Nuovi colori delle Regioni, ancora un mese senza zona gialla: cosa cambia

Cambiano ancora i colori delle Regioni con tre nuove zone rosse e nessuna zona gialla per almeno un altro mese: cosa cambia dal 29 marzo

Con le vaccinazioni che procedono a rilento e i contagi che non accennano a scendere in maniera significativa, si procede con la linea dura. Il premier Mario Draghi è infatti in procinto di firmare il nuovo decreto che definirà le nuove regole in vigore da dopo Pasqua.

Intanto, però, il monitoraggio ha imposto nuovi cambiamenti ai colori delle Regioni. L’Istituto superiore di Sanità ha infatti sottolineato che “il numero complessivo di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica e analogo è l’andamento per le aree mediche”.

Durante la conferenza stampa tenuta venerdì 26 marzo dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal presidente del Consiglio Mario Draghi, saranno tre le Regioni a passare in zona rossa e solo una a “scalare” in zona arancione. Confermata l’assenza di zone gialle, per le quali – al di là dei numeri – valgono comunque le restrizioni delle aree arancioni.

Le Regioni in zona rossa dal 29 marzo

Da lunedì 29 marzo passano alla zona rossa Calabria, Toscana e Valle d’Aosta, che si aggiungono alle altre Regioni già contraddistinte dalle misure più stringenti: Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Marche, Puglia (qui addirittura si parla di zona rossa rinforzata), Veneto, Provincia autonoma di Trento e Campania.

Le Regioni in zona arancione

L’unica Regione a passare da rossa a arancione è il Lazio, che da martedì (e non da lunedì come per le altre Regioni) potrà allentare la morsa dei provvedimenti. Qui potranno riaprire scuole, negozi, centri estetici e parrucchieri, secondo le disposizione in vigore.

Il Lazio si aggiunge a Liguria, Umbria, Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano.

Le regole per Pasqua uguali per tutti

Al di là delle ordinanze delle singole Regioni, nei giorni delle festività pasquali tutta Italia sarà zona rossa. Contrariamente a quanto accade ora in queste aree, però, il 3, 4 e 5 aprile sarà consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata della stessa regione, tra le 5 e le 22. Potranno spostarsi al massimo due persone che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Cosa prevede il Dpcm in vigore dal 7 aprile

Non è ancora ufficiale ed è al vaglio delle Regioni il provvedimento che il premier Mario Draghi dovrebbe firmare nei prossimi giorni e stabilire cosa si potrà fare e cosa no a partire da dopo Pasqua.

Mentre è ormai praticamente certo che le scuole fino alle medie riapriranno anche in zona rossa, non è chiaro se potranno riaprire alcune attività. Alcuni ministri e governatori auspicano una graduale ripresa, ma l’ipotesi più probabile è che per almeno un altro mese non ci sarà nessuna zona gialla e che anche per i prossimi festivi (25 aprile e 1° maggio) tutta Italia sarà blindata.

L’Istituto superiore di Sanità, infatti, suggerisce di “mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile”.

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