Pasqua 2021, zona rossa (quasi) per tutti: cosa si può fare

Il nuovo decreto legge ha stabilito nuove regole dal 15 marzo al 6 aprile: cosa cambia e cosa si può fare durante le vacanze di Pasqua

L’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane ha spinto il governo ad adottare nuove misure a integrazione del Dpcm del 2 marzo per provare a contenere la diffusione della pandemia. Il 12 marzo il Consiglio dei Ministri ha approvato quindi un nuovo decreto legge, in vigore da lunedì 15 marzo fino al 6 aprile.

L’obiettivo è quello di fronteggiare con maggior decisione le varianti del coronavirus, in attesa che il nuovo piano vaccinale entri nel vivo. Il decreto ha sancito di fatto la fine della zona gialla (o perlomeno delle libertà concesse in quelle aree) e l’arrivo della zona rossa quasi ovunque per le vacanze di Pasqua.

È stato scongiurato, invece, il lockdown totale, a differenza di quanto inizialmente paventato da alcune testate online. Ma cosa prevede nel dettaglio il nuovo provvedimento e cosa si potrà fare durante le festività pasquali? Cerchiamo di fare chiarezza.

La zona gialla diventa zona arancione

“In considerazione della maggiore diffusività del virus e delle sue varianti e in vista delle festività pasquali, al fine di limitare ulteriormente le possibili occasioni di contagio, il provvedimento stabilisce misure di maggiore intensità rispetto a quelle già in vigore”, si legge nella nota diffusa dal Consiglio dei Ministri, che annuncia “l’applicazione, nei territori in zona gialla, delle misure attualmente previste per la zona arancione“.

La zona rossa “automatica”

Il decreto ha anche stabilito:

  • l’applicazione delle misure attualmente previste per la zona rossa alle Regioni, individuate con ordinanza del Ministro della salute, in cui si verifichi una incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, a prescindere dagli altri parametri riferiti al colore della zona (rendendo dunque il passaggio alla zona rossa in questi casi automatico e non più a discrezione delle Regioni);
  • la facoltà per i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano di applicare le misure previste per la zona rossa, o ulteriori motivate misure più restrittive tra quelle previste dal decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, nelle Province in cui si verifichi un’incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti o nelle aree in cui la circolazione di varianti di SARS-CoV-2 determini alto rischio di diffusività o induca malattia grave.

Zona rossa a Pasqua, cosa si può fare

A proposito delle festività pasquali, “nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, si applicheranno le misure stabilite per la zona rossa. In tali giorni, nelle zone interessate dalle restrizioni, gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate saranno possibili solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno della stessa Regione”.

Si tratta quindi di un eccezione, rispetto a quanto stabilito nel Dpcm del 2 marzo che vieta per le zone rosse gli spostamenti anche verso le abitazioni.

Limite agli spostamenti anche in zona gialla e arancione

Per quanto riguarda gli spostamenti verso altre abitazioni private, il comunicato sul sito del governo spiega: “Dal 15 marzo al 2 aprile e il 6 aprile 2021, nelle zone gialle e arancioni, sarà possibile recarsi in altre abitazioni private abitate solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno dello stesso Comune. Si potranno spostare al massimo due persone, che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi”.

Scuole chiuse, i congedi parentali

Il decreto inoltre prevede “nei casi di sospensione delle attività scolastiche o di infezione o quarantena dei figli, per i genitori lavoratori dipendenti la possibilità di usufruire di congedi parzialmente retribuiti e, per i lavoratori autonomi, le forze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le forze dell’ordine e gli operatori sanitari la possibilità di optare per un contributo per il pagamento di servizi di baby sitting, fino al 30 giugno 2021″.

 

 

 

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