Fenomenologia della De Girolamo, la militante divenuta ministro

Nella fenomenologia del caso che ha smosso il Governo Letta, la coppia delle larghe intese Boccia-De Girolamo e Benevento c’è un tratto che sfugge. Il perché una giovane e intraprendente professionista, emersa nel feudo mastelliano, si sia invischiata in presunte vicende come quelle contestate e oggetto di valutazione in Aula

Che cosa è accaduto nel mezzo? Tra l’università, l’incontro con Silvio Berlusconi e oggi, per quelle intercettazioni che la stanno mettendo in discussione?

La De Girolamo, 38enne brillante e intraprendente (scugnizza come la descrivono alcuni suoi concittadini), dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma rientra a casa, nel Sannio e inizia ad avvicinarsi alla politica in un contesto di profondo cambiamento politico per il Paese, meno per il suo territorio. Formalmente i primi passi in Forza Italia li muove nel 1999, per presentarsi ufficialmente alle elezioni comunali nel 2006 dopo aver gavettato ed essere diventata coordinatrice dei giovani di FI.

Alla prima, Nunzia non spacca e rimane fuori. Ma dopo la batosta incontra Silvio Berlusconi, un incontro fatale (fino all’addio e all’ingresso nel Nuovo Centrodestra). Un incrocio su cui aleggiano leggende, falsi miti  che hanno contribuito a produrre, complice la vicenda umana che la sta investendo, una letteratura alla quale ci riserviamo di accoppiare un genere.

L’agenzia LaPresse riferisce di un colpo di genio della De Girolamo: in quella occasione regalò a Berlusconi una pigotta dell’Unicef ribattezzata Libertà con numero di cellulare al seguito.

Una furbata. Un’altra versione prevede invece l’intercessione di Claudio Scajola, allora in auge, conosciuto tramite il figlio di Clemente Mastella. Un collegamento che le sarebbe fruttato l’incontro con Berlusconi. Durante una cena di Natale, il Cavaliere chiede espressamente di Nunzia che nel 2007 assume l’incarico di coordinatrice del partito a Benevento. L’anno dopo entra in lista alle politiche e viene eletta.

E’ il Parlamento delle Amazzoni, delle fidelizzate, dei bigliettini e del vociare attorno alla corte dell’ex Premier.

In Parlamento, la De Girolamo incontra anche Francesco Boccia e dopo smentite e conferme, viene formalizzato a mezzo stampa un legame che culminerà con la nascita della piccola Gea e il matrimonio. Una coppia di larghe intese, liquidano velocemente i titolisti. Suo mario, lettiano di ferro, l’avrebbe favorita nella lista del Governo di garanzia presieduto proprio dall’ex Margherita.

Dal 28 aprile 2013 la De Girolamo viene nominata ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Con i mal di pancia e la minaccia di uno strappo che trascini Il Governo Letta nello sfacello più completto, la De Girolamo rimane fedele alla linea e presenta le dimissioni, respinte. Cosa che non fanno i colleghi ‘responsabili’.

Non è un gesto che conferma, anzi. La De Girolamo con la rinascita di Forza Italia molla Silvio Berlusconi e aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano. Un addio sofferto, per lei, e che ora finisce nella sequenza rapida di avvenimenti che si susseguono. Le intercettazioni sugli incarichi relativi alla Asl di Benevento hanno fatto e fanno il resto.

Fenomenologia della De Girolamo, la militante divenuta ministro