Pasqua 2021, viaggi all’estero per turismo: dove si può andare e regole

Il Ministero dell'Interno ha chiarito che è consentito partire per un viaggio all'estero, anche da una zona rossa: dove si può andare e quali sono le regole da seguire

La riapertura dei confini dei Paesi europei già lo scorso giugno ha consentito di fatto la ripresa dei viaggi all’estero, confermata anche dal Dpcm del 2 marzo firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. La novità, o meglio, il chiarimento che rende ufficiale il via libera ai viaggi per Pasqua è la possibilità di partire anche da una zona rossa.

Sembra un paradosso, considerato che nei giorni delle festività tutta Italia sarà zona rossa e saranno vietati gli spostamenti al di fuori dei Comuni, ma si consentirà di prendere un aereo per un altro Paese. Eppure è davvero così che stanno le cose.

Gli spostamenti consentiti in zona rossa

Durante i giorni del 3, 4 e 5 aprile tutta Italia sarà zona rossa e non saranno quindi consentiti spostamenti. Agli italiani è chiesto di rimanere in casa, anche se sarà possibile fare visita una volta al giorno ad amici e parenti purché all’interno dello stesso Comune.

Ora, però, si apprende che in quegli stessi giorni sarà possibile uscire dal Comune per recarsi in aeroporto per un viaggio. La conferma è arrivata dal Ministero dell’Interno che, su richiesta di chiarimento avanzata da Astoi Confindustria Viaggi (l’Associazione che rappresenta oltre il 90% del mercato del Tour Operating in Italia), ha fatto luce su una zona d’ombra della normativa riguardo gli spostamenti in vista delle nuove limitazioni.

Come notato dall’associazione, infatti, non c’è “chiarezza su come la normativa che consente di recarsi liberamente in un Paese dell’area UE/Schengen potesse conciliarsi con le misure restrittive adottate sul territorio nazionale in base alle fasce di rischio”. Il Viminale ha spiegato che anche in zona rossa o arancione è possibile spostarsi per raggiungere l’aeroporto, basta essere muniti di autocertificazione ed essere in grado di fornire gli estremi del viaggio.

Lo stesso ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiarito durante un’intervista a Tg2 Post che “Chi va all’estero e rientra deve fare un tampone all’andata e al ritorno. Questo rientra nelle regole della mobilità europea. Ma non stiamo assolutamente consigliando ai cittadini di andare all’estero, anzi sconsigliamo di spostarsi perché siamo in una fase difficile”, ha detto, sottolinenando che “Quello che noi abbiamo chiesto è di rimanere a casa e non spostarsi”.

Nuovi provvedimenti potrebbero essere presi dal governo in vista del nuovo decreto che darà le disposizioni per il periodo dopo Pasqua. Per quanto riguarda i viaggi, comunque, si va sempre più verso l’ipotesi del cosiddetto passaporto d’immunità.

 Viaggi all’estero, dove si può andare

Capire quali sono i Paesi in cui è possibile andare non è così semplice, perché bisogna distinguere tra le mete in cui si può viaggiare senza limitazioni e quelle in cui sono previsti tampone e quarantena. Per avere le idee più chiare bisogna fare affidamento sull’Allegato 20 del Dpcm del 2 marzo che divide i Paesi in cinque elenchi: A, B, C, D ed E (che vengono costantemente aggiornati dalle ordinanze Ministero della Salute). L’elenco E è quello che raccoglie i Paesi in cui non è consentito andare.

Quelli in cui si può andare senza limitazioni sono presenti negli elenchi A e B. Nel primo rientrano San Marino e Città del Vaticano. Nell’elenco B attualmente non risulta nessun Paese perché neanche uno è considerato a basso rischio epidemiologico.

Diversa la questione per i Paesi dell’elenco C, per i quali la normativa italiana consentiva gli spostamenti senza necessità di motivazione, ma prevedeva al rientro un’autodichiarazione e l’obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico 48 ore prima della partenza. Per poter rientrare in Italia il tampone doveva risultare ovviamente negativo. In virtù delle polemiche nate per via di questa anomalia, che consentirebbe quindi a chi ne ha le facoltà economiche di partire per le vacanze a fronte dei divieti imposti in Italia anche solo per vedere parenti fuori Regione, il Ministero della Salute ha firmato un’ordinanza che nelle intenzioni dovrebbe fungere da deterrente alle partenze. Il nuovo provvedimento prevede che ci si sottoponga a un tampone nelle 48 ore precedenti al rientro in Italia, l’obbligo di quarantena una volta tornati per cinque giorni e un ulteriore tampone di controllo al termine della quarantena.

I Paesi che attualmente risultano nell’elenco C sono:

• Austria (con limitazioni specifiche, descritte nell’apposito paragrafo sul sito della Farnesina)

• Belgio

• Bulgaria

• Cipro

• Croazia

• Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia)

• Estonia

• Finlandia

• Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo)

• Germania

• Grecia

• Irlanda

• Lettonia

• Lituania

• Lussemburgo

• Malta

• Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo)

• Polonia

• Portogallo (incluse Azzorre e Madeira)

• Repubblica Ceca

• Romania

• Slovacchia

• Slovenia

• Spagna (inclusi territori nel continente africano come le Isole Canarie)

• Svezia

• Ungheria

• Islanda

• Norvegia

• Liechtenstein

• Svizzera

• Andorra

• Principato di Monaco

Viaggi all’estero fuori dall’Europa: Elenco D

Non solo Paesi dell’Unione Europea e Schengen. Da agosto 2020, i viaggi per turismo sono possibili anche in alcuni Stati esteri considerati a basso rischio epidemiologico.

In questo caso, al rientro in Italia è obbligatorio compilare un’autodichiarazione e sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 14 giorni. Si può raggiungere la propria abitazione solo con mezzo privato.

Tra i Paesi che attualmente figurano nell’Elenco D troviamo:

• Australia

• Nuova Zelanda

• Repubblica di Corea

• Ruanda

• Singapore

• Thailandia

Come capire dove si può andare e cosa fare al rientro

Questa è la teoria, quindi viene la pratica. Perché se è vero che per la normativa italiana è consentito viaggiare all’estero per turismo, è altrettanto vero che, prima di mettersi in viaggio è bene informarsi sulle norme in vigore nel Paese di destinazione. Il fatto che la normativa italiana preveda che si possa andare in un determinato Paese non significa che una volta giunti lì si possa circolare liberamente. È consigliabile verificare quali siano le misure in vigore nel luogo di arrivo: se è obbligatorio aver fatto un tampone, se è obbligatoria la quarantena all’arrivo, se è previsto un coprifuoco. Non solo: data la situazione si corre il rischio di recarsi in una meta senza potersela godere come si vorrebbe perché musei, bar e ristoranti potrebbero essere chiusi così come tante altre attività.

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