Nuovi colori delle Regioni, cambiano i criteri: le novità

Con la nuova ondata di contagi dovuta alla Variante Delta, il Governo ha deciso di rivedere i requisiti per stabilire le varie zone

Con l’incremento dei contagi dovuti alla diffusione della Variante Delta, i nuovi colori delle Regioni saranno stabiliti con un diverso criterio, stabilito dal Governo che sta lavorando su una revisione totale dei parametri per l’accesso alle varie zone.

Il nuovo scenario, accompagnato dalla campagna vaccinale che procede secondo il piano stabilito, ha quindi imposto un riesame completo dei criteri già noti per i colori delle Regioni, utili a definire le misure di restringimento della diffusione del contagio, sempre più caratterizzato dalla Delta.

A darne notizia è il Ministro della Salute Roberto Speranza, al lavoro su un nuovo Decreto Legge ancora da approvare. Stando alle prime indiscrezioni, quindi, saranno rivisti i parametri, che terranno maggiormente conto del numero delle ospedalizzazioni rispetto a quello dei contagi: “In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione è ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione rispetto agli altri indicatori”.

I colori delle Regioni rimangono però i medesimi di quelli decisi all’inizio della seconda ondata e impiegati per il contenimento del coronavirus. Solo a gennaio, il Governo ha deciso di istituire la zona bianca per le aree a rischio ridotto. La prima a ottenere questo status fu la Sardegna, poi finita in zona rossa dopo poco tempo per una nuova e severa diffusione che ha generato un severo aumento delle positività.

La diminuzione graduale del tasso dei contagi ha consentito l’ingresso di tutte le Regioni in zona bianca, quindi a minor rischio. Dal 28 giugno, è stato anche abolito l’uso della mascherina all’aperto e il coprifuoco, che era però stato allungato fino alle 24.

L’indicatore di cui si terrà conto sarà quindi quello relativo alle ospedalizzazioni, con i dati della saturazione relativa ai reparti ordinari e alle terapie intensive. Il limite indicato dai nuovi criteri si baserà sulla prudenza, portando al 5% quello relativo alle terapie intensive e al 10% per i reparti ordinari.

Massimiliano Fedriga, Presidente della Conferenza delle Regioni e del Friuli-Venezia Giulia, si è soffermato sul tema e ha spiegato perché questa raddrizzata sia importante per i prossimi mesi e per avere un quadro chiaro della situazione attuale: “Con il sistema attuale si rischierebbe di scivolare in zona gialla anche solo per un aumento dei contagi, non accompagnato dalla pressione sugli ospedali.

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