quella sociale come diretta conseguenza, grava su di noi alla stregua di un macigno appeso al collo che dobbiamo portare con noi ogni giorno, lo stesso che non ci permette più di andare avanti.

E non è certo un solo lamento del singolo, rispetto a tutto ciò che è stato e che poteva essere, a delineare la situazione scoraggiante e drammatica che si riversa nella società che viviamo, ma un dato di fatto, confermato anche dall’ultimo rapporto realizzato dall’istituto di ricerca socio-economica Censis e che riguarda, purtroppo, il nostro Paese. Che riguarda noi.

La crisi economica, derivante da quella sanitaria, è confermata. Già secondo il rapporto 2020 sulla Povertà ed esclusione sociale in Italia, redatto dalla Caritas Italiana e pubblicato sul finire dello scorso anno, la situazione era piuttosto scoraggiante. E oggi, possiamo confermare, che quella è peggiorata.

Nel nostro Paese, infatti, negli ultimi dieci anni la soglia di povertà assoluta è aumentata del 104,8%, ma non è solo di questo che dobbiamo preoccuparci perché la situazione in generale ha avuto, e ha ancora, delle conseguenze molto importanti sulla nostra salute mentale.

E forse è questa la vera crisi del secolo, quella del benessere che non abbiamo più. Nonostante la positività tossica continui a invadere la nostra vita attraverso le parole pronunciate dai guru del benessere con troppa leggerezza, la felicità, ormai ci è chiaro, è solo un miraggio.

Lo è a causa della crisi lavorativa, per il carico professionale che molti di noi portano sulle spalle, per la vita personale da gestire, alla quale confiniamo solo le briciole mentre  il tempo che abbiamo a nostra disposizione si restringe sempre di più, mentre a noi sembra di soffocare. E poi le distanze fisiche, che sono diventate sempre più pesanti, che ci hanno allontano negli ultimi anni, a causa della pandemia, dalle persone che amiamo.

E ci abbiamo provato a trasformare la solitudine in un’alleata, e forse per un po’ di temo lo è pure stata. Ma non possiamo ignorare il fatto che questa separazione forzata non è stata voluta. Per quello ci ha tolto tanto, ci ha tolto tutto. La paura e la prevenzione hanno preso il sopravvento portandosi via il piacere di stare insieme, di condividere i pasti con gli altri, di entrare nei negozi affollati e di sederci al tavolo del nostro ristorante preferito.

Ora tutto questo ci provoca ansia e paura. I nostri ragazzi hanno paura. Loro che chiedevano solo di vivere le esperienze della loro età. Dai più piccoli che hanno il diritto di incontrarsi in piazza e giocare insieme, ai più grandi che devono abbracciarsi o abbandonarsi ai primi amori.

Loro aspettano solo il momento che tutto torni come prima, senza sapere che ormai, il punto di rottura, quello che ci separa dal passato, è stato superato. Loro sanno che intanto la società si sta spaccando. Che ci sono i No-vax e quelli che credono che il covid non esista. Che ci sono le persone che senza green pass sono state confinate e che si sentono in gabbia. Che tutti giudicano tutti, che discutono i social, che litigano in strada. No, i nostri ragazzi vogliono solo iniziare a costruire il loro futuro. Noi invece vogliamo riprendercelo anche se non abbiamo la più pallida idea di come fare.

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Poveri e depressi: questi siamo noi alla ricerca del nostro futuro