20 anni dopo Non è la Rai: ecco Nicole Grimaudo oggi, al cinema con Muccino

Sono passati ben 21 anni da quando Nicole Grimaudo, all’epoca 14enne, venne scelta per partecipare all’ultima fortunata edizione di Non è la Rai, programma cult degli Anni Novanta. Da allora l’abbiamo vista nei panni di attrice in numerose produzioni televisive e al cinema. Non si ferma Nicole, fino al 2014, l’anno in cui è nato il suo primo figlio, Pietro. Oggi la rivediamo al cinema al fianco di Silvio Muccino ne Le leggi del desiderio, che la vede nel ruolo di protagonista assoluta. Nicole Grimaudo ci ha raccontato qualcosa di sé e del suo nuovo ruolo, molto più importante, nella vita: quello di mamma…

Qual è il tuo segreto per la felicità: ti senti una persona felice o pensi di avere bisogno di un life coach?
Nella vita non ho avuto l’esigenza di un life coach. Quella della felicità è una ricerca continua  e purtroppo non ho una ricetta: credo che sia un lavoro quotidiano e costante. Dipende anche da quanto bene vogliamo a noi stessi: più ce ne vogliamo, più siamo portati a essere generosi, altruisti, a perdonarci più cose e quindi a essere anche più sereni. Questo è quello che sto cercando di afre un po’ ultimamente, avere più autostima. C’è stato un  periodo in cui mi guardavo nei film ma non mi piacevo, avevo sempre una parola negativa nei confronti di me stessa. Mi piace invece ultimamente farmi anche qualche complimento, riuscire ad ammettere che a volte un lavoro è stato fatto bene, o che ho fatto una cosa da mamma carina e giusta. Insomma, mi piace anche prendermi cura un po’ di me, che è molto importante per essere felici.

Secondo te dipende anche dal fatto che sei diventata mamma?
Sicurmanente la maternità aiuta moltissimo. Per amare una persona che dipende da te in tutto e per tutto devi necessariamente stare meglio con te stessa per prima. Per comunicargli questo benessere, per farlo stare sereno, lo devi essere anche tu. Quindi la maternità mi ha sicuramente calmato, mi ha addolcito, mi ha messo al secondo posto, mi ha fatto fare un passo indietro, quindi ha spento un po’ anche quella luce che involontariamente hai anche quando fai questo lavoro puntata addosso e ho proprio cambiato le priorità, nel senso che comunque adesso so davvero cosa è importante quindi anche al lavoro, in questo film ci son andata con uno spirito diverso. Mi son divertita di più perché ho più leggerezza nel senso che so adesso quali potrebbero essere davvero le cosegravi e lel cose importanti. Adesso l’importante è mio figlio: tutto il resto è straordianrio ma viene comunque dopo.  

Ti riconosci più nel personaggio di Matilde (timida, insicura e molto dolce n.d.r.) o di Jennifer (aggressiva e dominatrice n.d.r.)
Mi riconosco un po’ in entrambe perché comunque siamo state tutte, secondo me, un po’ Matilde e un po’ Jennifer. Certo, Matilde, se devo dire la verità, è più nelle mie corde: ha quella fragilità e vulnerabilità da cui sono passata io stessa, quindi la conosco maggiormente. Un ruolo come quello di Jennifer mi è capitato più di rado nella mia vita e quando è successo è stato un gioco, una recita, che ogni tanto è divertente fare.

Come ti sei preparata per interpretare questo personaggio?
Ho riguardato alcune commedie come Bridget Jones, Il Diavolo veste Prada o anche Amélie è stata una dalle quali ho preso spunto. Poi ho fatto un riassunto di tutto e l’ho messo su di me, perché un personaggio ti deve assomigliare per farlo in modo molto realistico e naturale.

Com’è stato lavorare con Silvio Muccino?
Un’esperienza che vorrei ripetere ancora e ancora. Mi ha fatto innamorare nuovamente di questo lavoro in un periodo in cui ci credevo un po’ meno, ero un po’ più disincantata e mi ha dato lui per primo la possibilità di fare un ruolo grosso, da protagonista, in cui ho avuto la possibilità di raccontare un personaggio pieno di sfaccettature. E’ stata una cosa importante in questa fase della mia vita: con una carriera di un certo tipo come la mia,  non mi era ancora stata data questa occasione e lui ha creduto in me più di tanti altri e di questo gli sono particolarmente grata.

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