Persone con autismo: come migliorare la qualità di vita e garantire loro un futuro

La Fondazione Fracta Limina Onlus si propone di realizzare un Centro diurno e residenziale per le persone autistiche. Per costruire il loro avvenire

Cosa accade alle persone con autismo quando i genitori o chi si occupa di loro non ci saranno più? Quale sarà il loro futuro?

Questa domanda che angoscia molte famiglie che devono affrontare le problematiche quotidiane legate all’autismo trova una risposta nella Fondazione Fracta Limina Onlus.

Nata il 20 luglio 2018, vede coinvolte famiglie e privato sociale (la cooperativa sociale Fabula Onlus) del Sud Milano. Essa si propone di migliorare la qualità della vita delle persone disabili e specificamente di persone con autismo.

Fracta Limina significa “spezzare i confini” in latino, quello che come famigliari e professionisti abbiamo sempre fatto (i soci della fondazione sono anche membri della associazione Gaudio con cui prosegue una stretta collaborazione) e che ora vogliamo continuare a fare in veste di fondazione per il loro futuro – spiegano i soci della Fondazione.

Essi credono fermamente che con le giuste strategie, in un contesto pensato per le persone con autismo, queste possano avere l’opportunità di vivere al meglio la loro vita, raggiungendo obiettivi significativi in un ambiente inclusivo.

Consapevoli di vivere un momento di scarse risorse economiche che non favoriscono gli investimenti pubblici dedicati alle persone fragili, si sono attivati per reperire risorse per il loro progetto sperimentale interloquendo allo stesso tempo con il servizio pubblico.

Vogliono mettere a disposizione delle persone con autismo che si affacciano all’età adulta un contesto di vita, secondo un approccio di educazione permanente e qualità di vita, in un contesto promotore di valori quali il riconoscimento e l’accoglienza nella comunità del territorio.

Il sogno della Fondazione è quello di acquistare un immobile, anche da ristrutturare, purché abbia i requisiti giusti per diventare un Centro diurno e un giorno Centro residenziale per i ragazzi autistici di questo territorio.

Per questo si chiede di segnalare eventuali immobili adattabili allo scopo.

“Abbracciate un sogno! Fatevi complici di una speranza“: questo è l’appello lanciato tra gli altri da Marisa, mamma di Federico, un bambino con autismo. Contribuire al progetto di Fracta Limina significa dare un futuro alle persone più deboli, trovare uno spazio per ospitarle significa: “accogliere tutti i pulcini dalle ali monche, dove fin d’ora dei bravi educatori potranno insegnare loro ad essere un po’ più autonomi e dove un giorno potranno vivere una vita serena e tranquilla. Una vita dignitosa, in quella che sarà la loro casa”. Come ci spiega Marisa.

Fracta Limita serve a realizzare questo progetto, perché – continua Marisa – “vogliamo abbattere le barriere; perché non ci siano mondi separati. Perché anche le nostre vite, e quelle dei nostri figli, possano contribuire ad arricchire la varietà di questo mondo. E perché vogliamo infrangere i limiti della paura, dell’angoscia, dell’impotenza. Perché l’avvenire vogliamo farlo cominciare ora”.

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