Nuovo Dpcm, cosa si può fare e quali sono le attività aperte

Le nuove disposizioni sono valide dal 16 gennaio al 5 marzo e stabiliscono cosa si può fare nelle varie aree: le regole fondamentali da conoscere

Venerdì 14 gennaio il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm che contiene le nuove regole per il contenimento della pandemia da Coronavirus. Le nuove regole sono in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo. In linea generale, resta la distinzione tra zone gialle, arancioni e rosse, anche se vengono comunque inasprite alcune misure persino nelle aree considerate meno a rischio.
Le regioni individuate come zona rossa sono Lombardia e Sicilia, cui si aggiunge la Provincia autonoma di Bolzano. Sono classificate come zona arancione Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria, Val d’Aosta e Veneto. Restano invece gialle Basilicata, Campania, Molise, provincia di Trento, Sardegna e Toscana.

Lombardia e Alto Adige hanno annunciato ricorso, mentre in Sicilia l’ordinanza del Presidente della Regione è valida a partire dal 17 gennaio e fino al 31.

Il ministero della Salute ha annunciato che rivaluterà la situazione sanitaria con frequenza almeno settimanale.
Ma al di là delle consuete polemiche, cosa è possibile fare? Quali sono le attività considerate essenziali che rimarranno aperte anche nelle zone ad alto rischio? Le scuole ricominceranno normalmente come inizialmente promesso? Cerchiamo di fare chiarezza.

La riapertura delle scuole

Il nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte prevede misure diverse per le scuole a seconda delle zone. Nelle zone gialle e arancioni, dal 18 gennaio riprenderanno le lezioni in presenza nelle scuole superiori almeno al 50 per cento e fino ad un massimo del 75 per cento delle ore di lezione. Per le scuole dell’infanzia, per le elementari e le medie la didattica continuerà a svolgersi integralmente in presenza. Le università, invece, dovranno predisporre dei “piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza», che tengano conto «delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca”.

Nelle zone rosse, invece, potranno svolgersi in presenza le lezioni nelle scuole dell’infanzia, delle elementari e del primo anno delle medie. Dal secondo anno delle medie le attività scolastiche si svolgeranno esclusivamente a distanza. Si potranno svolgere in presenza solo le lezioni che prevedono l’uso di laboratori o i casi in cui sia necessario mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Nelle Università e nelle Istituzioni di alta formazione è sospesa la frequenza e si stabilisce il proseguimento delle attività formative e curriculari a distanza (a eccezione dei corsi per i medici in formazione specialistica, dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie che, se necessario, potranno svolgersi in presenza).

Cosa si può fare con i bambini

Tra i documenti resi pubblici si legge che i parchi, i giardini pubblici e le aree gioco “rappresentano una risorsa disponibile di grande importanza per tutti (…), per realizzare esperienze all’aria aperta e orientate sia alla scoperta dell’ambiente, sia alla realizzazione di attività di gioco col supporto di attrezzature poste ad arredo dello spazio stesso”. Ciò significa che si potrà andare a fare una passeggiata e che i bambini potranno accedere alle aree giochi. Restano ovviamente confermate le disposizioni generali cui siamo abituati relativi all’obbligo di indossare la mascherina per i bambini dai 6 anni in su e al distanziamento.

Nelle sole zone gialle riaprono anche i musei, ma solo durante la settimana, dal lunedì al venerdì.

Ristoranti e bar aperti o chiusi

Anche in questo caso bisogna fare una distinzione tra le regole valide nelle regioni identificate come zona gialla e quelle identificate come rosse o arancioni.

Nelle zone gialle i “servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono aperti dalle ore 5:00 fino alle ore 18:00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la  ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22:00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”. Per bar e attività che vendono bevande l’asporto è consentito solo fino alle 18.

Diversa la situazione nelle zone arancioni o rosse, dove i servizi di ristorazione rimangono chiusi per il consumo al tavolo o in loco, ma possono effettuare consegne a domicilio e asporto. Anche in questo caso resta confermata la possibilità per bar e attività di vendita di bevande di consentire l’asporto solo fino alle 18.

Quali sono i negozi aperti nelle zone gialle

Nelle sole zone gialle riaprono le attività commerciali, a condizione che si mantenga la distanza interpersonale di un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali “più del tempo necessario all’acquisto dei beni”. Nei giorni festivi e prefestivi sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie”.

Le attività inerenti i servizi alla persona (parrucchieri, barbieri, centri estetici) sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei.

Nelle zone arancioni e rosse restano aperte solo le attività commerciali considerate essenziali e contenute negli allegati 23 e 24 al Dpcm.

Quali sono le attività considerate essenziali (sempre aperte)

Il Dpcm del 14 gennaio prevede, per le zone arancioni e rosse, la chiusura dei negozi, a eccezione di quelli che vendono generi alimentari e beni di prima necessità. Le attività che possono rimanere aperte (che sono tante) sono indicate nell’allegato 23. Tra queste ci sono librerie, edicole, negozi di abbigliamento e calzature per bambini, cartolerie, tabacchi, farmacie e parafarmacie, negozi di intimo, giocattoli, articoli sportivi e apparecchiature informatiche, fiorai, vivai e profumerie. Questo genere di negozi resta aperto anche all’interno dei centri commerciali, ma solo durante la settimana (è confermata anche nelle zone rosse e arancioni la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi).

Per quanto riguarda i servizi alla persona, nelle zone arancioni e rosse (in base all’allegato 24) restano aperti parrucchieri e barbieri, lavanderie e pompe funebri. Restano quindi chiusi i centri estetici.

Le visite ai parenti in zona arancione o rossa

Nelle regioni in fascia rossa e arancione, per quanto riguarda le visite ad amici e parenti, “lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, nell’ambito del territorio comunale, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”. Vale a dire che sarà possibile accogliere due ospiti adulti fuori dal proprio nucleo convivente, una volta al giorno. Nelle regioni in area gialla le visite sono permesse nell’ambito del territorio regionale.

Altre disposizioni generali

Per quanto riguarda gli spostamenti il Dpcm stabilisce che almeno fino al 15 febbraio 2021 non ci si potrà spostare fra regioni, neanche fra aree gialle, salvo che per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Resta sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Non si potranno quindi raggiungere le seconde case che si trovano fuori dalla regione (o se ci si trova in zona arancione fuori dal proprio comune di residenza): lo spostamento verso le seconde case fuori dalla regione è consentito solo per motivi di urgenza, ad esempio la riparazione di un guasto o per recuperare cose indispensabili, ma deve durare il tempo necessario a risolvere il problema. Sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, sarà consentita una presenza massima del 50 per cento della capienza. Provvedimento che vale per tutte le zone.

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